Diritto e Fisco | Articoli

Studi di settore per il professionista che svolge l’attività come secondo lavoro

29 Agosto 2013
Studi di settore per il professionista che svolge l’attività come secondo lavoro

Si applicano gli studi di settore anche a chi svolge l’attività professionale come secondo lavoro; in questi casi l’amministrazione finanziaria è tenuta a determinare equamente il reddito.

È soggetto agli studi di settore anche il professionista che svolge l’attività professionale come secondo lavoro, mentre la fonte primaria di reddito proviene da una diversa prestazione lavorativa. In questi casi, comunque, il fisco deve determinare il reddito professionale in “modo equo”, tenendo appunto conto di tale circostanza e del peso che assumono i due lavori.

Lo ha stabilito ieri la Cassazione [1].

Ricordiamo che gli studi di settore sono uno strumento utilizzato dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate per rilevare i parametri fondamentali di reddito dei professionisti, lavoratori autonomi e delle aziende. Essi non sono altro che una raccolta dei dati che caratterizzano l’attività e il contesto economico in cui opera l’impresa, allo scopo di valutare la sua capacità di produrre reddito. L’ufficio delle imposte li usa quindi nell’accertamento cosiddetto induttivo.

Fino al 2009, le risultanze degli studi di settore erano considerate uno strumento di accertamento praticamente infallibile. Bastava, infatti, un minimo scostamento dagli standard della dichiarazione dei redditi a legittimare l’accertamento fiscale. Poi sono intervenute le Sezioni unite della Cassazione [2], che hanno riconosciuto al contribuente la possibilità di  presentarsi al contraddittorio con l’amministrazione fiscale e fornire prove contrarie circa le peculiarità della propria attività e quindi del reddito rispetto al settore; in questo modo è divenuto più facile ottenere l’annullamento dell’accertamento.

La vicenda

Nel caso appena deciso dalla Cassazione, un geometra, lavoratore dipendente a tempo pieno, aveva conservato la partita Iva per fatturare alcune attività secondarie. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, gli aveva accertato i redditi professionali attraverso gli studi di settore. Contro tale circostanza, l’uomo aveva proposto ricorso in tribunale.

La motivazione della sentenza

La Cassazione ha ritenuto legittimo l’operato del Fisco. In particolare, la Suprema Corte ha ricordato l’importanza del contraddittorio con il contribuente.

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce, infatti, un sistema di presunzioni semplici (ossia soggetti alla prova contraria da parte del contribuente).  Ma essi non tolgono che sia sempre necessario il contraddittorio con il contribuente, da attivare obbligatoriamente. In mancanza di esso, l’accertamento è  nullo.

In sede di contraddittorio, il contribuente, se vuole evitare le sanzioni, deve provare, con qualsiasi mezzo di prova, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente.


note

[1] Cass. sent. n. 19710 del 28.08.2013.

[2] Cass. sent. n. 26635/2009.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube