Politica | News

Governo: programmi per il 2020

28 Dicembre 2019 | Autore:
Governo: programmi per il 2020

Dall’annuncio del nuovo ministro per l’Istruzione alla riforma delle tasse: il premier Conte ha illustrato oggi iniziative e strategie su cui basare l’azione del Governo nel prossimo anno.

Non è stato un anno facile per i due governi entrambi presieduti dal premier Conte: è iniziato con la maggioranza gialloverde, sostenuta dalla Lega, ed è proseguito, dopo la crisi estiva innescata da Salvini, con un nuovo Governo sempre sotto la guida di Giuseppe Conte ma con la nuova maggioranza giallorossa, nella quale è entrato il Pd assieme al  Movimento Cinque Stelle che era presente già nel Conte 1.

Oggi Conte ha tenuto la conferenza stampa di fine anno per trarre il bilancio di un’azione condotta alla guida di due governi politicamente opposti: al di là dell’autocompiacimento per i risultati raggiunti, dalle parole del presidente del Consiglio emergono una serie di cose interessanti. Si tratta soprattutto delle prossime iniziative e piani d’azione che Conte vuole realizzare nel 2020. Vediamo quali.

La manovra 

Il presidente Conte è partito dalla fine, cioè illustrando quanto realizzato con la manovra finanziaria recentemente (e faticosamente) approvata, contenuta nella nuova legge di Bilancio 2020 e nei decreti collegati, a partire da quello fiscale.

“Siamo stati costretti in questi primi giorni a correre i cento metri, addirittura è stato uno sprint a ostacoli. Dovevamo mettere il Paese in sicurezza, occorreva una manovra economica seria, responsabile, non dimentichiamo mai che avevamo il compito improbo di reperire ben 23 miliardi per quanto riguarda l’Iva da disinnescare. Sono orgoglioso di aver raggiunto, insieme a tutti i ministri, insieme a tutte le forze politiche che sostengono questo governo, gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Addirittura siamo andati oltre, perché non ci siamo limitati a disinnescare l’incremento dell’Iva, ma abbiamo già iniziato a realizzare alcuni degli impegni per i quali abbiamo chiesto la fiducia”.

Le tasse e i bonus

Lo aveva annunciato che non sarebbe finita con l’approvazione della manovra, ed infatti sul tema fiscale Conte annuncia i prossimi interventi in arrivo:  “Vogliamo agire per abbassare la pressione fiscale. Sul fisco puntiamo a semplificare, rimodulare o ridurre le aliquote”. Ci sarà quindi una riforma delle aliquote Irpef, che probabilmente saranno accorpate e snellite rispetto alle attuali. Infatti il premier dichiara che “Puntiamo a semplificare gli scaglioni Irpef e abbassare la pressione a in particolare a vantaggio della classe media”.

Ma non si tratta solo di questo: “Se non vogliamo mandare il Paese in bancarotta e non vogliamo esporre il Paese a una procedura di infrazione dobbiamo lavorare in modo serio e credibile. L’unica prospettiva seria e credibile è combattere contro l’evasione fiscale“, sottolinea Conte.

Conte dichiara che invece non ci saranno cambiamenti in materia di Iva: “La rimodulazione dell’Iva non è all’ordine del giorno”. Ma “dobbiamo valutare l’impatto che avranno le misure anti-evasione“, spiega Conte aggiungendo che “arriveremo all’inizio dell’anno successivo al 2021 a restituire ai singoli cittadini anche 2.000 euro di superbonus“. Si tratta del bonus Befana di 2000 euro da egli stesso preannunciato.

Gennaio 2020

Cosa succederà a gennaio? Conte lo spiega così: “Gennaio sarà l’occasione per fermarsi un attimo a riflettere, a confrontarsi con le varie forze politiche per rilanciare l’azione di governo”. Un mese di riflessione e di confronto, dunque, nel quale mettere a punto le future strategie.

“A tal proposito sarà definito un ”cronoprogramma” con l’indicazione delle ”priorità”, aggiunge. Dunque nei prossimi giorni sarà rivelata l’agenda del Governo ed il planning delle prossime azioni da compiere.

Le prospettive

Conte è fiducioso di poter continuare e dunque è convinto che il suo governo terrà, sostenuto dall’attuale maggioranza, fino alla scadenza naturale della legislatura, nel 2023: “Abbiamo avanti a noi una maratona di tre anni, marceremo spediti. Questo spazio temporale ci consentirà di programmare meglio le nostre iniziative di governo”.

