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Permessi legge 104: quando spettano

21 Gennaio 2020
Permessi legge 104: quando spettano

I disabili in condizione di gravità ed i parenti che devono assisterli possono prendersi delle ore di permesso sul lavoro mantenendo il diritto allo stipendio.

Essere disabili non solo rende difficile l’accesso al lavoro, ma rende difficoltosa anche la gestione del rapporto di lavoro. Il lavoratore disabile, infatti, ha bisogno di tempi di recupero e di riposo maggiori rispetto ad un lavoratore privo di forme di disabilità. Inoltre, anche i parenti di un soggetto disabile, che devono occuparsi della sua assistenza, possono incontrare difficoltà a conciliare tali doveri di assistenza con il rapporto di lavoro. Infatti, l’assistenza di un disabile è un’attività impegnativa e richiede molto tempo. Per questo, l’ordinamento prevede degli specifici permessi retribuiti sul lavoro.

In questo articolo, cercheremo di capire cosa sono i permessi legge 104 e quando spettano. Di certo, i permessi legge 104 rappresentano una delle forme di tutela della disabilità che ha avuto la maggiore diffusione essendo, infatti, moltissimi i lavoratori italiani che usufruiscono di questi permessi, nella maggior parte dei casi per assistere i propri genitori anziani divenuti ormai dei disabili gravi. Ma andiamo per ordine.

Permessi legge 104: in cosa consistono?

Ci sono molte tipologie di permessi retribuiti nel nostro ordinamento. In generale, i dipendenti a cui si applica un contratto collettivo di lavoro, hanno i cosiddetti rol (riduzione orario di lavoro) ed ex festività, ossia delle ore di permesso in cui possono assentarsi dal lavoro pur essendo comunque pagati dal datore di lavoro.

Oppure, i lavoratori che vengono eletti nei consigli comunali, provinciali o regionali hanno diritto a dei permessi retribuiti per il tempo necessario a prendere parte alle sedute dell’organo nel quale sono stati eletti. E così via.

La legge 104 [1], ossia la principale fonte normativa che ha introdotto nel nostro ordinamento i diritti e le tutele delle persone disabili, ha previsto anche dei particolari permessi retribuiti per le persone disabili e per i loro familiari. Questi permessi vengono spesso detti permessi legge 104 proprio sulla base della legge che li ha istituiti.

Ma in cosa consistono i permessi legge 104? Al pari dei rol o delle festività soppresse, sono delle ore di permesso in cui il lavoratore può starsene a casa e non recarsi al lavoro, mantenendo comunque il diritto alla retribuzione.

Tuttavia, a differenza dei rol, durante i quali il lavoratore viene pagato dal datore di lavoro, durante la fruizione dei permessi legge 104, il lavoratore riceve un’indennità dall’Inps, per il tramite del datore di lavoro.

Permessi legge 104: a chi spettano?

I permessi retribuiti previsti dalla legge 104 spettano ai lavoratori subordinati che siano:

  • disabili in condizione di gravità;
  • genitori, anche se adottivi o affidatari, di figli disabili in condizione di gravità;
  • coniuge, convivente di fatto, parte dell’unione civile, parenti o affini entro il secondo grado di soggetti disabili in condizione di gravità;
  • parenti o affini di terzo grado di soggetti disabili in condizione di gravità se, e solo se, i genitori o il coniuge o il convivente di fatto o la parte dell’unione civile del disabile grave sono ultrasessantacinquenni oppre anche loro disabili o, ancora, deceduti o mancanti.

Viceversa, i permessi legge 104 non spettano a:

  • lavoratori a domicilio;
  • addetti a lavori di tipo domestico e familiare;
  • lavoratori agricoli a termine a giornata;
  • lavoratori parasubordinati e lavoratori autonomi.

Permessi legge 104: quando spettano?

Non basta essere disabile o parente di un disabile per prendere i permessi legge 104. Infatti, occorre rispettare una serie di requisiti che riguardano, da un lato, la tipologia di disabilità che colpisce il lavoratore richiedente o i suoi parenti che fanno richiesta dei permessi. Dall’altro lato, i requisiti per accedere ai permessi 104 riguardano il fabbisogno di assistenza del disabile.

Andiamo per ordine.

Innanzitutto, per accedere ai permessi legge 104 il richiedente deve essere un lavoratore dipendente, anche se con rapporto di lavoro part time, e deve essere assicurato presso l’Inps per le prestazioni economiche di maternità.

Inoltre, la persona che chiede i permessi legge 104 per sè oppure il disabile per il quale vengono richiesti i permessi, deve trovarsi non in una qualsiasi situazione di disabilità bensì in una condizione di disabilità grave ai sensi di legge [2]. Tale status deve essere attestato dall’apposita Commissione Medica Integrata Asl/Inps [3].

Per quanto concerne il fabbisogno assistenziale, il diritto ai permessi legge 104 viene meno in caso di ricovero a tempo pieno della persona in condizione di disabilità grave. In questo caso, infatti, le esigenze asssistenziali e di cura sono garantite dal personale della struttura di ricovero e non hanno dunque senso di esistere i permessi 104.

