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Indagini difensive: ultime sentenze

5 Gennaio 2020
Indagini difensive: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: indagini difensive; richiesta di autorizzazione a ricevere dichiarazioni o ad assumere informazioni da un detenuto; dichiarazioni rese al proprio difensore; richiesta di audizione di persone sentite in sede di indagini difensive.

Richiesta di autorizzazione a ricevere informazioni dal detenuto

In tema di indagini difensive, la richiesta di autorizzazione a ricevere dichiarazioni o ad assumere informazioni da un detenuto, di cui all’art. 391-bis, comma 7, c.p.p., deve contenere, ai fini della sua ammissibilità, le indicazioni relative all’addebito per cui si procede nei confronti della persona assistita dal difensore che intende esaminare il detenuto e del legame di quest’ultimo con il tema d’indagine, in modo da consentire al giudice, e prima ancora al pubblico ministero e al difensore della persona detenuta, di apprezzare l’esistenza di un interesse concreto, diretto ed attuale al compimento dell’atto.

(In motivazione la Corte ha affermato che siffatta valutazione non comporta alcun sindacato sul merito dell’atto ed ha, pertanto, escluso che la richiesta debba illustrare le ragioni dell’utilità dell’atto istruttorio).

Cassazione penale sez. I, 07/06/2019, n.28216

Deposito dei risultati dell’attività di indagini difensiva

In tema di rito abbreviato, il termine “indagini difensive” di cui all’art. 438, comma 4, c.p.p., si riferisce esclusivamente alle attività di cui agli artt. 391-bis e ss. c.p.p., poiché solo il deposito dei “risultati” dell’attività di indagine difensiva può giustificare l’assegnazione al pubblico ministero di un termine per svolgere ulteriori attività investigative al fine di contrastare i suddetti risultati onde riportare le parti su un piano di parità.

(Fattispecie relativa al deposito di una relazione di consulenza tecnica di parte ex art. 233 c.p.p., in cui la Corte ha ritenuto esente da censure l’ordinanza di rigetto della richiesta del p.m., avendo tale consulenza natura di “memoria di contenuto tecnico” e non integrando l’esito di un’attività di indagine).

Cassazione penale sez. V, 07/03/2019, n.20802

Attività svolta da investigatore privato prima dell’iscrizione della notizia di reato

In tema di indagini difensive, è legittima ed utilizzabile l’attività svolta da un investigatore privato, prima della iscrizione della notizia di reato, al di fuori dell’ambito applicativo dell’art. 391-nonies, c.p.p., atteso che l’attivazione dello statuto codicistico previsto per l’attività investigativa preventiva è rimessa alla volontà del soggetto, avendo natura del tutto facoltativa.

Cassazione penale sez. IV, 08/01/2019, n.13110

Atto scritto dal legale: effetti e ipotesi di nullità

L’atto scritto dal legale, nell’ambito delle indagini difensive, ha gli stessi effetti e del verbale redatto dal pubblico ministero. Esso può ritenersi nullo solo se vi è incertezza assoluta sulle persone intervenute o se manca la sottoscrizione dell’avvocato o del sostituto che lo ha redatto, ma non se il dichiarante non lo ha firmato foglio per foglio.

A chiarirlo è la Cassazione che fa così una stretta sulle ipotesi di nullità del verbale della difesa, interpretando la legge 397/2000 sulle indagini difensive, con la quale è stato potenziato il ruolo svolto dal difensore nel processo penale. La Corte si dichiara consapevole della giurisprudenza di legittimità che ritiene esistente, per la validità dell’atto, l’obbligo di firma in ogni foglio del dichiarante, ma non la condivide. Per i giudici di legittimità, infatti, il difensore ha un obbligo di lealtà, pena il reato di falso ideologico in atto pubblico, e tale garanzia di fedeltà deve indurre a ridurre al minimo le ipotesi di nullità dei verbali.

Cassazione penale sez. III, 02/10/2018, n.2049

Le dichiarazioni rese al difensore nell’ambito di indagini difensive

In tema di giudizio abbreviato, le dichiarazioni rese al proprio difensore nell’ambito di indagini difensive dalla persona offesa esaminata in precedenza nel corso di un incidente probatorio sono utilizzabili ai fini della decisione, ove depositate prima dell’ammissione del rito, non sussistendo alcun divieto che precluda lo svolgimento di tale attività investigativa.

(In motivazione la Corte ha precisato che è espressamente vietato, a pena di inutilizzabilità ai sensi dell’art. 391-bis, comma 6, cod. proc. pen., solo richiedere alle persone già sentite dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero notizie sulle domande formulate o sulle risposte date).

Cassazione penale sez. III, 20/09/2018, n.2341

Giudizio abbreviato: le dichiarazioni acquisite in indagine

In tema di giudizio abbreviato condizionato, le dichiarazioni testimoniali acquisite in sede di indagine difensive, ai sensi dell’art.327-bis cod.proc.pen., sono utilizzabili ai fini della decisione a condizione che i relativi atti siano stati depositati nel fascicolo del pubblico ministero prima dell’ammissione al rito speciale.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione del giudice d’appello che aveva respinto la richiesta di audizione di persone sentite in sede di indagini difensive, sul presupposto che l’imputato, avendo chiesto che il processo fosse definito con il rito abbreviato condizionato all’escussione di persone diverse, non poteva chiedere successivamente l’acquisizione di nuovi elementi di prova).

