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Busta paga bracciante agricolo

29 Dicembre 2019 | Autore:
Busta paga bracciante agricolo

Stipendio dell’operaio a tempo determinato OTD in agricoltura: cedolino paga, tutele previdenziali.

Gli OTD, detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna, sono gli operai a tempo determinato del settore agricolo. Si tratta di lavoratori agricoli assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario, per compiere una fase lavorativa o per sostituire operai che hanno diritto alla conservazione del posto.

Ricordiamo che nel settore agricolo risulta lavoratore dipendente chiunque svolga il proprio lavoro manuale, dietro corrispettivo, per coltivare terreni, allevare bestiame e per attività connesse a favore di un’azienda agricola o di un soggetto che svolge attività agricole.

Gli operai agricoli a tempo determinato sono esclusi dalle limitazioni perviste per il lavoro a termine nel Testo unico dei contratti di lavoro [1], ad opera del decreto Dignità.

Ma com’è strutturata la busta paga bracciante agricolo?

Il rapporto di lavoro degli operai agricoli è regolato dal contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, che dal 2015 si applica anche ai dipendenti con qualifica operaia delle imprese di manutenzione del verde.

Il contratto applica una differente disciplina in base all’inquadramento, distinguendo tra operai agricoli e operai florovivaisti, e tra contratti a tempo indeterminato e contratti a tempo determinato.

La busta paga degli operai risulta, dunque, diversamente strutturata a seconda dell’area di appartenenza, del profilo professionale e del tipo di contratto di lavoro attivato, a tempo indeterminato o a termine.

È importante tenere presente che il contratto collettivo nazionale non è l’esclusivo punto di riferimento per la corretta gestione del rapporto di lavoro in agricoltura, in quanto deve essere necessariamente integrato dalle disposizioni contenute nei contratti provinciali, applicabili in base al luogo della prestazione di lavoro.

La contrattazione provinciale definisce, infatti, norme differenti rispetto a quelle stabilite a livello nazionale, anche in merito all’assetto retributivo e normativo.

Assunzione bracciante agricolo

L’operaio agricolo a tempo determinato può essere assunto con tre tipologie di contratto [2]:

  • assunzione per l’esecuzione di lavori di breve durata, stagionali o a carattere saltuario, per fase lavorativa (individuata dalla contrattazione collettiva provinciale) o per la sostituzione di operai assenti con diritto alla conservazione del posto;
  • assunzione per l’esecuzione di più lavori stagionali o per più fasi lavorative nell’anno; in questo caso (cd. garanzia di 100 giornate):
    • l’azienda è tenuta a garantire almeno cento giornate di occupazione nell’anno;
    • nel contratto individuale devono essere indicati i periodi presumibili di impiego, per i quali l’operaio garantisce la sua disponibilità, pena la perdita del posto di lavoro e della garanzia occupazionale, salvo comprovati casi di impedimento;
  • garanzia di 180 giornate: assunzione con contratto di lavoro a termine di durata superiore a 180 giornate di effettivo lavoro, da svolgersi nell’ambito di un unico rapporto continuativo.

Retribuzione bracciante agricolo

Gli elementi principali della retribuzione lorda degli operai agricoli sono definiti dal contratto collettivo nazionale [3] e dai contratti provinciali:

  • salario contrattuale, definito dai contratti provinciali;
  • generi in natura corrisposti per contratto o consuetudine;
  • terzo elemento, valido per gli operai a tempo determinato.

La retribuzione è oraria per i florovivaisti e per gli operai agricoli a tempo determinato, mentre è mensilizzata per i soli operai a tempo indeterminato.

La paga giornaliera, per gli OTD, si ottiene dividendo il salario mensile per 169 (divisore orario).

