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Detrazione sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici solo con bonifico parlante

27 Agosto 2013
Detrazione sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici solo con bonifico parlante

Acquisto di arredo e di grandi elettrodomestici con detrazioni fiscali al 50%, fino a 10 mila euro di spesa, per chi sta svolgendo ristrutturazioni edilizie agevolate con il bonus del 36 e 50%.

Vuoi sostituire il vecchio divano di casa, rovinato dalle unghie del gatto, o rinnovare le sedie divenute ormai logore, o dare una scrivania da studio ai ragazzi che, nel frattempo, sono cresciuti e sono passati alle superiori? O vuoi semplicemente cambiare il look della tua casa, adeguandola ai nuovi gusti etnici?

Tutto questo è oggi possibile senza subire il peso di una decisione particolarmente gravosa dal punto di vista economico: infatti, chi intende acquistare nuovi mobili può usufruire dei nuovissimi incentivi fiscali [1].

Il beneficio consiste in uno sgravio Irpef del 50% per gli arredi e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+. La condizione per usufruire del bonus è che la spesa dell’arredo sia destinata a una abitazione in cui sono stati avviati lavori di ristrutturazione che, a loro volta, godono delle detrazioni del 30-50% (per approfondimenti sulle condizioni, leggi l’articolo Ristrutturazioni edilizie: detrazione del 36% e del 50% anche per la seconda casa).

In altre parole, l’incentivo può essere goduto solo per i mobili volti ad arredare una casa in ristrutturazione.

Una semplice tinteggiatura dell’appartamento, quindi, non è sufficiente, perché la manutenzione ordinaria non è agevolata nelle singole unità immobiliari residenziali.

Condizioni

I benefici riguardano le spese che sono state sostenute (e potranno essere documentate) dal 6 giugno scorso: la norma non cita una scadenza, ma poiché il bonus sui mobili è legato a quello edilizio – che scade il 31 dicembre 2013 – è meglio effettuare i pagamenti per gli arredi entro la stessa data, almeno finché non ci saranno aperture ufficiali da parte delle Entrate.

Si può ottenere il bonus anche in caso di interventi iniziati prima del 6 giugno 2013, ma ancora in corso durante quella data. È dubbio, invece, se il beneficio spetti anche in caso di lavori che hanno beneficiato del 50%, ma che il 6 giugno erano già finiti.

Per usufruire del bonus sull’arredo non è necessario avviare opere di ristrutturazione murarie di grande entità. Basta, per esempio, la sostituzione di una finestra o il rifacimento dell’impianto elettrico.

Inoltre, potrebbe bastare anche la riparazione di impianti domestici insicuri (ad esempio, la sostituzione anche di una singola presa) o le opere per la sicurezza domestica (l’installazione di una porta blindata, tra gli altri).

La spesa rimborsabile

L’agevolazione è concessa per spese non superiori a 10mila euro per un massimo dunque di 5mila euro di detrazione (ossia il 50% della spesa), da dividere in dieci quote annuali di sconto fiscale, da 500 euro ciascuna, in sede di dichiarazione dei redditi.

Il bonus su mobili ed elettrodomestici è cumulabile con l’agevolazione principale sulle ristrutturazioni, quindi in aggiunta ai 96mila euro.

In caso di immobile in comproprietà, il tetto di spesa massima di 10mila euro – su cui calcolare la detrazione per mobili ed elettrodomestici – va diviso tra i contitolari.

Come già detto, il bonus è cumulabile con l’agevolazione principale sulle ristrutturazioni (poiché ad essa è legato) e riguarda qualunque tipologia di arredo, anche se non direttamente collegato all’intervento di ristrutturazione. Per esempio: se sono stati avviati lavori di ristrutturazione del soggiorno, è possibile detrarre al 50% la spesa anche per l’acquisto, ad esempio, di un armadio per il bagno o di un tavolo per la cucina.

Tutte le tipologie di arredo sono idonee a ottenere gli sgravi fiscali. Resta il dubbio – ma dovrebbero essere esclusi – su prodotti come lampade, lampadari, complementi d’arredo, tende.

Il bonus del 50% è ammesso anche per i “grandi elettrodomestici”, come lavatrici, forni, frigoriferi e congelatori, e per apparecchi in classe superiore alla A+ (classe A per i forni), quindi macchine di ultima generazione e a ridotto consumo energetico.  Si deve comunque tratta solo di “grandi” elettrodomestici (non, per intendersi, i televisori, i computer, ecc.) che siano dotati di etichetta di efficienza energetica.

La prova della spesa

La detrazione è possibile solo le spese possono essere documentate. Sono quindi necessarie due condizioni:

– conservare le fatture

– aver effettuato il pagamento attraverso bonifico bancario o postale “parlante”, sul modello di quelli già richiesti per le ristrutturazioni edilizie del 36-50%, con la stessa causale. Chi ha pagato in altro modo (per esempio, con assegno) potrebbe, al limite, ripetere il pagamento attraverso bonifico e accordandosi con il rivenditore per avere indietro l’importo.

Il bonifico deve contenere:

– il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

– il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato;

– la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste italiane.


note

[1] Art. 16, comma 2, del Dl 63/2013, convertito nella legge 90/2013.


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