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Pensione per malattia cronica

20 Gennaio 2020 | Autore:
Pensione per malattia cronica

Chi ha una grave patologia non guaribile ha il diritto di ricevere la pensione?

Hai una malattia molto grave, giudicata non guaribile, che ti impedisce o ti rende molto difficile svolgere l’attività lavorativa? Vuoi sapere se a causa di questa grave patologia cronica hai diritto alla pensione, dal momento che non riesci più a lavorare?

Devi sapere che, di per sé, una malattia cronica non dà diritto alla pensione, ma il diritto al trattamento sorge in base all’invalidità, o all’inabilità, che deriva dalla patologia.

Inoltre, bisogna distinguere tra pensione intesa come trattamento di assistenza, basata cioè sullo stato di salute e di bisogno dell’interessato, e pensione come trattamento di previdenza, basato sulle condizioni di salute e sulla contribuzione versata dall’interessato, ma non sulla sua situazione economica.

La pensione per malattia cronica può dunque consistere in una prestazione di previdenza o di assistenza, a seconda della situazione.

In ogni caso, il diritto al trattamento non può prescindere dal riconoscimento di una percentuale minima d’invalidità, o dell’inabilità.

Normalmente, i trattamenti di previdenza o di assistenza spettanti a causa dell’invalidità o inabilità derivante dalla malattia cronica sono erogati dall’Inps. L’iscritto a una cassa professionale può avere però diritto a una pensione d’invalidità o inabilità specifica erogata dalla cassa di categoria.

Inoltre, se la patologia rientra nel novero delle malattie professionali, il lavoratore può aver diritto a una rendita Inail, se assicurato (per i dipendenti, vale il principio dell’automaticità delle prestazioni: il rapporto assicurativo sorge al sorgere del rapporto di lavoro, a prescindere dagli adempimenti effettuati dal datore). Ma procediamo con ordine.

Quali malattie croniche danno diritto alla pensione?

Come già specificato, il diritto alla pensione non discende automaticamente dal verificarsi di una patologia, ma dall’invalidità o dall’inabilità che ne derivano, che devono essere accertate da un’apposita commissione medica.

La valutazione dell’invalidità può differire a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore e della prestazione richiesta:

  • all’invalidità civile sono collegate le prestazioni di assistenza come la pensione d’inabilità civile o l’assegno per invalidi civili parziali; per stabilire il grado d’invalidità civile si valuta la riduzione della capacità lavorativa generica;
  • l’invalidità specifica, o pensionabile, o invalidità Inps, è valutata da una commissione medica con una composizione differente: per stabilire il grado d’invalidità si valuta la riduzione della capacità lavorativa in rapporto alla specifica professione, o alle competenze/mansioni/attitudini dell’interessato, e si possono utilizzare criteri particolari anche a seconda del fondo previdenziale d’iscrizione, che può erogare prestazioni come l’assegno ordinario d’invalidità, o pensioni d’inabilità/invalidità specifica. Quanto appena esposto vale anche nel caso in cui l’assegno d’invalidità o la pensione d’inabilità siano riconosciute da una cassa professionale.

Ma a quale invalidità danno diritto le malattie croniche?

Qui l’elenco delle patologie che danno diritto all’invalidità civile ed all’invalidità al lavoro, con le relative percentuali: Elenco patologie invalidanti riconosciute.

Qui, invece, l’elencazione delle malattie croniche che danno diritto alle maggiori percentuali d’invalidità, o all’inabilità: Elenco malattie croniche per la pensione d’invalidità

Qui, infine, l’Elenco malattie professionali riconosciute dall’Inail. Ricordiamo che la malattia professionale è una malattia causata dall’attività lavorativa svolta o dall’ambiente di lavoro, le cui conseguenze sono risarcibili dall’Inail con indennità, rendite o altre prestazioni. Per approfondire: Infortunio sul lavoro e malattia, cosa paga l’Inail.

Come si chiede l’invalidità da malattia cronica?

La procedura per richiedere il riconoscimento dell’invalidità, cioè della riduzione della capacità lavorativa, è differente a seconda della singola prestazione ottenibile, in quanto la valutazione della capacità al lavoro si basa su presupposti diversi, a seconda del fondo d’iscrizione e della categoria di appartenenza del lavoratore (ad esempio pensione per inabilità alle mansioni, invalidità specifica per gli iscritti al fondo volo…).

Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile la procedura è unica, ed è utile anche per ottenere il riconoscimento dell’handicap, della non autosufficienza, della cecità e della sordità.

Qui la Guida alla domanda d’invalidità per conoscere tutti gli adempimenti necessari.

Assegno ordinario d’invalidità

L’assegno ordinario d’invalidità è una prestazione, riconosciuta dall’Inps, che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta, cioè una riduzione della capacità lavorativa, superiore ai 2/3. Perché si possa ottenere l’assegno ordinario d’invalidità è necessario avere alle spalle almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 versati nell’ultimo quinquennio.

L’invalidità al lavoro, da non confondere con l’invalidità civile, si valuta sulla base della residua capacità lavorativa in occupazione confacenti alle proprie attitudini.

Il trattamento è calcolato allo stesso modo della generalità delle pensioni dirette, in base ai versamenti, alle retribuzioni ed all’anzianità lavorativa; la legge prevede una riduzione dell’assegno se il titolare continua a lavorare e supera un determinato limite di reddito.

Qui la  Guida all’assegno ordinario d’invalidità.

Pensione d’inabilità al lavoro

Se ti è stata riconosciuta l’impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, in modo assoluto e permanente, e possiedi almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 versati nell’ultimo quinquennio, puoi aver diritto alla pensione d’inabilità al lavoro (da non confondere con la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro spettanti ai dipendenti pubblici).

Questo trattamento è riconosciuto solo in seguito alla cessazione di ogni attività lavorativa ed alla cancellazione da elenchi o albi.

Questa pensione è calcolata allo stesso modo della generalità delle pensioni dirette, in base ai versamenti, alle retribuzioni ed all’anzianità lavorativa; l’anzianità contributiva maturata viene però incrementata virtualmente con una maggiorazione (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali, pari a 40 anni), in base al numero di settimane che intercorrono tra la decorrenza della pensione di inabilità e il compimento dei 60 anni di età.

Qui la Guida alla pensione d’inabilità al lavoro.

Pensione d’invalidità civile

Non hai contributi previdenziali alle spalle, o in ogni caso non hai diritto alla pensione d’inabilità al lavoro o all’assegno ordinario d’invalidità? Se ti è stata riconosciuta un’invalidità civile almeno del 74% hai diritto alla pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali.

Tra i requisiti che devi possedere, è richiesto un reddito non superiore a 4.926,35 euro, per l’anno 2020, assieme allo stato di disoccupazione.

La pensione ammonta a 286,81 euro al mese.

Qui la Guida alla pensione d’invalidità civile.

Pensione d’inabilità civile

Puoi avere anche diritto alla pensione d’inabilità civile, se possiedi un’invalidità civile riconosciuta del 100%.

Tra i requisiti che devi possedere, è richiesto un reddito non superiore a 16.982,49 euro, per l’anno 2020; non è richiesto lo stato di disoccupazione.

La pensione ammonta a 286,81 euro al mese. Alla pensione può aggiungersi l’assegno di accompagnamento, nel caso in cui tu non sia autosufficiente

Qui la Guida alla pensione d’inabilità civile.

Pensione d’invalidità, inabilità e malattia professionisti

Sei un libero professionista e ti sei ammalato? Hai una grave patologia cronica? Devi sapere che, anche se la tutela prevista per i professionisti, in materia di malattia e invalidità, non è ampia come quella prevista per i lavoratori dipendenti, negli ultimi anni le casse di categoria hanno previsto numerose prestazioni a sostegno del reddito, al verificarsi non solo di infortuni, ma anche di gravi patologie.

Qui la Guida invalidità e malattia professionista: cosa spetta.


4 Commenti

  1. Sono affetta da un carcinoma infiltrante co metastasi. Sono quattro anni che non mi riconoscono x l,accompagniamento. Mi danno solo l,invalidità, di euro 289. Non posso più lavorare. Faccio ancora chemioterapica.

  2. Nel 2015 ho avuto un infarto del miocardio .mi e’ stato messo uno stend medicato.
    Ho diritto a invalidita?
    Sto assumento betabloccanti

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