Per escludere il diritto ai permessi, il ricovero a tempo pieno deve durare per tutte le ventiquattro ore della giornata, presso strutture ospedaliere o similari, siano esse pubbliche o private, che assicurano al disabile ricoverato una assistenza sanitaria continuativa.

Ci sono, però, dei casi in cui il ricovero a tempo pieno non fa scattare il venire meno del diritto ai permessi legge 104. Ciò accade in caso di:

  • interruzione del ricovero per esigenze del disabile in condizione di gravità di recarsi fuori dalla struttura di ricovero per l’effettuazione di visite e/o terapie certificate;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità per il quale i sanitari della struttura attestano il bisogno di assistenza anche da parte di un genitore o di un familiare.

L’attività di assistenza per cui il permesso viene riconosciuto non richiede, necessariamente, la convivenza con il disabile grave. Tuttavia, se tra la residenza del disabile da assistere e quella del lavoratore che richiede i permessi 104 c’è una distanza stradale superiore a 150 Km, il dipendente deve attestare al proprio datore di lavoro il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito con titolo di viaggio o altra documentazione idonea [4].

Permessi legge 104: quante ore spettano?

Come regola generale, il lavoratore che ha diritto ai permessi legge 104 può assentarsi dal lavoro, mantenendo la retribuzione, per un massimo di tre giorni al mese, che possono essere frazionati anche ad ore.

In alcuni casi, tuttavia, quando a richiedere i permessi legge 104 sono genitori di figli disabili, la fruizione dei permessi 104 può avvenire anche sotto forma di un prolungamento del congedo parentale con diritto, per tutto il periodo, ad un’indennità pari al 30% della retribuzione effettivamente percepita.

Permessi legge 104: come richiederli?

Chiarito chi ne ha diritto e in cosa consistono, vediamo come richiedere i permessi legge 104.

La domanda di fruizione dei permessi retribuiti legge 104 deve essere presentata, in modalità telematica, attraverso una delle seguenti tre modalità:

  • sito web dell’Inps: se si sceglie questa modalità, il lavoratore può presentare la domanda da solo, senza alcun intermediario, accedendo al portale Inps con il proprio Pin dispositivo ed entrando nell’apposito servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;
  • recandosi presso un patronato ed accedendo al servizio tramite i servizi telematici offerti dal patronato stesso;
  • contattando telefonicamente il Contact Center Multicanale. In questo caso, si può chiamare gratuitamente il numero 803164 riservato all’utenza che chiama da telefono fisso, oppure il numero (a pagamento) 06164164 per chi chiama da telefoni cellulari.

Sarà direttamente l’Inps a verificare il possesso da parte del richiedente di tutti i requisiti necessari per accedere ai permessi legge 104. In caso di accoglimento, l’Inps avvertirà sia il lavoratore che il datore di lavoro dell’avvenuta accettazione della domanda di fruizione dei permessi legge 104.

Non esiste, dunque, alcun obbligo di richiedere e/o comunicare la fruizione dei permessi legge 104 al datore di lavoro. Questi permessi, infatti, sono un diritto che deriva direttamente dalla legge ed il datore di lavoro non ha alcun potere autorizzativo o di veto in merito.

E’, però, evidente che il lavoratore è sempre tenuto a rispettare i principi di correttezza e buona fede nello svolgimento della prestazione di lavoro e, dunque, appare consigliabile preannunciare comunque al datore di lavoro la fruizione dei permessi legge 104.

In questo modo, infatti, l’azienda potrà organizzare il lavoro e i turni dei colleghi al fine di conciliare il diritto ai permessi 104 con le esigenze organizzative, tecniche e produttive aziendali.

In ogni caso, se si verificano delle modifiche delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda di fruizione dei permessi legge 104, il lavoratore deve tempestivamente comunicarlo all’Inps e al datore di lavoro.

Permessi legge 104: chi paga e con quali modalità?

Come abbiamo detto, a differenza dei rol o delle ex festività, durante i permessi legge 104, l’indennità equivalente alla retribuzione non viene pagata al lavoratore dal datore di lavoro bensì dall’Inps, per il tramite del datore di lavoro.

Ciò significa che, materialmente, è il datore di lavoro a pagare l’indennità di fruizione dei permessi 104 al dipendente salvo, poi, recuperare a conguaglio le somme anticipate con i contributi previdenziali dovuti all’Inps.

In sostanza, quando deve pagare ad Inps i contributi, il datore di lavoro andrà a sottrarre le somme anticipate a titolo di indennità per i permessi legge 104 e recupererà, in questo modo, quanto anticipato.

A questa disciplina sfuggono solo gli operai agricoli a tempo determinato (Otd) e a tempo indeterminato (Oti) ed i lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine: per queste categorie di lavoratori, l’indennità è erogata direttamente dall’Inps a seguito di domanda dell’interessato.


note

[1] L. 104/1992.

[2] Art. 3 co. 3 L. 104/92.

[3] Art. 4 co. 1 L. 104/92.

[4] D. Lgs. 119/2011.


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