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Alberi che tolgono luce

29 Dicembre 2019
Alberi che tolgono luce

Lettera dal vicino per taglio alberi perché le piante e i rami coprono la vista: che fare?

Nel tuo giardino privato ci sono alcuni alberi che sono cresciuti nel tempo. Hai ricevuto una lettera dal vicino che ti chiede di tagliare i rami e le cime perché gli impediscono la vista. Sei tenuto a farlo? A che altezza devi mantenere le piante? A chi spettano i costi dell’eventuale potatura? 

L’eventualità di alberi che tolgono la luce è tutt’altro che remota, tant’è che lo stesso Codice civile contiene un’accurata disciplina in merito alla distanza dal confine di costruzioni, alberi e altri vegetali.

Per stabilire, dunque, cosa fare quando i rami di un albero coprono la vista del vicino, togliendogli luce, aria e panorama, devi innanzitutto dotarti di un metro. Già, hai capito bene: un vecchio e tradizionale metro perché proprio con uno strumento del genere (che puoi sostituire con gli apparecchi a infrarossi usati da architetti e ingegneri) potrai calcolare che siano rispettate le distanze imposte dalla legge. 

Ecco allora le regole che devi conoscere per risolvere il tuo problema e così rispondere alla lettera del vicino per il taglio degli alberi. 

Il diritto al panorama

Esiste un diritto al panorama o, che dir si voglia, all’affaccio? Pur in assenza di un’esplicita indicazione della legge, la nostra giurisprudenza ha ritenuto che tale diritto esista. Lo si intuisce facilmente dalla lettura dell’articolo 907 del Codice civile che sancisce il diritto di veduta, ovvero il divieto per il vicino di edificare a una distanza tale da impedire la veduta diretta da parte del proprietario del fondo confinante. Inoltre la giurisprudenza ha più volte avuto modo di riconoscere l’esistenza della «servitù di panorama», ovvero del diritto del titolare di godere della particolare bellezza del paesaggio e della visuale. 

Va evidenziato, tuttavia, che tale diritto rileva solo in materia di distanza tra edifici e confine, mentre con riferimento agli alberi andranno in ogni caso rispettati i regolamenti locali e la normativa in tema di distanze.

Vediamo allora quali sono le distanze tra gli alberi che vanno rispettate per poter rivendicare, seppur indirettamente, il diritto al panorama.

Distanze di alberi dal confine

È sempre il Codice civile a indicare le distanze che devono rispettare gli alberi dal confine in modo da non togliere luce e aria al vicino di casa. Ma attenzione, le norme del Codice si applicano solo se non vi sono disposizioni contenute nei regolamenti comunali. Bisogna, quindi, andare in Comune per avere maggiori informazioni. Le parti – ossia i due vicini confinanti – possono disporre anche distanze differenti in deroga alla disciplina legale. 

A seconda del tipo di albero, il Codice civile indica una diversa distanza dal confine. Vediamo quali sono i termini da rispettare:

  • alberi di alto fusto: 3 metri. L’albero è di alto fusto se questo, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza superiore a 3 metri, come per i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili [1]. Non si considera di alto fusto se il tronco e le branchie principali non superano i 3 metri [2];
  • vite: 0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta [3]);
  • arbusto e canneto: 0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta [3]);
  • pianta da frutto di altezza non maggiore di 2,5 metri: 0,5 metri;
  • siepe viva: 0,5 metri;
  • siepe di ontano: 1 metro;
  • siepe di castagno e simili: 1 metro;
  • siepe di robinie: 2 metri.

Come misurare le distanze degli alberi dal confine del vicino?

La distanza si misura tracciando la linea retta più breve che parte dal punto della semina o dalla base esterna del tronco dell’albero al tempo della piantagione fino alla linea di confine. In caso di successivo sviluppo della pianta, la distanza si deve necessariamente misurare dal centro del tronco.

Nel caso in cui i due fondi siano delimitati da un muro comune, la distanza legale di una siepe dal muro comune si calcola dalla facciata del muro rivolta verso la siepe e non rispetto alla linea mediana del muro comune.

Che succede se gli alberi non rispettano le distanze?

In caso di violazione delle distanze appena indicate, il vicino ha diritto di pretendere lo sfoltimento delle piante o l’abbattimento a spese di parte inadempiente (ossia del proprietario) e, inoltre, il risarcimento del danno. 

Competenza per taglio alberi tra giudice di pace e tribunale

Il giudice di pace è competente per tutte le cause promosse da chi vuole ottenere la rimozione di alberi e siepi piantati da un confinante a una distanza inferiore a quella prevista dalla legge o dai regolamenti

Spettano, inoltre, al giudice di pace le controversie promosse per ottenere il taglio di rami o siepi che si trovano a ridosso del muro di confine, ma solo per la parte in cui supera, in verticale, l’altezza del muro.

Spettano, però, al tribunale le controversie promosse per ottenere il taglio di rami o radici che si protendono o si addentrano da un fondo in quello confinante [4].

Rientra nella competenza del giudice di pace la domanda volta a ottenere la recisione di una siepe esistente nella proprietà del vicino a ridosso del muro di confine, per la parte in cui essa supera in verticale l’altezza del muro. Diversamente, rientra nella competenza del tribunale la domanda volta alla recisione dei rami protesi in orizzontale, che invadono l’altrui proprietà [5]. 


note

[1] Cass. 26 febbraio 2003 n. 2865.

[2] Cass. 21 novembre 2000 n. 15016.

[3] Cass. 3 luglio 1980 n. 4255.

[4] Cass. 26 gennaio 2000 n. 859.

[5] Cass. 30 luglio 2018 n. 20051, Cass. 4 gennaio 2006 n. 32.


3 Commenti

  1. L’esecuzione di mere attività preparatorie, quali il taglio degli alberi, l’apertura di un varco di accesso al terreno, la demolizione di parte di un muro di confine e la realizzazione di una nuova recinzione, non accompagnante dalla compiuta organizzazione del cantiere di lavoro, non costituiscono valido inizio dei lavori tale da impedire la decadenza del permesso di costruire per mancato rispetto del termine iniziale.

  2. Gli alberi di alto o medio fusto possono costituire siepe, anche se non appartengano – come i cipressi – a specie contemplate espressamente dalla norma purché siano tagliati periodicamente vicino al ceppo così da impedirne la crescita in altezza e favorirne quella in larghezza; in tal caso sussiste l’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine.

  3. Chi si introduce nella proprietà del vicino per tagliare i rami sporgenti di una siepe che, oltrepassando la recinzione, ostacolano il passaggio della sua autovettura, e, una volta sorpreso dal proprietario, lo apostrofa ammettendo il fatto (non si configurano i reati di invasione di terreno, in quanto nella specie mancava l’elemento materiale della penetrazione non momentanea nel terreno altrui e quello psicologico, implicante il fine di occupazione o profitto; e quello di ingiuria, atteso che le frasi pronunciate “sei ridicolo, ti comporti come un bambino, chi ti credi di essere, il padrone del mondo? Ricordati che sei un uomo e non puoi portarti nella tomba i beni che possiedi!”, non hanno carattere offensivo e diffamatorio).

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