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Bolletta della luce: l’IVA è dovuta?

30 Dicembre 2019
Bolletta della luce: l’IVA è dovuta?

Come ottenere il rimborso dell’Iva versata sulle fatture dell’energia elettrica degli ultimi anni.

Non è facile comprendere le mille voci di una bolletta. Quella della luce è poi tra le più complicate. Di certo, a nessuno dispiacerebbe tagliarne una buona parte, magari il 10% che, in un anno intero, corrisponde a un bel po’ di soldi. Il 10% è proprio l’importo che corrispondi ogni mese a titolo di Iva. Ecco che allora ritorna un’antica questione: l’Iva è dovuta sulle bollette della luce? 

Di tanto hanno parlato un po’ tutti. Ci sono teorie strampalate e altre più fondate. Un fatto è certo: di recente, diversi giudici si sono accorti che l’Iva sulle bollette della luce non va pagata. E così sono piombate le prime sentenze che hanno attribuito i rimborsi ai consumatori. Rimborsi a volte di migliaia di euro, specie quando si tratta di attività commerciali. Ti ricordo, infatti, che l’Iva per uso domestico sulla bolletta della luce è del 10%, mentre per gli altri usi è del 22%.

L’ultima di queste sentenze è stata emessa dalla Commissione Tributaria di Varese [1]. Proprio di questa voglio parlarti nel seguente articolo. Ma attenzione, è bene che tu legga fino all’ultimo i suggerimenti che sto per darti. Proprio alla fine comprenderai come farti restituire i soldi che hai pagato in tutti questi anni a titolo di Iva sulle bollette. Soldi che, evidentemente, ti sono stati addebitati in modo illecito e che ora ti spettano indietro.

Bisogna pagare l’Iva sulle bollette della luce? 

L’Iva – lo saprai di già – è un’imposta che si calcola sul valore aggiunto che ogni livello di produzione aggiunge al bene primario. Quindi, per ogni scambio di bene o servizio, dalla fase “grezza” a quella del consumo, c’è un addebito di Iva. 

Le imposte inoltre – e, quindi, anche l’Iva – non possono avere come base imponibile un’altra imposta. Le tasse, infatti, colpiscono la ricchezza delle persone, cioè la capacità contributiva. 

Ebbene, buona parte della bolletta della luce è costituita dall’imposta di consumo (i cosiddetti «oneri generali di sistema) oltre che da diversi tipi di altri servizi. Il che significa che addebitare l’Iva sull’intera fattura elettrica vuol dire corrispondere una tassa su un’altra tassa. Un paradosso.

Dunque, la novità di cui ti parlavo all’inizio dell’articolo è che, stando alle sentenze in questione, dalla tua bolletta devi sottrarre l’Iva calcolata sugli oneri generali di sistema, che non va versata. 

Secondo i giudici della Commissione Tributaria di Varese, tali oneri hanno già natura tributaria e perciò non possono rientrare nella base imponibile Iva: in altri termini, non possono rappresentare il presupposto per imporre un’ulteriore tassa su di essi.

La Commissione Tributaria li considera, infatti, al di là della loro «imprecisa indicazione», come dei contributi che vanno a finanziare politiche dello Stato, ad esempio in favore delle fonti rinnovabili. Sono perciò una somma pagata dai cittadini a fronte di spese da sostenere per interessi generali della collettività, e proprio in ciò consiste la loro natura di tributo.

Diverso è il ragionamento per altri costi specifici come la spesa per il trasporto dell’energia attraverso la linea elettrica che arriva fino alla tua abitazione ed anche come le spese di gestione del contatore, il misuratore dei consumi: qui, l’Iva va calcolata e rimane.

Dunque, in base all’orientamento dei giudici, l’unica componente della bolletta della luce sulla quale è possibile recuperare l’Iva e considerarla non dovuta è quella degli oneri generali di sistema, che deve essere espressamente indicata in fattura con il relativo ammontare.

Tale tesi, peraltro, trova conferma nella definizione ufficiale degli oneri di sistema che fornisce l’Arera, l’Autorità Garante per l’energia. Sul sito dell’Authority si legge, infatti, nel capitolo intitolato agli “Oneri generali di sistema e ulteriori componenti”, che «Con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita (materia prima, commercializzazione e vendita), ai servizi di rete (trasporto, distribuzione, gestione del contatore) e alle imposte, si pagano alcune componenti per la copertura di costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale: si tratta dei cosiddetti oneri generali di sistema, introdotti nel tempo da specifici provvedimenti normativi».

Insomma, se questo orientamento dovesse essere confermato un giorno anche dalla Cassazione, avremo tutti la possibilità di chiedere la restituzione delle somme trattenute dalle società elettriche a titolo di Iva. 

