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Quanti soldi bisogna avere per essere benestanti?

29 Dicembre 2019
Quanti soldi bisogna avere per essere benestanti?

La fotografia dell’Italia dimostra qual è il reddito giusto per poter vivere in modo agiato, se non da ricchi almeno in modo più che dignitoso.

Ricordo di aver letto, tanto tempo fa, il saggio di un giornalista americano che dispensava consigli su come vivere felici. Che originalità! Ma nel capitolo dedicato a «Quanti soldi bisogna avere per essere benestanti?» l’autore sostenne una cosa interessante. A suo avviso, lo stipendio ideale per vivere bene sarebbe di 50mila dollari all’anno (aggiornato ad oggi potrebbero essere circa 60mila). Anche un solo cent in più implicherebbe una serie di conseguenze negative sull’esistenza dell’uomo, peggiorando il suo quotidiano: maggiori impegni sul lavoro, con conseguente sottrazione del tempo alla famiglia e agli hobby, afflizioni per il timore di ladri o di fallimenti, preoccupazioni su come spendere o investire il denaro e via dicendo. 

Insomma, per essere felici bisogna sì avere soldi, ma non troppi: è necessario cioè trovare un giusto equilibrio tra la ricerca del benessere e la schiavitù della ricchezza. Il che non è affatto facile attesa la nota “forza attrattiva” che hanno i bigliettoni. 

Del resto, a ben pensarci, superato un certo livello di ricchezza, i desideri primari già soddisfatti si ripresentano, ma in chiave maggiorata, in versione cioè “di lusso”. Ad esempio: il divano che hai in salotto non ti piace più e ne vuoi uno nuovo; esigi il quadro d’autore in salotto, l’auto con qualche cavallo in più, un hotel con un’ulteriore stella, ecc. 

Tutto questo aumento marginale del benessere vale il costo che comporta in termini di dipendenze dal lavoro e dal denaro?

Ecco che allora, se ti hanno già chiesto quanti soldi bisogna avere per essere benestanti e, nel rispondere, hai sostenuto che la ricchezza è un concetto soggettivo, secondo l’autore di quel saggio ti sbagli: esisterebbe un parametro oggettivo, valido per tutti, che è appunto di circa 5mila dollari al mese. 

C’è chi si rende conto di essere benestante solo osservando gli altri. Ed allora se conosci il tuo reddito effettivo, posso già dirti in quale percentuale di italiani rientri.

Il paradosso Italia: la ricchezza vestita da povertà

In base alle ultime statistiche pubblicate dall’Istat, metà delle famiglie italiane percepisce un reddito netto non superiore a 25.091 euro l’anno (circa 2.090 euro al mese). Non è certo un importo su cui sputare, tenuto conto che si accompagna, nel 70% dei casi, a un immobile di proprietà. 

Secondo le dichiarazioni dei redditi presentati all’Agenzia delle Entrate, il 5,3% degli italiani (circa due milioni di cittadini) dichiara più di 50mila euro di reddito all’anno, pagando il 40% di Irpef. 

Il 12% dei lavoratori guadagnano meno di 8.200 euro l’anno. 

Lo 0,093% degli italiani guadagna più di 300mila euro all’anno. 

Oltre 13 milioni di italiani non pagano tasse.

Le 10 persone più ricche del nostro Paese possiedono da sole 100 miliardi. 

In verità, ai dati ufficiali corrisponde una ricchezza sommersa molto più ampia e sicuramente meglio distribuita. 

Insomma, se anche l’Italia è ancora lontana dall’essere un Paese dove si vive bene, tenuto soprattutto conto dei servizi e del carico fiscale, c’è chi sta peggio anche nella stessa Europa più ricca. 

Quanti soldi bisogna avere per vivere?

