Acqua, nuovo metodo tariffario dal 2020

30 Dicembre 2019
Acqua, nuovo metodo tariffario dal 2020

L’Arera ha approvato il piano tariffario per il periodo 2020-2023. Aumenti saranno possibili solo se giustificati da investimenti o miglioramenti di gestione.

Uno schema regolatorio per portare verso gli standard nazionali chi è in ritardo e superare così il Water Service Divide, l’efficientamento dei costi operativi e delle gestioni, la valorizzazione della sostenibilità ambientale anche attraverso il Piano per le Opere Strategiche e gli incentivi agli strumenti di misura dei consumi, per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle proprie abitudini. Sono i principi a cui è ispirato il nuovo Metodo Tariffario Idrico, deliberato dall’Autorità per l’energia e l’ambiente per il periodo 2020-2023, che inoltre colloca il settore a pieno titolo nell’economia circolare, premiando anche l’efficienza energetica e prevedendo incentivi per il risparmio e il riuso delle acque.

L’agenzia stampa Adnkronos ci comunica i contenuti del nuovo Mti e del piano collegato, spiegandoci anche cosa comporterà per gli utenti del servizio idrico. Dopo un’ampia consultazione con i soggetti interessati – che negli ultimi tre mesi ha coinvolto, oltre al ministero dell’Ambiente, società, enti d’ambito, consigli di bacino, consorzi, agenzie territoriali, associazioni, osservatori ed enti locali – con una recentissima delibera [1], Arera, l’Autorità di Regolazione energia reti e ambiente, ha approvato il Metodo Tariffario Idrico (MTI-3) per il terzo periodo regolatorio, mantenendo stabilità e certezza nei criteri guida, in continuità con le regole introdotte a partire dal 2012.

Il sistema si applica a chi, a qualunque titolo, gestisca il servizio idrico sul territorio nazionale (che si tratti di aziende o di gestioni in economia degli enti locali). Sono escluse le Province autonome di Trento e Bolzano e sono previste delle particolari direttrici della metodologia per le Regioni a statuto speciale che hanno già legiferato in materia.

Un metodo tariffario uniforme ma asimmetrico, in considerazione delle specificità locali e delle decisioni programmatiche degli Enti di governo d’ambito (Ega). Si conferma la durata quadriennale del periodo regolatorio, con un aggiornamento a cadenza biennale, e la facoltà di un’eventuale revisione infraperiodo legata alla richiesta dell’EGA che certifichi il carattere straordinario di eventi capaci di pregiudicare l’equilibrio economico-finanziario della gestione.

Maggiori strumenti e fasi di controllo garantiscono che eventuali aumenti tariffari saranno possibili solo a seguito di investimenti effettivamente realizzati o di miglioramenti nella gestione certificati. Viene infatti confermata la presenza di un tetto agli aumenti, per la prima volta differenziato non solo sui costi operativi della gestione, ma anche in ragione dei ricavi per abitante servito. La sostenibilità ambientale è promossa attraverso una serie di incentivi che vanno dal contenimento dei consumi di energia elettrica per fornire l’acqua, alla riduzione dell’uso della plastica nel consumo di acqua potabile, al recupero di energia e materia (si pensi su tutti al tema del trattamento dei fanghi di depurazione), al riuso  dell’acqua depurata a fini agricoli e industriali.

Incentivati gli interventi orientati alla misura dei consumi idrici – sia per i condomini che per le singole utenze – e le scelte adottate a livello locale a sostegno degli utenti vulnerabili, in aggiunta al Bonus acqua previsto, dal 2018, a livello nazionale.

Viene introdotto il Piano per le Opere Strategiche (Pos), strumento attraverso il quale l’EGAnte di governo dell’ambito, o un altro soggetto competente, indica gli interventi infrastrutturali dedicati ad opere complesse con vita utile superiore ai 20 anni e considerate prioritarie per garantire la qualità del servizio agli utenti. Nel Pos, che può raccogliere le opere previste dal 2020 al 2027, devono essere indicati il cronoprogramma degli interventi e i contribuiti pubblici eventualmente disponibili.Una migliore capacità di programmare e di valorizzare in modo coordinato i finanziamenti disponibili sarà, secondo Arera, alla base della futura disponibilità di risorsa idrica, anche in relazione ai cambiamenti climatici.


note

[1] Delibera Arera n. 580/2019/R/IDR del 27 dicembre 2019.


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3 Commenti

  1. Colgo l’occasione per sottolineare come per le tariffe dei servizi di procede da parecchi anni ad un sostanziale e continuo rialzo o per un motivo o per un altro. Come cittadino/suddito debbo sempre pagare. Mi viene da sottolineare come lo Stato, anche per i servizi in concessione rimane il propietario, blocca per motivi di sostenibilità economica le retribuzioni e pensioni ma non ha remore ad alzare le tariffe che erodono comunque il potere di acquisto delle famiglie. Se è vero che viviamo in una società consumistica, se mi togli il reddito disponibile non spendo in consumi e si genera un perverso circuito di crisi economica. D’altronde , per fare un esempio, con la lira pagavo 300.000 lire l’anno per l’acqua, adesso ne pago 320 euro pari a 600.000 lire senza che ne abbia ricevuto un migliore servizio, tenendo conto che il mio stipendio in lire è lo stesso che percepisco ora in pensione trasformato in euro. E l questione si può estendere a tutti i servizi compresi la sanità. Grazie Leo Centofanti

    1. Grande Leo! Condivido il tuo risentimento, l’Euro ci ha rovinato, dando la possibilità a chi lo gestisce di abusare delle nostre tasche, impossibile uscirne fuori considerandoLo attualmente sconveniente, sempre a nostro danno!!!Auguri e buon Anno 2020!!!

      1. Per tutto questo dobbiamo ringraziare a meravigliosi politici che gestiscono il paese.

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