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Riduzione lesione legittima: ultime sentenze

5 Gennaio 2020
Riduzione lesione legittima: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: giudizio di riduzione; lesione della legittima; modalità di riduzione delle donazioni per lesione della quota di legittima; obbligo della collazione; rinuncia all’esercizio dell’azione di riduzione per lesione di legittima.

Giudizio di riduzione per lesione della legittima

All’interno del giudizio di riduzione per lesione della legittima, come anche in quello di divisione, non è possibile allegare ovvero provare per la prima volta in appello l’esistenza di altri beni idonei ad incidere sulla determinazione del relictum e, di conseguenza, dell’entità effettiva della lesione; ciò è motivato dalla circostanza per cui il potere di specificazione della domanda deve manifestarsi nel rispetto delle preclusioni previste dal codice di rito.

Tribunale Palermo sez. II, 01/10/2019

Bene immobile proveniente da donazione e pericolo di rivendica

Il diritto previsto dall’art. 1481 c.c., per cui il compratore può sospendere il pagamento del prezzo o pretendere idonea garanzia quando abbia ragione di temere che la cosa possa essere rivendicata da terzi, presuppone che il pericolo di evizione sia effettivo e cioè non meramente presuntivo o putativo, onde esso non può risolversi in un mero timore soggettivo che l’evizione possa verificarsi, ma, anche ove si abbia conoscenza che il bene appartenga ad altri, occorre che emerga da elementi obiettivi o, comunque, da indizi concreti che il vero proprietario abbia intenzione di rivendicarlo in modo non apparentemente infondato.

Ne consegue che il semplice fatto che un immobile provenga da donazione e possa essere teoricamente oggetto di una futura azione di riduzione per lesione di legittima esclude di per sé che esista un rischio effettivo di rivendica e che il compratore possa sospendere il pagamento o pretendere la prestazione di una garanzia.

Cassazione civile sez. II, 27/03/2019, n.8571

Accertamento di dissimulate donazioni

In tema di limiti alla prova testimoniale del negozio simulato posti alla parte dall’art. 1417 c.c., l’erede che agisca per l’accertamento di dedotte dissimulate donazioni non è necessariamente terzo, assumendo tale qualità solo qualora, dopo aver esperito l’azione di riduzione per pretesa lesione di legittima, spenda la qualità di legittimario e non anche allorché agisca per lo scioglimento della comunione, previa collazione delle donazioni effettuate in vita dal de cuius.

Tribunale Bolzano sez. I, 15/03/2019, n.275

L’azione di riduzione

L’erede che agisca per la nullità del contratto di compravendita stipulato dal de cuius perché dissimulante una donazione e per la ricostruzione del patrimonio ereditario e la conseguente divisione dello stesso, senza anche far valere, rispetto alla donazione impugnata, la lesione del suo diritto di legittimario, non propone, nemmeno per implicito, una domanda di riduzione della donazione per lesione di legittima in particolare l’azione di divisione e quella di riduzione sono nettamente distinte e autonome, atteso che la seconda tende, indipendentemente dalla divisione dell’asse ereditario, al soddisfacimento dei diritti dei legittimari nei limiti in cui siano lesi dalle disposizioni testamentarie, con la conseguenza che non può ritenersi implicitamente proposta con la domanda di divisione, la quale presuppone il già avvenuto recupero alla comunione ereditaria dei beni che a essa siano stati eventualmente sottratti dal testatore con un atto che abbia violato la riserva per legge in favore dei legittimari.

Cassazione civile sez. II, 07/01/2019, n.125

Giudizio di riduzione o divisione

Nel giudizio di riduzione per lesione della legittima, come anche in quello di divisione, è esclusa la possibilità di allegare ovvero provare, per la prima volta in appello, l’esistenza di altri beni idonei ad incidere sulla determinazione del “relictum” e, conseguentemente, dell’effettiva entità della lesione, dovendo il potere di specificazione della domanda manifestarsi nel rispetto delle preclusioni previste dal codice di rito.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha chiarito che, in appello, le richieste di ricostruzione del “relictum” e del “donatum” mediante l’inserimento di beni e liberalità o l’indicazione di pesi o debiti del “de cuius” sono ammissibili nei limiti consentiti dagli elementi tempestivamente acquisiti con l’osservanza delle summenzionate preclusioni, trattandosi di operazioni alle quali il giudice è tenuto d’ufficio).

Cassazione civile sez. II, 06/11/2018, n.28272

Separazione della parte occorrente per integrare la quota di riserva lesa

La disposizione di cui all’art. 560 comma 1 cod. civ. disciplina l’ipotesi in cui la riduzione abbia ad oggetto legati e donazioni, ossia i casi in cui il valore del bene donato o legato eccede il valore della disponibile: in tale ipotesi la restituzione che consegue alla riduzione ha funzione divisoria, comportando lo scioglimento della comunione sul bene legato o donato, sorta fra il legittimario o il legatario o donatario per effetto dell’esperimento vittorioso dell’azione di riduzione.

