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È possibile chiudere il conto corrente dove c’è il mutuo?

30 Dicembre 2019
È possibile chiudere il conto corrente dove c’è il mutuo?

Come chiudere un contratto di conto corrente stipulato con la banca finanziatrice e pagare in contanti, con bollettino o con addebito sul conto acceso presso un’altra banca. 

Ti sei recato presso una banca per firmare un mutuo ipotecario necessario all’acquisto di una casa. Per ottenerlo hai dovuto aprire un conto corrente presso di loro. Non c’è stato modo di evitare tale soluzione. In verità, avevi già un conto presso un’altra banca, ma quest’ultima praticava condizioni di finanziamento svantaggiose. Così sei stato costretto a ricorrere a un altro istituto di credito. 

Ora che hai ottenuto il prestito e che hai iniziato a pagare le prime rate, ti chiedi se è possibile chiudere il conto corrente dove c’è il mutuo. Vorresti, infatti, evitare una duplicazione dei costi di gestione del c/c. Cosa dispone la legge a riguardo? 

Ecco alcuni chiarimenti che faranno al caso tuo.

Il Codice civile, che tratta delle operazioni bancarie in conto corrente, prevede espressamente che «se l’operazione regolata in conto corrente è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, dandone preavviso nel termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro quindici giorni». 

Ne consegue che l’estinzione del conto corrente costituisce per il cliente un diritto. Egli cioè può, in qualsiasi momento, chiudere il conto corrente dove c’è il mutuo salvo il preavviso indicato nelle condizioni generali sottoscritte all’atto della stipula del contratto. Del resto, la legge consente al cliente anche di trasferire il mutuo presso un’altra banca (è la cosiddetta «portabilità del mutuo»), cambiando così le condizioni per la restituzione della somma e rinegoziando lo stesso finanziamento. In particolare, il mutuatario ha la facoltà, in ogni momento, di trasferire il suo debito a un altro mutuante (ad esempio, un’altra banca o un ente previdenziale che gli concede condizioni migliori), senza alcun onere a suo carico e senza decadere da eventuali benefici fiscali.

Tutto ciò è stato disposto per garantire la piena concorrenza anche nel settore bancario.

Se è vero, quindi, che è possibile chiudere un conto corrente dove c’è il mutuo, e che si tratta di un diritto del correntista riconosciutogli dal Codice civile, dall’altro lato per l’istituto di credito è un atto dovuto. Ciò, per costante giurisprudenza, vale anche se il conto corrente presenta un saldo negativo. Secondo infatti alcune sentenze, la banca non può vietare l’estinzione di un c/c solo perché in rosso. Il fatto, ovviamente, di chiudere il rapporto non fa venir meno il debito con l’intermediario, ma quantomeno evita l’addebito di ulteriori spese e imposte.

Tuttavia, il rifiuto di chiudere il conto potrebbe essere giustificato in presenza di un patto contrario firmato dalle parti. Ad esempio, il contratto di finanziamento potrebbe prevedere che le rate siano addebitate sul conto corrente acceso presso l’intermediario, ossia presso la banca erogatrice del prestito. Se tale clausola è stata concordata dalle parti, la chiusura sarà sottoposta alla condizione di integrale restituzione del prestito in un’unica soluzione o, quantomeno, subordinata al versamento di una penale. 

Se tale clausola non è, invece, prevista il cliente, come accennato, ha il diritto di pretendere l’estinzione del conto e, in tal caso, il pagamento delle rate del finanziamento potrà avvenire chiedendo di ricevere dei bollettini di pagamento o con addebito sul conto acceso presso un’altra banca o, ancora, per contanti allo sportello. Attenzione però: se la rata dovesse essere superiore ai limiti dello scambio di contanti previsto dalla legge (che, dal 2020, è pari a 2mila euro), il versamento dovrà avvenire in modalità tracciabile.

Nell’ipotesi in cui il cliente voglia addebitare la rata del mutuo sul conto acceso presso un’altra banca potrà farlo tramite Rid. Per «Rid bancario» (rapporto interbancario diretto) si intende quella forma di pagamento mediante la quale il cliente ordina alla banca un addebito automatico sul proprio conto corrente. Più precisamente, esso si attua mediante una delega del correntista a favore della banca, la quale si obbliga a effettuare tempestivamente tutti i pagamenti a carico del proprio cliente. Tramite tale mezzo di pagamento, si può quindi disporre il prelevamento automatico per provvedere al saldo, per esempio, delle utenze domestiche (bollette di acqua, luce, gas, telefono), ma anche per il pagamento mensile della rata del mutuo.

Insomma, è assolutamente lecito avere il mutuo con una banca e il conto corrente con un’altra salvo, però, che il cliente non abbia già sottoscritto un vincolo con il contratto di finanziamento. 

Ricordiamo che il decreto Salva-Italia del 2012 ha qualificato come scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario  finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca. Quindi, il mutuatario può ben chiedere un’assicurazione presso una diversa compagnia che non sia quella suggerita dall’istituto mutuante. 



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1 Commento

  1. Buongiorno. La banca può rifiutare di erogare i bollettini postali imponendo di fornire un nuovo iban per domiciliare il mutuo? Grazie

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