Ma chiede anche responsabilità, coinvolgimento e coesione:  Richiamo tutti a un senso di responsabilità, a noi, alle forze parlamentari che voglio sempre più coinvolte e anche all’opposizione, che potrà esprimere soluzioni utili che se saranno condivise possiamo integrare”.

Poi, alla domanda se ci sarà un nuovo governo Conte ter? risponde al volo “No, per carità…”, escludendo drasticamente la possibilità di un suo terzo mandato nel caso in cui l’attuale maggioranza dovesse crollare. Riprenderà l’argomento poco dopo, a proposito di crisi e di cose da fare.

La digitalizzazione

Uno dei cavalli di battaglia del presidente del Consiglio è la spinta verso il digitale. In tutti i settori, da quello dei pagamenti fino alla macchina amministrativa. “Se riusciremo a innovare sul piano tecnologico la pubblica amministrazione”, soprattutto sul piano della”digitalizzazione”, potremmo fornire un “volano” per la crescita economica”, ha dichiarato stamane.

Le riforme

Vogliamo snellire la macchina burocratica”, dice il premier. Ma mette subito in guardia che non sarà facile e si tratterà di una riforma di grosse dimensioni, che richiederà tempo: “Nessuno può illudervi che questa riforma sia facile, ecco perché occorre un orizzonte temporale minimamente ampio”, rimarca il premier, che avverte: “Sarà una riforma che scontenterà molti“.

Le infrastrutture

Il 2019 è l’anno che ha visto il Governo impegnato a sciogliere il nodo autostrade dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova, a cercare di risolvere la crisi Ilva ed a fronteggiare le numerose emergenze ambientali, dalle alluvioni ai terremoti.

“Dobbiamo lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorarle e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo visto fino qui non ci piace affatto. Serve una manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria”. Così il presidente Conte punta il dito sulla piaga degli interventi che non hanno funzionato, sottolineando la necessità di salvaguardare il territorio e di puntare anche al Mezzogiorno. “Stiamo lavorando a un piano strutturale per il sud, anche con le Ferrovie dello Stato e di altri soggetti coinvolti”, aggiunge.

E poi annuncia: “Il sistema Italia lo abbiamo sperimentato con il modello Genova”, in occasione della costruzione del nuovo ponte Morandi. ”Mi riferisco alla grande ferita del 14 agosto 2018 che tutti portiamo nel cuore. Da lì è nato il riscatto, il riscatto di Genova e di tutta l’Italia. In soli 20 mesi riusciremo a realizzare un ponte modello di tecnologia. Alla fine sarà un record”.

Nord e Sud

Approfondendo il tema delle risorse da destinare allo sviluppo del Mezzogiorno, Conte ha annunciato come sarà ripartita la spesa pubblica nel 2020: “Se riusciremo a rilanciare il Sud ne beneficerà anche il Nord. D’ora in poi per effetto dei provvedimenti già varati il 34% della spesa pubblica dovrà a priori essere destinato al Sud”. Un terzo degli stanziamenti, dunque, andranno a beneficio delle aree più disagiate del Paese.

L’istruzione

Dopo le improvvise dimissioni del ministro Fioramonti (al quale Conte ha rivolto un ringraziamento di stile “per l’attività sin qui prestata”) il premier si concentra sul prossimo futuro e dice: “Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della ricerca e dell’università, non è vero che non abbiamo compiuto passi in avanti. Nel 2020 introdurremo l’Agenzia nazionale per la ricerca. Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dovremo rilanciare un Piano straordinario per i ricercatori, migliorare i Fondi per il diritto allo studio”.

E qui arrivano le sorprese Conte annuncia chi sarà il nuovo ministro e rivela anche il progetto di separare, a livello di organizzazione ministeriale, l’università e ricerca dalla scuola: occorre “separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università. Hanno logiche diverse. Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell’Università e della Ricerca. Ho pensato, avendo conosciuto già l’operato della sottosegretaria Azzolina, di nominarla ministra della Scuola” mentre Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca”.

L’immigrazione

“Tra i punti di questo esecutivo c’è anche intervenire sui decreti sicurezza. Quei decreti contengono un contenuto normativo molto utile che va preservato. Ribadire una sovranità marittima è sacrosanto”, così come “contrastare l‘immigrazione clandestina. Uno Stato sovrano decide chi entra”. Così il premier cerca di rispondere alle domande su uno dei “temi caldi”, tra i più battuti dall’opposizione.