Le tabelle retributive fissate dal contratto collettivo nazionale di lavoro rappresentano un minimo inderogabile, in quanto nella generalità dei casi i minimi retributivi sono definiti dalla contrattazione provinciale. Il secondo livello di contrattazione definisce altri importanti istituti, come l’orario di lavoro (limiti di superamento dell’orario contrattuale nel periodo estivo e conseguente riduzione nel periodo invernale…) ed il trattamento della malattia e dell’infortunio

Terzo elemento

Per gli operai agricoli a tempo determinato, al salario contrattuale si deve il cosiddetto terzo elemento: si tratta di una maggiorazione nella quale sono contenute le voci di retribuzione indirette e differite, che non potrebbero essere normalmente corrisposte a causa della discontinuità della prestazione.

In conformità a quanto disposto dal contratto collettivo nazionale [3], il terzo elemento ammonta complessivamente al 30,44%. Questa maggiorazione si deve applicare al salario contrattuale definito a livello provinciale, ed è calcolata sulla base di 312 giorni lavorativi; in particolare:

  • per le ferie è riconosciuta una percentuale dell’8,33%;
  • per la tredicesima è riconosciuta una percentuale dell’8,33%;
  • per la quattordicesima è riconosciuta una percentuale dell’8,33%;
  • per le festività nazionali e infrasettimanali la maggiorazione è del 5,45%;
  • il totale è dunque pari al 30,44%.

Scatti di anzianità

I lavoratori agricoli hanno diritto a un aumento periodico della retribuzione per anzianità, ogni due anni di servizio presso la stessa azienda. Gli scatti di anzianità, fissati dal contratto collettivo nazionale e rivalutabili al livello superiore, spettano fino a un massimo di cinque.

Orario ordinario, straordinario, festivo, notturno, maggiorazioni

L’orario di lavoro è pari a 39 ore settimanali, che corrispondono a 6 ore e 30 minuti giornaliere [4].

La variabilità dell’orario ordinario settimanale è ammessa nel limite di 85 ore annue, con un orario massimo di 44 ore alla settimana (la regolamentazione dettagliata è disposta dalla contrattazione provinciale).

Il lavoro straordinario (svolto oltre l’orario normale), festivo (svolto nelle domeniche e nelle giornate festive) e notturno (dalle ore 22 alle ore 6, nei periodi in cui è in vigore l’ora solare e dalle ore 22alle ore 5, nei periodi in cui è in vigore l’ora legale) è retribuito con le seguenti maggiorazioni, da calcolarsi sul salario contrattuale ed eventuali generi in natura [5]:

  • lavoro straordinario 25%;
  • lavoro notturno: 40%;
  • lavoro festivo: 35%;
  • lavoro straordinario festivo: 40%;
  • lavoro festivo notturno: 45%;
  • lavoro notturno a turni: 10%;
  • lavoro festivo in turni: 10%;
  • lavoro supplementare (oltre l’orario contrattuale part time ma entro l’orario normale) entro il 25% dell’orario concordato: 15%;
  • lavoro supplementare oltre il 25% dell’orario concordato: 35%.

Cassa extra legem

Il contratto collettivo nazionale prevede, a favore degli operai agricoli, che in caso di malattia ed infortunio sia corrisposta un’integrazione al trattamento di legge, in grado di assicurare al lavoratore almeno l’80% del salario giornaliero contrattuale. Questa integrazione è corrisposta dalla cosiddetta “bilateralità” o Cassa Extra Legem [6] e non dal datore di lavoro.

La cassa è finanziata tramite un contributo da ripartire tra datore di lavoro e lavoratore, differente da provincia a provincia: ogni Cassa gode di una propria autonomia operativa e può erogare ulteriori prestazioni mutualistiche rispetto a quelle di base.

Se non si versa la contribuzione alla Cassa extra legem si perdono i benefici contributivi di legge ai quali l’azienda ha diritto.

Essendo la contribuzione alla Cassa extra legem un contributo obbligatorio per contratto per esclusive finalità sanitarie:

  • la quota a carico dell’azienda va assoggettata al contributo di solidarietà del 10%
  • la quota trattenuta all’operaio e versata al fondo non va a diminuire l’imponibile previdenziale.

EBAN

L’Ente Bilaterale Agricolo Nazionale (EBAN) è costituito dalle organizzazioni nazionali dei datori di lavoro agricolo (Confagricoltura, Coldiretti e Cia) e dalle organizzazioni nazionali dei lavoratori agricoli (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil) firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti.