Cassazione penale sez. VI, 11/09/2018, n.1561

L’incidente probatorio

In tema di indagini difensive è inammissibile la richiesta di incidente probatorio per il compimento di accertamenti tecnici poiché l’incidente probatorio è previsto, dalle norme sulle indagini difensive, soltanto per l’audizione di persone informate nell’ipotesi di cui all’art. 391-bis, commi 10 e 11, c.p.p., disposizione non suscettibile di applicazione analogica a diversa attività difensiva, trovando, invece, il compimento di accertamenti tecnici non ripetibili la propria disciplina specifica nell’art. 391-decies c.p.p.

Cassazione penale sez. V, 12/07/2018, n.44181

Giudizio di revisione 

In tema di indagini difensive finalizzate alla ricerca e all’individuazione di elementi di prova per l’eventuale promovimento del giudizio di revisione, è legittima l’ordinanza del giudice dell’esecuzione di rigetto dell’istanza del condannato nel caso in cui essa sia meramente esplorativa o mirata ad accertamenti che appaiono, all’evidenza, superflui o inidonei a determinare modificazioni sostanziali del quadro probatorio.

(In motivazione la Corte ha aggiunto che spetta alla parte dedurre la decisività dell’atto d’indagine difensiva richiesto e l’utilità che si mira a conseguire attraverso l’esercizio del diritto).

Cassazione penale sez. I, 03/05/2018, n.44591

Attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona informata sui fatti

In tema di indagini difensive prodotte nel corso del procedimento di riesame, l’attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona informata sui fatti non può essere data per presupposta, ma deve essere valutata in concreto, tenendo conto del suo grado di coinvolgimento nei fatti di causa, del conseguente interesse rispetto all’esito del procedimento, del se, nel momento in cui ha reso le dichiarazioni, fosse o meno a conoscenza che l’ordinanza cautelare era stata emessa anche valorizzando sul piano accusatorio i suoi rapporti con l’indagato.

(Fattispecie in cui l’ordinanza cautelare aveva evidenziato il fatto che l’indagato aveva esercitato pressioni nei confronti del dichiarante, al fine di favorire l’assunzione in una cooperativa di pulizie di persone legate all’associazione mafiosa).

Cassazione penale sez. VI, 14/12/2017, n.9386

Incidente di esecuzione 

In tema di indagini difensive, non viola alcun diritto di difesa il pubblico ministero che, a fronte della richiesta di citazione del soggetto che si è avvalso della facoltà di non rispondere al difensore, avanzi al giudice per le indagini preliminari richiesta di incidente probatorio per esaminare il predetto.

Cassazione penale sez. II, 13/12/2017, n.56688

Possono essere acquisite le indagini difensive presentate dopo la richiesta di giudizio abbreviato?

Le indagini difensive presentate dopo la richiesta di giudizio abbreviato non possono essere acquisite. La Cassazione respinge con tale affermazione il ricorso volto a contestare l’ordinanza con la quale il giudice di primo grado aveva respinto la richiesta di considerare le informazioni assunte dal difensore in sede di indagine difensiva.

Nel coordinare il generale principio della continuità investigativa con il giudizio abbreviato, caratterizzato dalla rinuncia del diritto alla prova, la Corte precisa che il difensore ha la facoltà di presentare i risultati delle sue investigazioni nel corso dell’udienza preliminare, fino all’inizio della discussione, termine che coincide con la richiesta di rito abbreviato.

Di conseguenza, il lavoro “investigativo” del difensore, solo se presentato prima della richiesta del rito speciale, può essere valutato in funzione di tutte le decisioni che il giudice è chiamato ad assumere nel corso dell’udienza preliminare, comprese le decisioni e le pronunce che definiscono il procedimento attraverso il modulo alternativo dell’abbreviato.

Cassazione penale sez. IV, 15/11/2016, n.51950

Nuove acquisizioni scientifiche

In tema di revisione, agli effetti dell’art. 630, lett. c), c.p.p., una perizia può costituire prova nuova unicamente se basata su nuove acquisizioni scientifiche idonee di per sé a superare i criteri adottati in precedenza e, quindi, suscettibili di fornire sicuramente risultati più adeguati. Va quindi confermata la decisione dei giudici di merito, la quale abbia ritenuto che non rappresentino nuove prove neppure gli elementi desumibili da indagini difensive, quando siano posti a fondamento di elaborati peritali che non si basino su nuove acquisizioni scientifiche.

Cassazione penale sez. I, 14/10/2016, n.8419

Dichiarazioni scritte raccolte dal difensore: quando sono inutilizzabili?

In tema di indagini difensive, sono inutilizzabili le dichiarazioni scritte raccolte dal difensore, ai sensi dell’art. 391 bis, comma secondo cod.proc.pen., senza la verbalizzazione analitica degli avvertimenti elencati al comma terzo del predetto articolo, che il medesimo è tenuto a rivolgere al dichiarante. (Nella specie, la Corte ha ritenuto inutilizzabili le dichiarazioni verbalizzate con un mero richiamo sommario agli avvisi ex art. 391 bis cod. proc. pen.)

Cassazione penale sez. II, 15/09/2016, n.51073



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