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Ganasce fiscali all’auto: cosa sono e quando scattano

29 Dicembre 2019
Ganasce fiscali all’auto: cosa sono e quando scattano

Fermo amministrativo: presupposti di validità, condizioni, ricorso per annullamento del preavviso o delle cartelle.

Ti sei mai chiesto cosa sono le ganasce e quando scattano? Se ti sei posto questa domanda è, probabilmente, perché hai sentito usare questo termine su qualche giornale o nel lessico comune che si usa “per strada”. Ma si tratta di una definizione impropria per indicare il fermo auto o, meglio detto, fermo amministrativo. 

Come dice il nome stesso, le ganasce fiscali scattano solo quando c’è un debito di natura fiscale o per sanzioni di carattere amministrativo (pensa a una multa stradale). Nessun privato – la banca, il condominio, la società della luce o del gas – potrà, quindi, disporre nei tuoi confronti il fermo auto. Né corri il rischio di subire tale misura se non hai ancora ricevuto una cartella esattoriale o se non ti è stato notificato un preavviso. 

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire meglio, con parole semplici ed esempi pratici, cosa sono le ganasce fiscali e quando scattano. 

Cosa sono le ganasce fiscali?

Le ganasce fiscali, o meglio il fermo auto, è una misura che può iscrivere solo l’agente della riscossione se non hai pagato le cartelle esattoriali o comunque i debiti iscritti a ruolo nei tuoi confronti. Il fermo comporta l’impossibilità di utilizzare la macchina a te intestata e su cui è stato iscritto, per un “tempo indeterminato” ossia fino alla cancellazione del fermo stesso.

Le ganasce fiscali non comportano, quindi, la perdita della proprietà dell’auto, ma l’impossibilità di utilizzo, almeno sulle strade pubbliche. 

Lo scopo di tale misura – in gergo tecnico detta «misura cautelare» – è rivolto ad evitare che, con l’uso, il bene si deteriori, danneggi o distrugga e che perciò possa risultare meno appetibile per una eventuale vendita all’asta giudiziaria. Si tratta quindi di uno strumento volto a preservare la possibilità di un successivo pignoramento del veicolo. 

Questo però non vuol dire che il fermo sia già un pignoramento. Come detto, è solo una misura “strumentale”; il pignoramento, invece, richiede una ulteriore e successiva procedura. A conti fatti, però, quasi mai l’agente della riscossione che iscrive il fermo procede dopo al pignoramento del veicolo. Questo perché, di solito, le ganasce fiscali risultano uno strumento più che incisivo per ottenere il pagamento spontaneo.

Quando scattano le ganasce fiscali?

Solo un debito con l’agente della riscossione (ad es. Agenzia Entrate Riscossione) può giustificare le ganasce fiscali. Dunque, come anticipato in apertura, i creditori privati non possono accedere a tale misura.

Per iscrivere il fermo auto non ci sono limiti di importo. Si può, dunque, procedere anche per poche centinaia di euro.

Quanto alla procedura, è necessario che l’esattore rispetti tale sequela di atti:

  • notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di “presa in carico della riscossione” (lettera quest’ultima che consegue ad un precedente avviso di accertamento immediatamente esecutivo);
  • notifica di un preavviso di fermo amministrativo;
  • decorrenza di 30 giorni dal preavviso di fermo.

Il fermo è, quindi, illegittimo se:

  • il contribuente non ha mai ricevuto la cartella esattoriale;
  • il contribuente non ha mai ricevuto il preavviso di fermo;
  • se tra il preavviso di fermo e l’iscrizione del fermo è decorso un termine inferiore a 30 giorni.

Il preavviso di fermo è, quindi, un atto obbligatorio, la cui mancanza rende illegittima la misura. Esso va notificato con le stesse modalità della cartella (raccomandata, notifica a mani o posta elettronica certificata).

Attenzione: l’esattore non ha l’obbligo, una volta iscritto il fermo, di comunicare l’esecuzione della misura al proprietario del mezzo. Questi, dunque, potrebbe circolare con il veicolo senza sapere del fermo. Lo può, tuttavia, verificare chiedendo una visura al Pra.

Quando scadono le ganasce fiscali?

Il fermo amministrativo non ha una data di scadenza. Potrebbe, quindi, restare “a vita”. Solo il pagamento del debito o l’annullamento della cartella (in seguito, magari a un ricorso al giudice) consente di annullare la misura cautelare.

Che succede se circolo con l’auto con le ganasce fiscali?

La legge prevede delle sanzioni amministrative per chi circola con il veicolo nonostante il fermo amministrativo. Stabilisce la sanzione amministrativa da un minimo di 1.988 euro ad un massimo di 7.953 euro più la revoca della patente, più la confisca del veicolo. Senonché, revoca della patente e confisca del veicolo non vengono, il più delle volte, applicate per via di una diversa interpretazione della norma. Leggi Auto sottoposta a fermo: quali sanzioni se circola?.

Di sicuro, chi circola nonostante il fermo non commette reato.

Come evitare le ganasce fiscali?

Se ti è arrivato un preavviso di fermo puoi evitare l’iscrizione del fermo in due modi:

  • chiedendo una rateazione del debito;
  • presentando una istanza in cui dimostri che l’auto ti serve per il lavoro.

In ordine alla seconda ipotesi, è necessario fare dei chiarimenti. Innanzitutto, la disposizione (contenuta nel DL 69/2013) si applica solo ai lavoratori autonomi, ai professionisti e agli imprenditori. Non, quindi, ai lavoratori dipendenti. 

Inoltre, il concetto di “strumentalità dell’auto” rispetto al lavoro non si riferisce al trasporto del contribuente per recarsi in azienda, allo studio o in ufficio, ma all’attività in sé. Si pensi al veicolo necessario alla consegna del pane da parte della panetteria; a quello dell’agente di commercio per recarsi dai clienti; a quello della ditta di pulizie per il trasporto degli strumenti. Insomma, la macchina deve essere strumento non della persona, ma dell’attività esercitata. Ecco perché si richiede che il veicolo sia iscritto nel registro dei beni ammortizzabili.

Come cancellare il fermo amministrativo?

Per cancellare il fermo è necessario rottamare il veicolo oppure chiedere una rateizzazione. L’accoglimento dell’istanza di rateizzazione non fa venir meno la misura; essa però viene sospesa dopo il pagamento della prima rata. In pratica, il contribuente che, ottenuta la dilazione, esegue il versamento, deve presentare la ricevuta all’ufficio dell’agente della riscossione che rilascia una quietanza. La quietanza va depositata al Pra che congela le ganasce fiscali. La cancellazione definitiva però consegue solo all’intero pagamento del debito ossia al versamento dell’ultima rata. 

Ganasce fiscali senza cartella

Come anticipato, la procedura per l’iscrizione del fermo auto è regolamentata dalla legge. Sicché, il contribuente che non abbia ricevuto la cartella esattoriale o il preavviso di fermo può fare ricorso al giudice e cancellare le ganasce fiscali.

Il contribuente può limitarsi a sollevare, in giudizio, l’eccezione di omessa notifica spettando poi all’esattore fornire la prova contraria producendo l’avviso di ricevimento della raccomandata o la relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario. 



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