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Permessi lavoro consiglieri comunali

11 Gennaio 2020
Permessi lavoro consiglieri comunali

La legge agevola la partecipazione dei lavoratori alla vita politica e pubblica.

Ti sei candidato alle elezioni comunali e sei stato eletto nel consiglio? Ti chiedi cosa comporta questo ruolo sul tuo rapporto di lavoro? La nostra Costituzione afferma che lo Stato deve incentivare la partecipazione dei lavoratori alla vita politica e pubblica e, dunque, anche a sedere nelle istituzioni elettive nelle quali si esprime il nostro Stato democratico. Ma come si concilia la vita politica con il proprio lavoro? Per consentire ai lavoratori di svolgere le proprie funzioni elettive, la legge ha introdotto degli appositi permessi sul lavoro per i consiglieri comunali.

In particolare, per poter partecipare ad una serie di attività istituzionali legate alla propria carica politica, la legge prevede il diritto del lavoratore ad assentarsi dal posto di lavoro mantenendo comunque la retribuzione. Sarà, poi, l’amministrazione comunale a rimborsare al datore di lavoro le somme erogate al dipendente a titolo di retribuzione nelle ore di permesso.

Permessi retribuiti per i consiglieri comunali

È evidente che il lavoro può rappresentare un grosso limite per svolgere l’attività politica nelle istituzioni democratiche.

Pensiamo ad un consigliere comunale. Dopo l’elezione, il consigliere deve partecipare ai consigli comunali, studiare gli atti che andranno discussi in consiglio, partecipare alle commissioni consiliari, etc. Si tratta di attività che possono durare ore ed ore: come fa il consigliere a svolgere questi compiti se ha un posto di lavoro? La Costituzione [1] prevede il diritto dei lavoratori a partecipare alla vita democratica. Per dare a questo diritto un senso, sono stati introdotti dalla legge i permessi sul lavoro per i consiglieri comunali.

In particolare, i dipendenti che svolgono le funzioni di amministratori locali hanno diritto a dei permessi mensili, sia retribuiti che non, per espletare il proprio mandato.

La legge [2] stabilisce il diritto dei lavoratori membri dei consigli comunali (ma anche dei consigli provinciali, metropolitani, delle comunità montane e delle unioni di Comuni, dei consigli circoscrizionali dei Comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti) ad assentarsi dal lavoro solo per il tempo necessario alla partecipazione alla seduta del consiglio comunale e per il tempo necessario al raggiungimento del luogo del suo svolgimento. Se il consiglio comunale si svolge in orario serale, i lavoratori-consiglieri hanno diritto a non riprendere il lavoro prima delle ore 8 del giorno successivo.

Se il consiglio comunale si protrae oltre la mezzanotte, i lavoratori-consiglieri hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutta la giornata successiva.

Questi permessi sono retribuiti: ciò significa che se il lavoratore-consigliere si assenta dal lavoro per 6 ore, poiché il consiglio comunale dura 6 ore, egli sarà comunque retribuito, al pari di 6 ore di lavoro effettivo.

Permessi non retribuiti per i consiglieri comunali

I permessi che abbiamo appena visto sono retribuiti.

Tuttavia, un consigliere comunale, nella gran parte dei casi, non riesce ad eseguire tutte le attività che derivano da tale ruolo nelle sole ore di durata dei consigli e delle commissioni. Per questo, la legge prevede, oltre ai permessi retribuiti, il diritto dei predetti lavoratori-consiglieri ad ulteriori permessi non retribuiti per un massimo di 24 ore lavorative mensili. Queste ore aggiuntive possono essere richieste se sono necessarie per l’espletamento del mandato.

Se il lavoratore fruisce dei permessi non retribuiti per l’intera giornata lavorativa, allora quella giornata non concorre alla maturazione delle ferie. Il consigliere comunale deve tempestivamente e puntualmente documentare al proprio datore di lavoro, mediante attestazione dell’ente presso cui è stato eletto, l’attività ed i tempi di espletamento del mandato per i quali egli chiede ed ottiene i permessi, retribuiti e non retribuiti. L’attestazione certifica che, durante il permesso, il consigliere comunque era realmente impegnato in attività connesse all’espletamento del suo mandato istituzionale.

Riepilogando, al consigliere comunale spettano i seguenti permessi:

  • permesso retribuito per la durata effettiva della riunione del consiglio;
  • permesso retribuito per la durata effettiva della riunione, in qualità di membro, della commissione consiliare;
  • permesso non retribuito per un massimo di ulteriori 24 ore lavorative mensili per lo svolgimento di attività connesse all’espletamento del mandato.

Permessi lavoro consiglieri comunali: chi paga?

Come abbiamo visto, i permessi sul lavoro per partecipare alla seduta del consiglio comunale o della commissione consiliare di appartenenza sono retribuiti. Ma chi paga?

In questo caso, l’ente presso cui il dipendente è stato eletto deve rimborsare, su richiesta documentata del datore di lavoro ed entro 30 giorni dalla stessa, quanto dallo stesso anticipato a titolo di retribuzioni ed assicurazioni per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore.


note

[1] Art. 3, co. 2, Cost.

[2] Art. 79, co. 1, D. Lgs. n. 267/2000.


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