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Certificato Anamnestico della patente: cos’è e a cosa serve

31 Dicembre 2019 | Autore:
Certificato Anamnestico della patente: cos’è e a cosa serve

Il conseguimento della patente di guida o il rinnovo, richiedono un’apposita visita medica e il rilascio di un certificato anamnestico.

Per potere condurre su strada un veicolo il guidatore deve essere in possesso della patente. Deve, cioè, avere ottenuto una specifica autorizzazione da parte della Motorizzazione civile senza la quale non può mettersi alla guida del mezzo.

La patente ha una durata limitata nel tempo e pertanto, alla scadenza va rinnovata. Sia nel caso del conseguimento della patente sia in quello del rinnovo, è obbligatorio presentare una determinata documentazione nella quale è ricompreso un certificato medico ad hoc. Più precisamente, si tratta del certificato anamnestico della patente [1]. Cos’è e a cosa serve quest’ultimo è, pertanto, un argomento che interessa i soggetti che si devono patentare e quelli che devono effettuare il rinnovo dell’autorizzazione già in loro possesso. Il suo nome, in verità un po’ difficile da ricordare, deriva da “anamnesi”, una parola che indica la storia clinica del paziente ovvero le malattie che ha avuto, le patologie di cui soffre, le operazioni ha subìto, ecc. Infatti, tale tipo di documento serve ad attestare le condizioni o meglio l’idoneità psicofisica di chi conduce un qualsiasi veicolo. In altri termini, serve a garantire che il guidatore non faccia uso di droghe o abuso di alcol e non abbia patologie che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza propria e quella degli altri utenti della strada. Vediamo allora, nello specifico, in cosa consiste il certificato anamnestico, in che modo è possibile ottenerlo e quanto costa.

Cos’è il certificato anamnestico

In generale, il certificato anamnestico è un particolare certificato medico che contiene una dichiarazione sullo stato di salute o di malattia del soggetto che lo ha richiesto. In Italia, tale tipo di certificato è richiesto obbligatoriamente ogni volta in cui è necessario attestare che l’individuo non presenta condizioni fisiologiche o patologiche per le quali non è in grado di svolgere determinate attività o impieghi lavorativi, stabiliti dalla legge, come ad esempio nel caso in cui si voglia svolgere la professione di tassista.

Inoltre, i certificati anamnestici sono richiesti per il rilascio o rinnovo della patente di guida e della patente nautica e per il rilascio del porto d’armi sia per uso venatorio (fucile per la caccia) che per uso di difesa personale.

Qual è il contenuto del certificato anamnestico

Le informazioni che si trovano riportate nel certificato anamnestico sono:

  1. i dati e le generalità del paziente, cioè il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale, il luogo e l’indirizzo di residenza;
  2. l’oggetto della certificazione, ossia perché il certificato anamnestico deve essere rilasciato. Ad esempio, per il certificato anamnestico della patente va riportata una dicitura di questo tipo: “Certificato anamnestico preliminare per il successivo accertamento delle condizioni psicofisiche per il conseguimento della patente di guida, ai sensi dell’art. 119, comma 3, del D. Lgs. n. 285/92 come modificato dalla Legge n. 120/2010”.
  3. la presenza attuale e pregressa o l’assenza di condizioni morbose che possono costituire un pericolo e/o possono incidere sull’idoneità psicofisica del soggetto che ha richiesto il certificato.

Più precisamente, vanno indicate:

  • le patologie dell’apparato circolatorio;
  • le patologie dell’apparato respiratorio;
  • le patologie emopoietiche e del sangue (ad esempio, leucemia, linfomi, sindromi emofiliche, ecc.);
  • le patologie del sistema nervoso come, ad esempio, l’epilessia;
  • i disturbi psichiatrici ed eventuali trattamenti – pregressi o in corso – all’interno di strutture psichiatriche e/o con psicofarmaci;
  • le patologie endocrine;
  • il diabete;
  • le patologie dei reni e delle vie urinarie (ad esempio, insufficienza renale);
  • i disturbi e le alterazioni dell’apparato uditivo;
  • i disturbi e le alterazioni dell’apparato visivo;
  • le alterazioni anatomiche o funzionali dell’apparato osteoarticolare;
  • le patologie oncologiche;
  • le malattie contagiose;
  • la presenza di protesi, di cui va specificata la tipologia;
  • la presenza di invalidità civile, della quale occorre riportare il tipo e la percentuale;
  • l’esecuzione di trapianti d’organo;
  • la presenza di condizioni di dipendenza da sostanze soggette ad abuso come alcol, sostanze stupefacenti o psicotrope e l’eventuale trattamento presso il Sert (Servizio per le tossicodipendenze).
  • i dati del medico e, quindi, il nome ed il cognome, la qualifica, la struttura sanitaria di appartenenza, il luogo e la data di rilascio del certificato anamnestico, il timbro e la firma del professionista.

Perché viene richiesto il certificato anamnestico della patente

Il certificato anamnestico è richiesto nell’ipotesi specifica del rilascio o del rinnovo della patente in quanto sono diverse le patologie che possono costituire un rischio per la guida.

Si pensi, ad esempio, al diabete mellito, ad eventuali problemi della vista o dell’udito o anche alla dipendenza da alcol e droghe.

In presenza di una di queste patologie o di una di quelle già sopra elencate, è il medico accertatore che deve stabilire, caso per caso, se le stesse possono in qualche modo compromettere la sicurezza del soggetto richiedente il certificato o di altri, quando questi si trova alla guida.

