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Quota 100: posso dare ripetizioni?

11 Gennaio 2020 | Autore:
Quota 100: posso dare ripetizioni?

I beneficiari della pensione quota 100 possono impartire lezioni private a pagamento senza perdere il diritto al trattamento?

Com’è noto, i beneficiari della pensione Quota 100 non possono percepire redditi di lavoro sino al compimento dei 67 anni di età, ossia dell’età per il diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria. Nel caso in cui vengano percepiti redditi incompatibili, la pensione viene sospesa per l’intero anno; se nell’annualità in questione l’interessato compie 67 anni, il trattamento è sospeso sino al mese di compimento del sessantasettesimo anno di età.

Alcuni redditi, derivanti dallo svolgimento di specifiche attività, sono però considerati dall’Inps compatibili, o meglio cumulabili col trattamento di pensione quota 100. Tra questi, rientrano i redditi di lavoro autonomo occasionale, entro il limite massimo di 5mila euro annui lordi.

Bisogna poi osservare che molti beneficiari della Quota 100 sono insegnanti, e che, a partire dal 2019, in presenza di specifiche condizioni, i redditi percepiti per avere impartito lezioni private sono tassati con un’imposta sostitutiva e non rientrano nel reddito complessivo dell’interessato.

A questo punto, sorge spontanea la domanda: se ho diritto alla pensione quota 100 posso dare ripetizioni?

Per fornire una risposta, è innanzitutto indispensabile capire a quale tipologia di redditi appartengono i compensi percepiti per aver impartito lezioni private; bisogna poi capire quali redditi, nel dettaglio, sono compatibili con la pensione Quota 100. Ma procediamo con ordine.

Redditi derivanti dalle ripetizioni private

I redditi percepiti da chi impartisce lezioni private possono essere classificati in modo diverso, a seconda della specifica situazione e del regime fiscale prescelto.

Se l’attività è esercitata con continuità e professionalità, nonché in modo autonomo, è necessaria l’apertura della partita Iva da parte del docente (è consigliabile beneficiare del regime forfettario, se si possiedono i requisiti, che consente di fruire di una tassazione agevolata; non bisogna però percepire redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 30mila euro).

Se l’attività è esercitata solo saltuariamente, invece, i compensi possono essere giustificati come reddito di lavoro autonomo occasionale. Possono anche essere retribuiti con contratto di prestazione occasionale o col libretto famiglia (per approfondire, vedi: Ripetizioni private, come mettersi in regola).

Se l’attività è esercitata alle dipendenze e sotto la direzione di terzi (ad esempio, un istituto privato), quindi se sussiste un’effettiva subordinazione, il docente deve essere inquadrato come lavoratore dipendente; se non sussiste subordinazione, ma un semplice e genuino coordinamento, il lavoratore deve essere invece inquadrato come collaboratore (vedi Guida alle nuove co.co.co. per i contratti di collaborazione etero-organizzati).

Flat tax ripetizioni

Il docente può anche assoggettare i compensi derivanti dalle ripetizioni private a un’imposta sostitutiva del 15%, la cosiddetta Flat tax docenti, prevista dalla legge di Bilancio 2019.

Per chi opta per questo regime fiscale, ai proventi da lezioni private è applicata un’imposta 15%, che sostituisce Irpef e addizionali.

I proventi tassati con l’imposta sostitutiva, come specifica l’Agenzia delle Entrate, non concorrono alla formazione del reddito complessivo, né rilevano ai fini del riconoscimento e della determinazione di detrazioni, deduzioni e altre agevolazioni fiscali. Sono, tuttavia, rilevanti ai fini Isee [1].

La flat tax docenti può però essere scelta soltanto dagli insegnanti titolari di cattedra, presso scuole di ogni ordine e grado. Sono da considerarsi esclusi gli ex docenti in pensione, quindi anche i beneficiari della pensione Quota 100.

Redditi compatibili con la pensione Quota 100

Sinora, abbiamo osservato a quali tipologie di reddito possono appartenente i compensi derivanti dalle ripetizioni private, ed abbiamo verificato che la flat tax insegnanti non può essere fruita dai professori pensionati. Osserviamo ora quali sono le tipologie di reddito che l’Inps considera compatibili con la pensione Quota 100:

  • le indennità per cariche pubbliche elettive;
  • i redditi d’impresa non collegati ad attività di lavoro;
  • le partecipazioni agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione senza apporto di lavoro;
  • i compensi percepiti per l’esercizio della funzione sacerdotale;
  • le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace;
  • le indennità percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle proprie funzioni o per l’esercizio della funzione di giudice tributario;
  • l’indennità sostitutiva del preavviso;
  • i redditi derivanti da attività socialmente utili svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani;
  • le indennità percepite per le trasferte e missioni fuori del territorio comunale;
  • i rimborsi per spese di viaggio e di trasporto;
  • le spese di alloggio;
  • le spese di vitto che non concorrono a formare il reddito fiscalmente imponibile;
  • l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale;
  • i redditi di lavoro autonomo occasionale [2], sino a un massimo di 5miula euro lordi annui.

Posso dare ripetizioni con la Quota 100?

Osservate le tipologie di reddito tra le quali possono rientrare i compensi derivanti dall’effettuazione di lezioni private, e le tipologie di reddito compatibili con la pensione quota 100, possiamo affermare che:

  • i professori beneficiari della quota 100 non possono fruire della flat tax per gli insegnanti;
  • è possibile impartire ripetizioni a pagamento, per i beneficiari della pensione quota 100 under67, soltanto se l’attività svolta è di lavoro autonomo occasionale [2], e se i compensi lordi non superano il tetto massimo di 5mila euro annui.

note

[1] Agenzia delle Entrate, circolare 8/E/2019.

[2] Art. 2222 cod. civ.


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