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Conviene la quota 100 o la pensione anticipata?

21 Gennaio 2020 | Autore:
Conviene la quota 100 o la pensione anticipata?

Quale trattamento deve scegliere chi possiede i requisiti per la pensione anticipata ordinaria o con opzione quota 100?

Hai compiuto i 62 anni di età e hai alle spalle almeno 42 anni e 10 mesi di contributi previdenziali, o 41 anni e 10 mesi se sei una donna, o, ancora, 41 anni di contributi, se sei un lavoratore precoce?

In questo caso, devi sapere che puoi aver diritto alla pensione anticipata ordinaria [1], o alla pensione anticipata precoci, per la quale sono sufficienti 41 anni di contributi, se si possiedono almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età, e se si appartiene a specifiche categorie tutelate (caregiver, invalidi dal 74%, disoccupati di lungo corso, addetti ai lavori gravosi e usuranti).

Se hai almeno 62 anni di età e possiedi i requisiti contributivi esposti, poi, puoi aver diritto anche alla pensione anticipata con opzione quota 100 [2]: si tratta di una nuova tipologia di pensione per la quale sono sufficienti 62 anni di età e 38 anni di contributi.

In altre parole, se possiedi 62 anni di età ed il requisito contributivo utile per la pensione anticipata ordinaria o precoci, puoi scegliere sia di pensionarti fruendo di una di queste due tipologie di pensione anticipata, che utilizzando la quota 100.

Conviene la quota 100 o la pensione anticipata? Non esiste una risposta valida per tutti, in quanto la convenienza della pensione anticipata rispetto alla quota 100 dipende da diversi fattori: innanzitutto, bisogna valutare se il trattamento ulteriore alla quota 100 alla quale si può accedere è la pensione anticipata ordinaria o precoci. Quest’ultimo trattamento presenta delle importanti limitazioni.

Anche la quota 100 comporta significative limitazioni, sino al compimento del 67° anno di età, nonché delle finestre di attesa più lunghe rispetto a quelle previste per il trattamento anticipato ordinario. Inoltre, bisogna valutare se il requisito di contribuzione è raggiunto con i versamenti accreditati presso una sola gestione previdenziale, o presso più casse. Procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio quali elementi prendere in considerazione per una valutazione di convenienza.

Quali sono i limiti della quota 100?

Osserviamo innanzitutto quali sono le condizioni per l’erogazione della quota 100, oltre al requisito di età di 62 anni ed il requisito minimo contributivo di 38 anni:

  • possedere almeno 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di disoccupazione e di malattia e infortunio non integrati, se si è iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps;
  • i 38 anni di contributi possono essere anche raggiunti attraverso il cumulo dei versamenti accreditati presso casse diverse, escludendo però le gestioni previdenziali di categoria a cui sono iscritti i liberi professionisti;
  • attendere una finestra pari a 3 mesi, per i lavoratori del settore privato, e pari a 6 mesi per i dipendenti pubblici; ai lavoratori della scuola è invece applicata la finestra annuale, come avviene per la generalità delle pensioni; i dipendenti pubblici devono inoltre fornire un preavviso minimo di 6 mesi alla propria amministrazione;
  • sino al compimento del 67° anno di età, i beneficiari della quota 100 non possono lavorare; possono percepire determinati redditi, considerati cumulabili con la pensione quota 100 (per conoscere quali sono, vedi Elenco redditi compatibili con la quota 100), e redditi di lavoro autonomo occasionale, sino al tetto massimo di 5mila euro annui;

Nel calcolo della quota 100 sono applicate penalizzazioni?

Il calcolo della pensione quota 100 è effettuato allo stesso modo del calcolo valido per la generalità delle pensioni. Solo in un primo momento erano stati ipotizzati ricalcoli contributivi e penalizzazioni percentuali, ma alla fine il legislatore ha deciso di non operare alcuna penalità, ma di aprire l’accesso alla quota 100 solo in via sperimentale, sino al 31 dicembre 2021. Chi matura i requisiti successivamente, non può ottenere la quota 100.

Tornando al calcolo del trattamento, la quota 100 è determinata come qualsiasi altra prestazione pensionistica, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione risulta dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Quali sono i limiti della pensione precoci?

Anche la pensione anticipata precoci, che può essere ottenuta con 41 anni di contributi, presenta diverse limitazioni:

  • i lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento entro il 1° marzo di ogni anno;
  • bisogna poi appartenere a specifiche categorie tutelate (qui l’elenco completo)e possedere almeno 12 mesi di effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età;
  • sino alla maturazione del requisito virtuale per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) non è consentito percepire alcun reddito di lavoro;
  • la finestra di attesa è pari a 3 mesi, il cumulo dei contributi è consentito.

Quale pensione conviene di più?

Osservate queste importanti limitazioni, possiamo dire che, per chi possiede 41 anni di contributi, ma non appartiene alle categorie tutelate beneficiarie della pensione anticipata precoci, risulta sicuramente più conveniente, nonché scelta obbligata, la pensione quota 100.

La pensione quota 100 può essere comunque più conveniente rispetto alla pensione anticipata precoci per chi desidera svolgere l’attività come lavoratore autonomo occasionale, senza superare il tetto massimo annuo. Bisogna comunque considerare che la limitazione relativa alla pensione precoci è circoscritta nel tempo (1 anno e 10 mesi al massimo per gli uomini, 10 mesi per le donne).

Per chi deve lavorare dopo la pensione, invece, la quota 100 è da scartare, in quanto incompatibile con i redditi di lavoro sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni sino al 2022). Chi deve cumulare contribuzione accreditata presso le casse professionali, ai fini del diritto alla pensione, non può utilizzare la quota 100.

Infine, si segnala che, in merito alla velocità di liquidazione del trattamento, la quota 100 può risultare più conveniente, in quanto sono previsti dei premi per i dipendenti Inps che chiudono la pratica entro 60 giorni. Bisogna, però, considerare le finestre di attesa da applicare.


note

[1] Art.24 Co. 10 D.L. 201/2011.

[2] Art.14 D.L. 4/2019.


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