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Le spese di istruzione detraibili

24 Gennaio 2020 | Autore: Marina Moretti
Le spese di istruzione detraibili

La detrazione delle spese scolastiche: dalla tassa di iscrizione alla mensa. 

Ogni anno, le famiglie con figli in età scolastica devono sostenere molte spese legate all’istruzione: dall’acquisto del materiale didattico (libri, quaderni, cancelleria, supporti informatici) ai corsi extracurricolari (ad esempio, laboratori di teatro e di musica, corsi di lingua straniera) dalla mensa alle gite culturali. Alcune spese relative alla scuola, però, possono essere detratte con la dichiarazione dei redditi.

In questo articolo, ti spiegherò nel dettaglio quali sono le spese di istruzione detraibili e come si ottengono i benefici fiscali.

Cosa sono le spese detraibili?

Devi sapere che il Fisco permette ai contribuenti di ottenere delle agevolazioni sull’imposta Irpef per alcune tipologie di spese di particolare rilevanza sociale sostenute nel corso dell’anno.

Tali spese si dividono in:

  • deducibili, ossia quelle spese che permettono di abbassare il reddito e, quindi, l’imposta dovuta. Si pensi, ad esempio, agli assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato, al riscatto degli anni di laurea, ai contributi previdenziali e assistenziali ecc.;
  • detraibili, ossia le spese che possono essere sottratte dall’imposta da pagare: ad esempio, le spese di istruzione, le spese per attività sportive praticate da ragazzi minorenni, le spese sanitarie (per un importo superiore a 129,11 euro ecc.

Pertanto, le spese detraibili sono quelle che il contribuente può scaricare ogni anno dalle tasse presentando, a seconda della tipologia di lavoratore e pensionato, il modello 730 o il modello unico.

Le spese di istruzione detraibili

Le spese di istruzione che possono essere detratte riguardano la frequenza di:

  • asili nido: per bambini di età compresa tra 3 mesi e i 3 anni;
  • scuola primaria frequentata da bambini che abbiano un’età compresa fra i 3 e i 5 anni (compiuti entro il 31 dicembre);
  • scuole elementari;
  • scuole medie;
  • scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici e professionali);
  • conservatori di musica e istituti musicali pareggiati: in tal caso, la detrazione è ammessa soltanto per corsi istituiti in data antecedente al 2005. Per quelli istituiti successivamente, bisognerà far riferimento alle istruzioni per la detrazione delle spese universitarie;
  • università pubbliche e private, compresi i corsi di specializzazione: è possibile detrarre anche le spese sostenute per i test d’ingresso (si pensi alla facoltà di medicina);
  • dottorato di ricerca, master e corsi di perfezionamento;
  • accademie di Belle Arti, a condizione che il tipo di corso frequentato sia equiparabile ad un corso di laurea (di primo o secondo livello) ovvero ad un corso di perfezionamento, specializzazione ecc.

Nello specifico, le spese di istruzione detraibili riguardano:

  • la tassa di frequenza scolastica;
  • la tassa di istruzione;
  • i contributi volontari per la frequenza scolastica: si pensi ad esempio ai corsi di lingue, teatro, musica tenuti anche fuori dall’orario scolastico e senza obbligo di frequenza;
  • le gite scolastiche;
  • l’assicurazione scolastica;
  • i servizi scolastici integrativi, purché strettamente legate alla frequenza scolastica come ad esempio l’assistenza al pasto;
  • mensa scolastica, sia se effettuata dalla scuola, dal Comune o da società terze.

Chi può detrarre le spese di istruzione?

Il contribuente, nella dichiarazione dei redditi, può scaricare le spese di istruzione sostenute nel corso dell’anno per sé o per i familiari fiscalmente a carico, ossia i soggetti che non possiedono redditi superiori ad euro 2.840,51. Detto limite sale a 4 mila euro per figli fino a 24 anni. Le detrazioni per i familiari a carico, invece, non spettato per redditi complessivi superiori a 95 mila euro.

Le spese di istruzione detraibili: limiti e importi

Le spese di istruzione sono detraibili dall’imposta sul reddito nella misura del 19% della spesa totale. Esiste, tuttavia, un limite massimo dei costi sostenuti che varia in base alla tipologia di scuola frequentata da ciascun figlio:

  • asilo nido: il limite massimo dell’importo è di 632 euro per ciascun figlio. Pertanto, applicando il 19% su 632 si ottiene una detrazione di 120,08 euro per ciascun figlio iscritto (anche adottati o affidati);
  • scuola materna, elementare, media e superiore:  il tetto massimo di spesa è di 800 euro per alunno/studente con una detrazione del 19%, pari a 152,00 euro;
  • corsi di laurea, dottorati di ricerca e i master universitari di 1 e 2 livello: la detrazione, nella misura del 19%, è calcolata sull’intera spesa sostenuta se l’università è statale; per l’iscrizione ad un’università non statale, invece, le spese detraibili non possono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca). Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresi quelli fuori corso. In particolare, i tetti massimi di spesa sono stabiliti in base all’area disciplinare dell’università e alla regione in cui ha sede l’università: ad esempio, per la facoltà di medicina frequentata presso l’università non statale di Milano o Torino l’importo massimo detraibile è di 3700 euro; mentre per la facoltà di giurisprudenza frequentata presso l’università non statale di Palermo l’importo massimo detraibile è di 1500 euro;
  • licei musicali e conservatori: è previsto un bonus per l’acquisto di uno strumento musicale. In tal caso, è possibile detrarre il 65% del prezzo finale per un massimo di spesa pari a 2500 euro.