L’ente svolge importanti funzioni a sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore primario, e assicura agli operai agricoli e florovivaisti le prestazioni sanitarie integrative dell’assistenza fornita dal Servizio Sanitario Nazionale. Queste prestazioni erano precedentemente erogate dal FISLAF, attraverso un apposito fondo, il FISA (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori agricoli e florovivaisti).

Per consentire all’EBAN l’erogazione delle prestazioni, è previsto il versamento di una contribuzione a carico del datore di lavoro, pena l’erogazione al lavoratore di prestazioni equivalenti e di una quota aggiuntiva della retribuzione.

Le quote versate all’EBAN costituiscono contributi versati a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi per erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali a favore del lavoratore e suoi familiari: la quota a carico dell’azienda va dunque assoggettata al contributo di solidarietà del 10%.

Contributo assistenza sindacale e contrattuale

Per la stipula dei contratti collettivi nazionali e provinciali, a titolo di assistenza contrattuale, datori di lavoro e lavoratori sono tenuti a versare, a favore delle rispettive organizzazioni nazionali e provinciali, un contributo per ogni giornata di lavoro.

L’ammontare dei contributi per assistenza sindacale (C.A.S.) e contrattuale (C.A.C.) è determinato da apposite convenzioni; la riscossione è affidata all’Inps.

Costruzione cedolino paga bracciante agricolo

Ecco come costruire un ipotetico cedolino paga di un bracciante agricolo:

  • bisogna innanzitutto ricavare il valore di un’ora di lavoro, aggiungendo al salario contrattuale il 30,44% del terzo elemento;
  • bisogna poi moltiplicare la paga oraria così determinata per le ore di lavoro svolte;
  • se nel periodo di lavoro si sono verificate delle festività, bisogna appurare che il pagamento sia compreso nell’erogazione del terzo elemento; bisogna inoltre verificare lo svolgimento di lavoro straordinario, festivo o notturno e calcolare le eventuali maggiorazioni;
  • si arriva così all’imponibile previdenziale;
  • sulla base dell’imponibile previdenziale e dell’aliquota complessiva Inps a carico del lavoratore (il dato deve essere suddiviso in zona normale e in zona svantaggiata), vanno calcolati i contributi Inps da trattenere in busta paga al bracciante;
  • si devono poi calcolare:
    • il contributo da trattenere al dipendente per la Cassa Extra Legem;
    • il contributo Cassa Extra Legem a carico dell’azienda agricola;
    • il contributo per assistenza sindacale – C.A.S;
    • il contributo per assistenza contrattuale – C.A.C.;
    • il contributo EBAN a carico dell’azienda agricola;
  • l’imponibile fiscale è così determinato: imponibile previdenziale – contributi Inps trattenuti al lavoratore +quota ditta versata alla Cassa extra legem + quota ditta versata all’EBAN (sul punto si attendono però maggiori chiarimenti);
  • sull’imponibile fiscale si calcola poi l’Irpef lorda;
  • sulla base del reddito annuo presunto si calcolano le detrazioni per reddito di lavoro e per eventuali familiari a carico spettanti;
  • sottraendo l’importo delle detrazioni dall’Irpef lorda si determina l’Irpef netta;
  • dalle competenze spettanti al dipendente si sottraggono le trattenute da effettuare in busta paga (Inps, Cassa Extra Legem, CAS, CAC, Irpef netta);
  • la differenza tra competenze e trattenute determina il netto in busta.

note

[1] Art.29 co. 1 D.lgs. 81/2015.

[2] Art.21 Ccnl Operai Agricoli e Florovivaisti.

[3] Art.49 Ccnl Operai Agricoli e Florovivaisti.

[4] Art.34 Ccnl Operai Agricoli e Florovivaisti.

[5] Art.42 Ccnl Operai Agricoli e Florovivaisti.

[6] Art.62 Ccnl Operai Agricoli e Florovivaisti.


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