Questa norma non si applica, invece, all’ipotesi in cui la riduzione riguardi una disposizione testamentaria a titolo universale, perché in tal caso lo stato di comunione ereditaria che si crea, a seguito del vittorioso esperimento dell’azione di riduzione, fra l’erede beneficiario della disposizione lesiva ed il legittimario completamente pretermesso dal testatore o che si accresce quando la lesione della legittima è parziale e non totale – in quanto i legittimari lesi sono stati chiamati all’eredità per testamento in una quota tale da non garantire loro il conseguimento della legittima ed ottengono, con la riduzione, la devoluzione di una ulteriore quota di eredità che, sommata a quella nella quale essi sono già chiamati, permette loro di conseguire per intero la riserva – può sciogliersi solo attraverso l’esperimento dell’azione di divisione ereditaria sull’intero patrimonio della persona defunta.

Corte appello Venezia sez. II, 31/10/2018, n.2962

Obbligo di collazione: quando sorge?

L’obbligo della collazione sorge automaticamente e i beni donati in vita dal “de cuius” devono essere conferiti indipendentemente da una espressa richiesta, essendo sufficiente, a tal fine, la proposizione della domanda di accertamento della lesione della quota di legittima e di riduzione e la menzione in essa dell’esistenza di determinati beni facenti parte dell’asse ereditario da ricostruire.

Cassazione civile sez. II, 06/04/2018, n.8510

Limiti alla prova testimoniale

In tema di limiti alla prova testimoniale del negozio simulato posti alla parte (ovvero ai suoi successori universali) dall’art. 1417 c.c., l’erede che agisca per l’accertamento di dedotte dissimulate donazioni non è necessariamente terzo, assumendo tale qualità solo qualora, dopo aver esperito l’azione di riduzione per pretesa lesione di legittima, spenda la qualità di legittimario e non anche allorché agisca per lo scioglimento della comunione, previa collazione delle donazioni effettuate in vita dal “de cuius”; né consente il superamento, da parte dell’erede, dei suddetti limiti probatori il riferimento alla dispensa dalla collazione, trattandosi di istituto che opera solo dopo che sia stata accertata, in base alle previsioni di cui al cit. art. 1417 c.c., la natura di donazione dell’atto, ove la parte abbia inteso far valere in giudizio anche la qualità di legittimaria e l’azione di simulazione sia strumentale al coevo esperimento di quella di riduzione.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.536

Domanda di riduzione per lesione della quota di legittima 

In tema di azione di riduzione, non è dato poter discutere di lesione della quota di legittima in assenza di un’indagine estesa all’intero patrimonio del “de cuius” giacché, quand’anche tale lesione fosse sussistente, alla stessa ben potrebbe porsi rimedio con una diversa distribuzione del patrimonio relitto, sia di natura immobiliare che mobiliare, come previsto dall’art. 553 c.c.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva rigettato una domanda di riduzione, cui era sottesa la lesione della quota di riserva calcolata con riferimento al solo patrimonio mobiliare del “de cuius” e non anche a quello immobiliare).

Cassazione civile sez. VI, 25/09/2017, n.22325

Valore di ogni singola quota ereditaria

Posto il valore della massa ereditaria riunita fittiziamente, al netto delle spese di massa, applicando il disposto dell’art. 534 c.c. si determina la misura della quota disponibile, e quella di riserva della massa riunita fittiziamente. Conseguentemente, considerato il valore del cespite attribuito in sede testamentaria alla appellante, si è verificata una lesione della quota di legittima ad essa spettante sicché la domanda di riduzione deve trovare accoglimento.

Deve, quindi, reintegrarsi la quota di legittima lesa sulla scorta delle disposizioni di cui agli articoli 554, 555, 558 e 559 c.c. che disciplinano, con ordine tassativo, il modo di riduzione delle lesioni di legittima a partire dalle disposizioni testamentarie per poi, ove le dette riduzioni non siano sufficienti a reintegrare la legittima lesa, ridurre le donazioni a partire dalla più recente.

Corte appello L’Aquila, 16/06/2017, n.1102

Riduzione delle donazioni per lesione della quota di legittima

In riferimento all’istituto della riduzione delle donazioni per lesione della quota di legittima, la legge stabilisce testualmente all’art. 559 c.c. che le donazioni si riducono cominciando dall’ultima e risalendo via via alle anteriori.

Corte appello Palermo sez. II, 20/02/2017, n.295

Rinuncia all’azione di riduzione per lesione di legittima

Non è ammissibile l’azione revocatoria rispetto ad atti che si sostanzino nella rinunzia ad una facoltà, per effetto della quale non si modifichi, né attivamente né passivamente, il patrimonio anteriore del debitore (nella specie, si è ritenuta inammissibile l’azione revocatoria dell’atto di adesione al legato in sostituzione di legittima e di rinuncia all’esercizio dell’azione di riduzione per lesione di legittima).

Cassazione civile sez. III, 19/02/2013, n.4005



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