Le promesse

La fine di un anno è anche tempo di bilanci, insieme ai nuovi propositi: cosa è rimasto delle promesse fatte? E cosa ci sarà per  l’anno nuovo? “Non vogliamo promettere delle cose irrealizzabili, nei nostri 29 punti non ci sono promesse irrealizzabili, ci sono degli obiettivi molto chiari, programmatici, che a gennaio verranno declinati sulla base delle priorità”, dice Conte.

Il programma è quello di fare cose realizzabili, si deve essere credibili sin dal momento dell’annuncio; ma come si fa ad arrivarci quando il terreno politico è minato e pieno di contrasti e spaccature? Conte la pensa così: “Vogliamo lavorare per rendere un servizio utile al Paese, riscoprire il senso di comunità, lavorare come una squadra e vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini sollecitando fiducia nei confronti della politica”, che “non deve promettere cose che non può mantenere, deve essere credibile”.

“Se la politica si presenta credibile, determinata, convinta nel perseguire obiettivi alla portata, le riforme che i cittadini attendono da anni -ha aggiunto il premier- la politica farà il suo compito, senza proclami, senza gesti eclatanti, senza lasciarsi distrarre da polemiche. La politica non ha bisogno di conflitti e nessuna forza politica alimenta il consenso con le polemiche. Non possiamo sprecare questa occasione d’oro, le polemiche e i distinguo non ci fanno bene. Il metodo di lavoro di questo governo -ha ribadito Conte- si basa sul confronto che io rivendico. Un dialogo anche acceso, ma mai dei litigi fini a se stessi”.

Le cose da fare oggi

Conte sottolinea di essere il capo del Governo e di volerci rimanere per lavorare subito: ”Non dobbiamo cadere nella tentazione di poter realizzare domani, quel che si può realizzare oggi. Mettiamoci anche nella prospettiva di una forza politica. Una forza politica che oggi contribuisce alle soluzioni di governo, quale credibilità può avere di fronte al proprio elettorato dicendo ‘facciamo così, andiamo a votare, datemi fiducia perchè io realizzerò le cose che potrei realizzare oggi…’. E’uno scenario inverosimile, si perde credibilità”.

”Noi oggi, qui -assicura- dobbiamo realizzare le riforme che potremmo realizzare domani e non c’è altra prospettiva. Se non c’è questo impegno, allora poi ne trarremo tutti le conseguenze. Questo è scontato. Se non c’è un impegno, una determinazione a operare in questa direzione, ne dovremmo trarre tutti le conseguenze, ci mancherebbe. Non è che posso fare il presidente del Consiglio -avverte Conte- senza il pieno e determinato e convinto sostegno delle forze politiche che sostengono la maggioranza. Però, dico che sarebbe una grande sconfitta per tutti e sarebbe una sconfitta che si pagherebbe elettoralmente”.

La crisi

Conte interviene anche sulle ricorrenti – e sempre più insistenti – voci di una crisi di governo che porterebbero innanzitutto alla sua caduta e poi al voto elettorale. “La mia posizione su questo voglio sia
molto chiara. In questo momento una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene neppure all’azione di governo”, mette in chiaro.

Poi, nello specifico: “Se ci sono parlamentari che “hanno delle manifestazioni critiche”, queste, rimarca Conte, “devono alimentare il dibattito interno alla forza politica” di riferimento; non devono cioè avere ripercussioni dirette sull’azione del Governo. In questo modo Conte cerca di richiamare i partiti che lo sostengono ad una maggiore disciplina interna, evitando dichiarazioni ed iniziative scomposte dei singoli deputati o senatori rivolte direttamente contro il governo stesso o anche contro qualcuno dei ministri che ne fanno parte.

Se cade il Conte bis, ”io non vedo un altro governo ma non dipende da me. Questa è una scelta rimessa al presidente della Repubblica e su questo non posso dire una parola di più. Mi sembra, personalmente, uno scenario inverosimile. Ma quello che voglio dire, sarebbe davvero una prospettiva molto negativa per tutte le forze politiche andare a votare e chiedere la fiducia per fare qualcosa che si potrebbe fare adesso…”.

Come l’Italia può vincere

Una delle doti che non mancano a Conte è l’entusiasmo. “Se facciamo sistema, se riusciamo a condividere gli obiettivi, non c’è competizione che tenga, vinceremo sempre”. Una frase che sembra un monito alle forze parlamentari di maggioranza che lo sostengono, come a dire: siate coesi, altrimenti non ce la faremo.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube