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Si deve pagare l’Imu senza residenza?

29 Dicembre 2019
Si deve pagare l’Imu senza residenza?

Esenzione Imu su prima casa o sull’abitazione principale? La residenza è requisito necessario, ma non sufficiente per non versare l’Imu.

Sei proprietario di un appartamento, ma vivi in affitto. Si tratta della tua unica proprietà. Non hai altri beni intestati. Ciò nonostante è arrivato l’avviso di pagamento Imu del Comune. Sei caduto dalle nuvole: credevi, infatti, che tale immobile fosse considerato “prima casa” e, quindi, oggetto di esenzione. Cosa puoi fare? Esiste qualche legge a cui appellarti per constatare la somma richiesta dall’amministrazione? In altri termini, il tuo dubbio si può risolvere in un unico quesito: si deve pagare l’Imu senza residenza? La risposta è molto semplice e contenuta nella stessa normativa che disciplina l’Imposta comunale sugli immobili. Cerchiamo di capire cosa dice la legge e quando è possibile ottenere i benefici fiscali.

Esenzione Imu sull’abitazione principale

Innanzitutto, è bene non fare confusione. L’esenzione Imu spetta solo sull’abitazione principale e non sulla «prima casa» che è concetto completamente differente. 

Il «bonus prima casa» è, infatti, un beneficio che scatta quando si acquista un immobile e comporta uno sconto sulle imposte da versare all’atto del rogito. Esso spetta solo se il contribuente non ha altre abitazioni di proprietà nello stesso Comune ove si trova quello oggetto di acquisto e non possiede altre abitazioni su tutto il territorio nazionale già acquistate con il bonus prima casa. In tal caso, se l’acquisto avviene da una ditta di costruzioni, si paga l’Iva al 4% mentre, se si compra da privato, si versa l’imposta di registro al 2%. Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida L’agevolazione fiscale sulla prima casa. 

L’esenzione Imu concerne, invece, il diverso concetto di «abitazione principale». L’abitazione principale è quella ove:

  • il contribuente ha fissato la residenza propria e quella della sua stessa famiglia;
  • il contribuente vive per gran parte dell’anno (è il concetto di «dimora abituale») con la propria famiglia. 

Dunque, i presupposti per non pagare l’Imu sono di carattere formale (la dichiarazione di residenza rilasciata all’anagrafe comunale) e di carattere sostanziale (l’effettiva dimora del proprietario e della sua famiglia). 

Se manca uno solo di tali requisiti non si può ottenere l’esenzione Imu. 

Casa senza residenza e Imu: casi pratici

Per capire se si deve pagare l’Imu sulla casa senza residenza facciamo qualche esempio pratico.

Luca è proprietario di una sola casa che ha dato in affitto. Perciò, ha fissato la propria residenza in un’altra abitazione. Luca deve pagare l’Imu perché l’immobile in questione non risponde ai requisiti di “abitazione principale” non essendo né luogo di residenza, né di abituale dimora.

Matteo ha ricevuto dal padre, in donazione, una casa. Nell’immobile, però, continua a vivere il genitore che si è riservato il diritto di usufrutto. Matteo, perciò, ha la residenza altrove. Ciò nonostante Matteo non deve versare l’Imu: l’imposta è infatti dovuta, a tutto voler concedere, dal padre. L’immobile sarà ugualmente oggetto di esenzione anche per il padre di Matteo se questo presenta i requisiti dell’abitazione principale (ossia l’usufruttuario vi ha fissato la residenza e vi vive abitualmente).

Giovanni e Carla sono sposati e convivono sotto lo stesso tetto. Ciascuno dei due è proprietario di un immobile in cui ha fissato la propria residenza. Carla ha dichiarato al Comune di essere residente nella propria casa situata al mare. Ciò nonostante, Carla vive insieme al marito in città. In questo caso, a non pagare l’Imu sarà solo Giovanni in quanto l’immobile è luogo di residenza e dimora abituale della famiglia. Carla, invece, dovrà versare l’imposta al Comune sulla casa al mare, in quanto, pur avendo fissato lì la residenza, non risponde all’ulteriore requisito di “dimora abituale”. Il Comune potrà accertare l’assenza della donna nell’immobile, durante la parte prevalente dell’anno, anche attraverso la lettura delle bollette ove si rivelano consumi assenti o molto bassi.

