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Offerte, sconti e promozioni: illegittime se non applicate in tutti i punti vendita

8 febbraio 2013


Offerte, sconti e promozioni: illegittime se non applicate in tutti i punti vendita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2013



Offerte e promozioni sui volantini delle grandi catene: illegittimi specchietti per le allodole se non applicati su tutti i punti vendita. Importante precisazione intervenuta dall’Authority.

La catena commerciale che non assicuri la “piena e corretta” applicazione, in tutti i suoi punti vendita, delle promozioni pubblicizzate [1] è responsabile per pratica commerciale scorretta [2]. Lo ha stabilito una recente decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) [3].

Il caso deciso dall’Agcm riguardava una consumatrice che, recatasi in uno dei punti vendita di una nota catena di profumeria, ha acquistato un prodotto Chanel. Una volta alla cassa, però, la cliente non si è vista applicare l’offerta pubblicizzata alcuni giorni [4] perché, a dire del gestore, dalla promozione era escluso il prodotto da lei prescelto.

L’Antitrust ha avviato un procedimento per verificare se tale condotta fosse contraria all’art. 20 del Codice del Consumo, dovendo quindi considerarsi pratica commerciale scorretta. Al termine dell’indagine, il Garante ha accertato che, in tutti gli altri punti vendita della stessa catena, l’offerta era stata applicata anche sui prodotti “Chanel”.

Il comportamento tenuto dal venditore, dunque, è stato qualificato come contrario alla diligenza professionale per non aver scrupolosamente controllato l’operato di tutti i punti vendita, evitando ingiustificate diversità di trattamento fra i consumatori.

La catena di profumeria è stata così condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria-amministrativa di euro 5.000.

note

[1] Vale a dire le pratiche scontistiche normalmente promosse dalle strutture commerciali, tramite volantini, messaggi radiofonici, televisivi, apparecchiature informatiche, ecc.

[2] Viene definita scorretta la pratica commerciale che è “contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori” (art. 20, comma 2, del Codice del consumo).

[3] Provvedimento AGCM del 21 Novembre 2011 n. 44.

[4] L’offerta invitava i consumatori a effettuare una spesa di euro 50 per ricevere uno sconto immediato di 10 euro, senza alcuna indicazione delle marche eventualmente escluse dalla promozione.

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