Come si ottiene il rilascio del certificato anamnestico della patente

Il rilascio del certificato anamnestico della patente avviene dopo che il soggetto che lo ha richiesto, è stato sottoposto a visita medica da parte:

  • del proprio medico curante;
  • ovvero di un medico legale dell’Asl (Azienda sanitaria locale) competente in base al luogo di residenza del soggetto;
  • o anche di un medico abilitato del ministero della Salute oltre che da parte dei medici in servizio presso le unità territoriali degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera – Usmaf, dei medici militari, della polizia di Stato, dei vigili del fuoco o degli ispettori medici delle Ferrovie dello Stato.

Durante la visita, il medico deve accertare che il soggetto non faccia uso di droghe o abuso di alcol e che non sia affetto da patologie particolari. Tale accertamento può avvenire mediante una constatazione diretta. Infatti, in alcuni casi, al professionista può bastare anche una semplice osservazione. In altri casi, invece, il medico può richiedere specifici referti od accertamenti clinico-tossicologici (esami del sangue, esami delle urine, esame tricologico, ecc.).

Come si richiede il certificato anamnestico della patente

Quando la richiesta per il rilascio del certificato anamnestico della patente è rivolta al medico legale dell’Asl o ad un medico abilitato dal Ministero della Salute, bisogna compilare un apposito modulo.

Detto modulo è disponibile presso gli uffici ai quali ci si rivolge oppure si può scaricare dal sito del ministero della Salute, nell’apposita sezione “moduli e servizi online”.

Qual è la documentazione da presentare per il certificato anamnestico

La documentazione per ottenere il rilascio del certificato anamnestico della patente è la seguente:

  • un documento di riconoscimento in corso di validità;
  • i dati anagrafici e anamnestici del richiedente e la tipologia di patente da conseguire;
  • l’autorizzazione al trattamento dei dati personali;
  • un certificato anamnestico redatto dal medico di famiglia non più vecchio di tre mesi (solo in caso di rilascio patente o di primo rinnovo);
  • tre fotografie (solo in caso di rilascio della patente).

La documentazione può essere consegnata di persona all’indirizzo Usmaf – Sasn (Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile) dell’unità territoriale in cui si richiede il servizio.

Qual è la validità e la scadenza del certificato anamnestico

I requisiti richiesti per la validità del certificato anamnestico della patente sono:

  • il nome e il cognome del medico;
  • la qualifica e la struttura sanitaria di appartenenza;
  • i dati personali del paziente;
  • l’oggetto della certificazione;
  • il luogo e la data di rilascio;
  • la firma del medico.

Il certificato deve riportare tutte le notizie riguardanti il passato patologico e fisiologico, anche quelle di tipo ereditario, del soggetto visitato. Inoltre, deve essere redatto in maniera chiara, adoperando una terminologia comprensibile e coerente.

Per la sua completa validità non deve contenere alcun tipo di correzione o abrasione ed ogni singola voce deve risultare pienamente leggibile.

Se previsto dalla legge, il certificato deve essere compilato su una modulistica specifica ed eventualmente va accompagnato da altri documenti necessari ad attestare l’idoneità del richiedente.

Il certificato anamnestico della patente ha una durata limitata. E’ possibile utilizzarlo nell’arco di tre mesi dalla data di rilascio.

Quanto costa il rilascio del certificato anamnestico della patente

Il certificato anamnestico della patente ha costi variabili in base a chi lo rilascia.

Per quanto riguarda il proprio medico curante poiché si tratta di una prestazione medica non compresa nella convenzione tra i medici di base ed il Servizio sanitario nazionale, è soggetta a libera tariffazione.

In genere, la tariffa tabellata dall’Ordine dei medici di appartenenza varia tra i 50 ed i 100 euro. Pertanto, sarebbe opportuno, al momento della prenotazione della visita, farsi dire il costo.

Se il prezzo è troppo elevato, conviene rivolgersi ai medici dell’Asl oppure ad uno di quelli abilitati dal ministero della Salute. Nel primo caso, il costo varia da Regione a Regione, potendo essere ricompreso tra i 20 e i 30 euro ai quali vanno aggiunti 16 euro per la marca da bollo da apporre sul documento più il costo della certificazione del medico di famiglia in caso di rilascio della patente o di primo rinnovo.

Se, invece, ci si rivolge a uno dei medici abilitati dal ministero della Salute, bisogna versare 30 euro sul conto corrente dell’ufficio Usmaf che effettua la prestazione.

In caso di rinnovo vanno versati anche:

  • 10,20 euro sul c/c postale n. 9001, intestato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • 16 euro sul c/c postale n. 4028, intestato al Dipartimento dei trasporti terrestri.

note

[1] L. n. 120/2010.


3 Commenti

  1. E giusto fare gli accertamenti per chi quida , ma e esagerato tutte queste visite , io che gia guido da 35 anni senza mai fare incidente, devo spendere una cifra per avere rinnovato un permesso di guida , almeno delle spese si fa carico l’asl , sarebbe meglio non peserebbe su di me tutte quelle spese per il rinnovo della patente .
    chiedo a chi di competenza di rivedere un’attimo questa esagerazione e spreco di denaro , non e un lusso avere la patente , ma credo che sia un’abuso

    1. Questo, ovviamente, riferito agli italiani onesti che non hanno mai avuto incidenti negli ultimi 45 anni di guida. Per coloro i quali girano senza patente, senza assicurazione e che hanno più di qualche omicidio stradale, non è necessario alcunché. Questi sono a livello NASA.

  2. E giusto che chi deve fare la patente o che la deve rinnovare si sottopone a degli esami ematici, ma non si dovrebbe pagare il professionista che rilascia il certificato , e tutti gli esami richiesti per legge.

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