In sintesi, si può ottenere l’esenzione Imu su un solo immobile per famiglia, anche se si è proprietari di più di uno, ma solo a patto che vi siano la residenza e la dimora abituale. 

Dunque, il solo fatto di essere proprietari di un solo immobile non è, da solo, requisito sufficiente per ottenere l’esenzione Imu. 

Inoltre, la sola dichiarazione di residenza all’interno di un immobile non basta per non pagare l’Imu. 

Infine, il semplice fatto di vivere in una casa non consente di ottenere – in assenza anche del requisito della residenza – l’agevolazione Imu. 

In ipotesi di casa in affitto, il proprietario dovrà sempre pagare l’Imu, in quanto non possiede né la residenza né la dimora abituale. 

Viceversa, se si possiede solo la nuda proprietà, perché la casa è nella disponibilità dell’usufruttuario, non si è tenuti a versare l’Imu che, invece, grava sull’usufruttuario medesimo (a meno che questi non possieda i due requisiti dell’abitazione principale sopra indicati: residenza e dimora abituale).

Per dimostrare che un immobile di residenza è anche abitazione principale, il contribuente può ricorrere alla prova delle bollette che indicano i consumi. Allo stesso modo, anche il Comune può farsi rilasciare, dalle società della luce e del gas, le attestazioni dei consumi per verificare se nell’abitazione il contribuente vive effettivamente. 



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9 Commenti

  1. Scusate vivo a Roma e ho comprato una casetta nel comune di Frosinone in cui vado 1/2 mes l’anno cosa devo fare

  2. Posseggo una casa di proprietà ma ho la residenza in una casa in affitto nello stesso comune per stare più vicino ai figli. Devo pare IMU?

    1. Chi vive in affitto e ha anche una casa di proprietà, se ha lasciato la propria residenza presso quest’ultimo immobile, tuttavia non vi ha la dimora che, al contrario, si trova nella casa in affitto in cui vive quotidianamente. Pertanto, se sei il proprietario di casa e vivi in affitto in un’altra casa, non possiedi le condizioni per beneficiare dell’esenzione Imu, cioè la residenza e la dimora abituale nella tua casa. Quindi, deve pagare le imposte chi ha la residenza nella casa di proprietà ma ha spostato la dimora abituale nella casa in locazione.

  3. Buongiorno, sono proprietario di un appartamento in cui risiedo e di una seconda casa in un altro comune, nella quale non risiedo e ho tutte le utenze staccate. Esiste qualche agevolazione dell’Imu su quest’ultima o si deve pagare a prezzo pieno?

    Grazie, Alessandro

    1. Secondo la giurisprudenza, non è sufficiente spostare la residenza per ottenere lo sgravio Imu e Tasi, ma occorre che nell’immobile sia fissato anche il proprio domicilio (ciò significa che è necessario abitarvi concretamente). In altri termini, lo Stato non si accontenta del semplice dato formale dei registri anagrafici. Per capire se esistono delle scappatoie legali, ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli: Come non pagare l’Imu sulla seconda casa; Casa disabitata: si paga la spazzatura?; Tari seconda casa disabitata; Tari seconda casa non residente.

  4. Buongiorno, io e la mia ragazza abbiamo acquistato una casa in costruzione che rogiteremo a Novembre. Per noi sarà la prima e unica casa intestata. Se dovessimo trasferirci a tutti gli effetti (e quindi trasferire la residenza) ad esempio a Marzo, dovremmo pagare l’IMU per il periodo Novembre-Marzo?
    Grazie mille

    1. La Corte di Cassazione ha stabilito che l’Imu non si applica agli immobili in fase di costruzione [Sent. n. 17035/2013]. Tuttavia, il Comune potrebbe pretenderne il pagamento non con riferimento alla casa in costruzione, ma all’area edificabile su cui si sta costruendo l’immobile. Per richiedere una consulenza legale agli esperti del nostro portale clicca qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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