Come farsi restituire l’Iva sulle bollette della luce arretrate

Allora stai attento a ciò che sto per dirti. Prima cosa di tutto, devi sapere che il termine di prescrizione per i pagamenti della luce è di 5 anni fino al 1° gennaio 2019. Dopo, è divenuto di 2 anni. Non puoi chiedere, quindi, la restituzione dell’Iva oltre tale termine. Ecco perché è importante che tu segua questo consiglio. Invia subito una diffida alla società della luce chiedendo la restituzione dell’Iva versata negli ultimi 5 anni. Fallo con una raccomandata con avviso di ricevimento. Perché? Perché questa lettera interrompe la prescrizione per i periodi anteriori. Così se l’anno prossimo o tra più tempo dovesse arrivare una sentenza della Cassazione a confermare l’orientamento secondo cui l’Iva sulla bolletta della luce non va versata, tu potresti fare causa alla compagnia elettrica e chiedere la restituzione anche degli arretrati anteriori agli ultimi due anni avendo interrotto i termini della prescrizione con la suddetta diffida. Insomma, in questo modo, il tuo diritto ad ottenere la restituzione dell’Iva passata non sarà prescritto. 


Spett.le società…
Il sottoscritto [nome e cognome], intestatario della linea elettrica rispondente al num. di contratto …, chiede la restituzione delle somme ad oggi versate a titolo di Iva sulle bollette degli ultimi 5 anni, applicata sugli oneri generali di sistema, in quanto non dovuta. Tanto è stato di recente stabilito da numerose sentenze tra cui CTP Varese, sent. n. 504/2019.
L’importo può essere rimborsato al seguente conto [codice Iban] oppure con accredito sulle future bollette.
Distinti saluti
Data, firma

note

[1] Comm. Trib. Prov. Varese, IV Sezione, sentenza n. 504/19 del 12 dicembre 2019.


16 Commenti

  1. …e siccome, per quel che mi riguarda, sono ARCISTUFO di subire obtorto collo da un milione di anni vessazioni d’ogni genere da parte di questo stato tiranno, mi sono attivato già da qualche giorno – da quando il vostro più che valido Sito ha iniziato ad accennarne – a inviare a lorsignori. a qualunque conseguente effetto e ora per allora – la richiesta di rimborso dell’Iva sull’Iva indebitamente sottratta-mi/ci per anni e anni (il cosiddetto anatocismo). Ne faccio SOLO E SOLTANTO una questione di principio sperando che siamo in tanti, tantissimi a impuntarci… E sempre in attesa dei rimborsi (ma qui non si tratta di anatocismo, bensì di truffa bell’e buona, sic!) per l’obbrobrio delle bollette telefoniche a 28 giorni… Voglio proprio vedere come andrà a finire. Chi la dura la vince!

  2. Articolo utile e corretto.
    Quello che non mi è chiaro è perchè, se la prescrizione a 2 anni è già in atto da 12 mesi, venga consigliato di richiedere, nella diffida, la restituzione dell’IVA degli ultimi 5 anni: lo capirei se la prescrizione entrasse in vigore il 1° gennaio 2020….
    Inoltre, una situazione simile non si verifica anche sulle bollette del gas?

      1. Spett. REDAZIONE,
        ho letto tutti gli articoli segnalati, peraltro quasi tutti già letti al momento della pubblicazione, e siamo tutti d’accordo che la prescrizione delle bollette luce e, ora, gas è di 2 anni; ma, a mio avviso, resta il dubbio segnalato nel mio commento precedente.
        Se l’Autore dell’articolo prina scrive testualmente , cioè 2 anni, e, di seguito, , mi sembra una contraddizione, perchè delle due l’una:
        1) o si può chiedere la restituzione dell’IVA oltre il termine di prescrizione in vigore (2 anni), cioè degli ultimi 5 anni, cosa di cui dubito: allora è sbagliata la prima frase;
        2) o non si può chiedere la restituzione dell’IVA oltre il termine di prescrizione (2 anni): allora è sbagliata la seconda frase, che consiglia di chiedere la restituzione dell’IVA degli ultimi 5 anni.
        Cordiali saluti

    1. Hai ragione, in effetti non ha risposto. Secondo me, ad oggi (gennaio 2020), non ha senso chiedere la restituzione dell’IVA degli ultimi 5 anni, semmai di “soli” 2

  3. buona xsera a tutti, allora se il l’iva sugli oneri impropri della bolletta luce, è indebita, cosa dobbiamo dire sull’iva pagata anche sulle accise dei carburanti. la tassa sule tasse è un furto ed occorre che il legislatore qualunque sia il colore del governo se ne accorga , ne faccia ammenda e tolga questi oneri impropri .concludendo 10 ueo di nqui cinque di là. ad ogni bolletta e ad ogni pieno di carburante quanto si risparmierebbe? lo stato teme di non incassare tasse? macchè. sarebbero soldi liquidi che dirottati su altri consumi farebbero in modo che l’iva provenga da altre fonti quindi non ci rimetterebbe granchè anzi, al limite, pochi spiccioli., per essere pessimisti!

  4. Ho letto l’interessante articolo sul paradosso dell’iva su una tassa. Eventualmente, avreste già Voi preparato una lettera per la diffida? Se sì, a che costi? Bisogna iscriversi al portale? Grazie per le informazioni, saluti.

    1. Praticamente ogni giorno dobbiamo fare i conti con le pretese economiche delle società che ci erogano i servizi più comuni: luce, gas, telefono, internet, solo per citare i più diffusi. In questo mare magnum di missive, bollette e comunicazioni, spesso accade che qualcosa vada storto: un conguaglio non dovuto, un conteggio errato, una fatturazione di troppo. Per non parlare, poi, degli eventuali disservizi che possono capitare. Come comportarsi in questi casi? La prima cosa da fare è scrivere una lettera di reclamo, cioè una lettera in cui facciamo valere le nostre ragioni a fronte del torto che rischiamo di subire oppure che abbiamo già patito. Nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/286548_come-scrivere-una-lettera-di-reclamo puoi scoprire cos’è il reclamo, a cosa serve e come si scrive, quali sono gli elementi fondamentali di una lettera di reclamo, qual è il suo contenuto e come si invia?

      1. Vi ringrazio per la gentile risposta, leggerò bene l’articolo e, se avessi dubbi, sarà mia premura contattarvi. Grazie per tutto ciò che fate.

        1. Grazie a te Lorenzo. Continua a seguirci. Ogni giorno, su La Legge per Tutti, puoi trovare tantissime news e articoli sempre aggiornati.

  5. Oltre a fare i complimenti all’Avv. Greco per questa Sua idea,
    volevo segnalare ( probabilmente è già un fatto ovvio ), che nel modulo di diffida si parla di LINEA TELEFONICA e non di LINEA ELETTRICA . Eventualmente la sentenza è riferibile alle due situazioni , visto che sempre di IVA si tratta. Era giusto una mia attenzione per non incorrere nelle ” virgole ” che ti fanno passare dalla ragione al torto. Buona Fortuna a tutti

    1. Grazie Piero! Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno, potrai trovare tantissime news e articoli sempre aggiornati.

  6. quindi se ho capito bene, l’IVA sugli oneri di sistema ovvero quota fissa e quota potenza e gli oneri amministrativi rispettivamente del venditore e distributore, non va applicata? grazie

  7. Buongiorno,
    ho letto il vostro articolo di cui sopra ed ho inviato la raccomandata AR alla mia società erogatrice di energia elettrica(SEN-Servizio Elettrico Nazionale).
    Nella mia raccomandata ho chiesto genericamente la restituzione dell’IVA relativa alla mia utenza,senza fare riferimento agli ultimi 5 anni.
    Mi hanno risposto che …gli oneri tributari su energia elettrica sono parte integrante della parte imponibile da assoggettare ad imposta.Questo significa che le accise sono comprese nell’imponibile e quindi sono soggette ad IVA…
    Così(scrivono)dispone la disciplina nazionale ed europea.
    Attendo quindi vostri articoli di aggiornamento su eventuali sentenze di Cassazione.
    Grazie e saluti.

    1. ho inviato il modulo via pec e mi hanno risposto allo stesso modo. attendo aggiornamenti anche io sul da farsi. grazie

    2. La prima cosa che mi sono chiesto è che per far fronte a questa “battaglia” sono sufficienti le ricevute di pagamento o devono essere affiancati dalle rispettive lettere? Inoltre se le lettere non li avessi piu in possesso ma solo le ricevute di pagamento senza che ci siano specificati i rispettivi mesi da pagare (solitamente di 2 mesi alla volta), in questo caso servirebbero a poco o a nulla? E se nel corso degli anni ci siano stati dei ritardi di pagamento (non per negligenza del consumatore ma da parte di chi avrebbe avuto il dovere di farla recapitare a casa) possono influire sulle sorti del reclamo? E converrebbe, nell’eventualità ci fossero le basi per procedere, inviare un reclamo o diffida alla nuova azienda in cui si è stipulato un contratto da ottobre 2019 in poi? Grazie per le evenaturali risposte.

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