Nel nostro Paese, esistono numerosi ammortizzatori sociali che consentono di vivere dignitosamente anche con meno di 2.000 euro al mese. In una precedente indagine condotta dal nostro giornale si è visto che, chi ha meno di mille euro al mese può usufruire di così tante prestazioni sociali che quasi diventa meno conveniente guadagnare poco in più. Il che apre le porte a un altro complesso discorso che investe l’Italia: l’assenza di incentivi alla produzione, a dispetto invece di quelli “alla povertà” (si pensi, una per tutte, al reddito di cittadinanza o alla Naspi). 

Chi, ad esempio, guadagna circa mille euro al mese, o poco meno, ha diritto a ottenere:

  • il gratuito patrocinio (se guadagnasse più di 11.493,82 euro dovrebbe mettere nel bilancio familiare anche il costo dell’avvocato);
  • il mantenimento dell’ex coniuge in caso di separazione;
  • l’esenzione del canone Rai (se guadagnasse più di 8mila euro all’anno dovrebbe pagarne 90 allo Stato tutti gli anni);
  • il Reddito di cittadinanza, per una quota variabile in base all’Isee;
  • l’esenzione dal ticket sanitario;
  • le detrazioni sull’affitto per l’abitazione principale;
  • la tutela dal pignoramento del conto corrente e della pensione;
  • l’esenzione delle tasse universitarie (prevista per chi ha un Isee inferiore a 13mila euro);
  • la 14° sulla pensione;
  • la riduzione della bolletta Telecom (prevista per i redditi non oltre 6.713 euro);
  • il bonus luce e gas (riconosciuto a chi presenta un Isee pari a 8.103,50 euro);
  • l’assegno di invalidità.

La ricchezza effettiva di una persona non si conta quindi solo sulla base del reddito percepito ma anche del risparmio di spesa che si ottiene usufruendo dei bonus fiscali e socio-assistenziali riconosciuti dallo Stato. Insomma, a conti fatti, chi guadagna poco meno di mille euro è come se fosse più ricco di chi ne guadagna un po’ di più.

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Quanti soldi bisogna avere per essere benestanti?

Ritorniamo al sofismo, dunque. Quanti soldi servono per vivere da benestanti? Dipende da ciò di cui hai bisogno. Di certo, posso dirti che: 

  • se guadagni 8.200 euro in un anno, fai parte del 12% degli italiani;
  • se guadagni più dei famosi 50mila euro all’anno, rientri nel fortunato 5,3% degli italiani;
  • se, infine, guadagni più di 300mila euro fai parte di quella microscopica fetta di connazionali considerabili “ricchi” e che rivestono lo 0,093% della popolazione. 

In questo senso, possiamo anche dire che il concetto di benessere è relativo non solo ai bisogni della persona, ma anche alle condizioni di chi vive intorno a te. Se, difatti, l’economia è stagnante e la gente non riesce ad arrivare a fine mese è più facile fare affari, ossia acquistare. Comprerai a più buon prezzo la frutta, la verdura, i servizi dei professionisti o degli artigiani e così via. Insomma, i tuoi soldi, pochi o tanti che siano, appariranno ancora più essenziali a chi ti sta vicino e che sarà disposto a tutto pur di guadagnare da te. 

Naturalmente, il reddito dipende soprattutto dalla città in cui vivi. Se vivi a Milano puoi considerarti benestante con non meno di 10mila euro al mese; se vivi in Calabria, invece, te ne basteranno appena 5mila. 


2 Commenti

  1. Io potrei anche fare il vagabondo a vita e approfittarmi dei soldi o dell’eredità della mia famiglia, ma che senso avrebbe fare il ricco ereditiero e non costruire nulla di buono, non lavorare e poltrire da mattina a sera, andare a feste e festini. Invece, ho pensato di costruire un palazzo e lanciarmi nell’edilizia, investendo il mio patrimonio e facendo fruttare i miei averi. Sono un architetto e coordino tutto, facendo anche tanti sacrifici. Guardo una stanza e immagino che c’è la mia mano in quella struttura.

    1. io invece non potrei approfittare di nulla, perche’ i miei sono piu’ morti di fame di me. Percio’ devo lavorare duramente per andare avanti e non posso certo buttarmi in aventure fantasiose pensando comunque di aver le spalle coperte.

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