Quali spese di istruzione non sono detraibili?

Non possono essere detratte le spese di istruzione relative a:

  • materiale di cancelleria;
  • acquisto dei libri di testo;
  • acquisto di zaini e cartelle;
  • servizio di trasporto scolastico (pulmino o scuola bus).

Tuttavia, è ammessa una detrazione pari al 50% per la spesa sostenuta per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, cioè bus, metro e treni entro il limite di 250 euro.

Dsa: si possono detrarre le spese?

Per le famiglie con figli (minorenni o maggiorenni) che presentano disturbi nell’apprendimento (ad esempio la dislessia, la disgrafia ecc.) è prevista una detrazione del 19% per l’acquisto di strumenti didattici o sussidi tecnici ed informatici compensativi necessari per aiutare i ragazzi nello studio. Questa agevolazione non prevede alcun tetto massimo di spesa ed è valida fino al completamento della scuola superiore. Ovviamente, è necessario presentare la documentazione che attesti il Dsa, ossia il disturbo specifico dell’apprendimento diagnosticato e quindi il certificato medico e la fattura, o lo scontrino fiscale, con l’indicazione della spesa sostenuta per l’acquisto dei dispositivi di supporto.

Gli strumenti che possono essere acquistati per agevolare lo studio di soggetti affetti da Dsa sono:

  • la calcolatrice;
  • la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • il registratore;
  • i programmi di video scrittura con correttore ortografico;
  • le mappe concettuali.

Studenti universitari fuori sede: quale detrazione?

Gli studenti fuorisede, ossia coloro che studiano in una città, provincia o regione diversa da quella di appartenenza, devono sostenere, oltre alle spese di iscrizione, anche quelle per l’affitto di un appartamento. Forse non sai che anche queste spese sono detraibili e vanno indicate nella dichiarazione dei redditi.

Le spese dell’affitto per studenti fuori sede sono detraibili nella misura del 19% fino a un massimo di 2.633 euro l’anno. Per dimostrare tali spese occorre che:

  • il contratto di locazione sia stato opportunatamente registrato;
  • l’università alla quale lo studente è iscritto si trovi ad almeno 100 km rispetto al comune di residenza oppure a 50 km se si vive in una località montana o disagiata.

Come si documentano le spese di istruzione?

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali devi aver sostenuto le spese di istruzione nel corso dell’anno per il quale presenti la dichiarazione dei redditi. In pratica, nella dichiarazione dei redditi 2020 riporterai le spese per la scuola che hai sostenuto fino al 31 dicembre 2019; invece quelle effettuate dall’1 gennaio 2020 in poi dovrai riportarle nella dichiarazione dei redditi del 2021.

Generalmente, per documentare le spese detraibili occorre conservare tutte le fatture, le ricevute, i bonifici, gli scontrini fiscali originali che vengono rilasciati al contribuente dal fornitore dei servizi, ossia da chi ha percepito le somme. Tale documentazione, infatti, potrà essere richiesta in qualunque momento – entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata – dall’Agenzia delle Entrate.

Nel caso di spese relative all’istruzione o al servizio di mensa scolastica, sarà necessario conservare il bollettino postale o il bonifico bancario contenente i seguenti dati:

  • beneficiario dell’importo;
  • causale del versamento: ad esempio “servizio mensa scolastica”;
  • scuola frequentata e nome dell’alunno.

Qualora il pagamento sia avvenuto con altre modalità (ad esempio, bancomat, contanti, buoni pasto) la spesa sarà documentata da un’attestazione del soggetto che ha ricevuto il pagamento, nella quale dovranno essere indicati l’anno, l’importo totale della spesa e i dati dell’alunno.

Per le gite scolastiche, invece, occorre distinguere:

  • se il pagamento è stato effettuato nei riguardi di soggetti terzi (ad esempio l’agenzia di viaggi), la scuola deve attestare la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente;
  • se il pagamento è cumulativo, cioè si riferisce a più alunni o studenti, l’istituto scolastico deve presentare un’attestazione dalla quale risultino i dati di ciascun alunno.

Spese di istruzione detraibili: come compilare il modello 730

Puoi richiedere la detrazione per le spese scolastiche nel modello 730, ossia il modello per la dichiarazione dei redditi destinato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.

Nel modello 730 dovrai indicare le spese di istruzione sostenute nel corso dell’anno nell’apposito quadro E, sezione I, utilizzando i righi che vanno da E8 a E10 e indicando nella casella “codice spesa” il codice “12”.

Se hai dubbi puoi sempre rivolgerti ad un Caf oppure al tuo commercialista che saprà aiutarti nella compilazione.



Di Marina Moretti


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