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Allergie della pelle: come riconoscerle

24 Gennaio 2020 | Autore:
Allergie della pelle: come riconoscerle

Quali sono le più comuni allergie cutanee? Dermatite da contatto, dermatite atopica e orticaria: quali sono i sintomi e le cause. Come denunciare la malattia professionale? Quando è possibile assentarsi dal lavoro per dermatite atopica?

La prevenzione delle malattie, specialmente quelle ad alto interesse sociale, è un argomento sempre attuale. Le allergie della pelle colpiscono una percentuale sempre più alta della popolazione. Un tipo di eczema molto diffuso è la dermatite da contatto, eczema che insorge perché la pelle entra, appunto, in contatto con sostanze irritanti, soprattutto durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. In particolare, sono soggetti all’eczema: i barbieri, i muratori (cemento), gli agricoltori, i parrucchieri, il personale di pulizia, i panettieri, i tipografi e coloro che lavorano nelle industrie chimiche. Se desideri avere maggiori informazioni sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo; ti parlerò delle allergie della pelle: come riconoscerle. Ma procediamo con ordine e facciamo alcune importanti premesse.

Cos’è l’epidermide? E’ lo strato epiteliale che riveste esternamente la superficie del corpo. Se vogliamo descrivere l’epidermide con rigorosa esattezza, dovremmo dire che è un epitelio pluristratificato, costituito da due stipiti cellulari: il cheratinocita e il melanocita. Ma scendiamo dall’Olimpo scientifico e cerchiamo di analizzare le allergie cutanee adottando un linguaggio comprensibile a tutti.

L’epidermide: cos’è?

E’ una barriera protettiva da epitelio pluristratificato, in cui le cellule dei piani più superficiali hanno subìto una trasformazione cornea, mentre quelle dei piani più profondi sono dotate di capacità proliferativa. In tutta l’estensione della cute, è possibile distinguere due strati:

  • quello profondo, detto strato basale o germinativo;
  • quello superficiale, chiamato strato corneo.

Tra questi due strati sono presenti, dal basso verso l’alto:

  • lo strato spinoso o malpighiano;
  • lo strato granuloso;
  • lo strato lucido.

Una particolare formazione fibrillare (giunzione dermoepidermica o membrana basale) consente all’epidermide di aderire al derma e permette gli scambi nutritivi e metabolici dermoepidermici.

Cos’è il derma?

Il derma è una lamina di tessuto connettivo situata al di sotto dell’epidermide. Il derma è suddiviso in tre porzioni:

  • derma papillare;
  • derma medio;
  • derma profondo;

che si distinguono tra loro in base a una diversa presenza delle formazioni fibrillari (fibre collagene, reticolari ed elastiche).

Quali sono le funzioni della pelle?

La cute è una barriera tra l’organismo e il mondo esterno. Molte sostanze che provengono dall’interno dell’organismo vengono allontanate attraverso la pelle. Si sa, con il sudore si eliminano i residui metabolici, specialmente l’urea. La barriera è insuperabile, infatti, quando si fa il bagno, la pelle impedisce all’acqua di penetrare nel corpo.

Tuttavia, la pelle non è completamente impermeabile. Ci sono prodotti che, disciogliendosi nei grassi presenti sulla superficie cutanea, sono in grado di attraversare la barriera epidermica. Il pericolo dell’assorbimento cutaneo è che possa provocare reazioni da ipersensibilizzazione: alcune sostanze, attraversando l’epidermide, possono produrre effetti disastrosi per l’organismo.

Quali sono le manifestazioni allergiche della cute?

A seguire ti parlerò dei diversi tipi di allergie cutanee: orticaria, dermatite allergica da contatto; dermatite atopica.

Orticaria

L’orticaria è una malattia frequente, è una tumefazione circoscritta degli strati superficiali della cute. Le lesioni tendono ad essere molto pruriginose, ben marcate e, raramente, persistono oltre le 13 ore.

L’orticaria è caratterizzata dal gonfiore e dall’arrossamento locale nel derma e dalla presenza di aree di eritema ed edema circoscritte, multiple, di grandezza variabile, generalmente molto pruriginose. L’orticaria è provocata dall’ingresso dell’allergene in aree specifiche della cute a cui seguono reazioni circoscritte, locali.

L’orticaria può manifestarsi isolatamente o accompagnata da angioedema. L’angioedema è un rigonfiamento diffuso del tessuto sottocutaneo lasso, nel dorso delle mani e dei piedi, nelle palpebre, nelle labbra, nei genitali e nelle membrane mucose.

Quando può verificarsi l’orticaria? Quando vengono consumate, iniettate, inalate o toccate alcune sostanze chimiche presenti nell’ambiente circostante, negli insetti, nelle piante, negli alimenti, nei farmaci o altrove. In alcuni individui, il sistema immunitario reagisce eccessivamente alle sostanze chimiche (stimolanti o allergeni) e può verificarsi una reazione allergica. Tuttavia, l’orticaria non è sempre dovuta a una reazione allergica. Lo stress emotivo e alcune condizioni fisiche possono causare l’orticaria. Distinguiamo l’orticaria in: orticaria acuta e orticaria cronica.

L’orticaria acuta dura meno di 6 settimane ed è causata da:

  • reazioni allergiche: scatenate da alcuni alimenti: specialmente uova, pesce, molluschi, noci, frutta o punture di insetti;
  • reazioni non allergiche che includono le infezioni, alcuni farmaci, stimoli fisici (ad esempio, la pressione o il freddo) e alcuni additivi presenti negli alimenti.

L’orticaria cronica si protrae oltre le 6 settimane ed è dovuta a:

  • condizioni non identificate (idiopatiche);
  • disturbi autoimmuni.

Orticaria: i segnali d’allarme

Tra i sintomi occorre annoverare: febbre; linfonodi gonfi; ittero; brividi; perdita di peso e altri sintomi di un disturbo dell’intero organismo (sistemico); respirazione difficile, inclusi i sibili; gonfiore del viso, delle labbra, della gola, della lingua o delle vie aeree (angioedema); dolori alle articolazioni; sensazione di debolezza o stordimento; sudori notturni; vomito, dolore addominale o diarrea.

Dermatite da contatto

Le dermatiti da contatto sono tra le patologie più diffuse nelle società industrializzate. L’impiego di materiali sintetici hanno moltiplicato le occasioni di contatti sensibilizzanti. Non solo gli operai, gli artigiani, i tecnici, ma anche gli impiegati, le casalinghe ne sono sempre più colpiti.

La forma più comune di dermatite da contatto si manifesta con una reazione di ipersensibilità ritardata, distinta cioè da quella immediata che caratterizza l’orticaria.

Quali sono le cause di dermatite allergica da contatto?

Tutto ciò con cui si viene a contatto nel lavoro, negli svaghi, nella vita quotidiana, può provocare sensibilizzazione in maggiore o in minore misura nei soggetti predisposti.

Tra i possibili agenti sensibilizzanti rientrano: i capi di abbigliamento (tessuti di originale animale, vegetale o sintetica, pellicce, cuoio, tinture e altri trattamenti speciali); i fiori, le piante e i loro frutti, le foglie.

La dermatite da contatto industriale è associata all’esposizione a: cromato, nichel, vernice, varie resine, antiossidanti. Tra le cause di dermatite allergica da contatto non industriale troviamo: gioielli; cosmetici; sostanze terapeutiche con cui possono venire a contatto i pazienti, il personale sanitario o i lavoratori addetti alla loro produzione.

Nella fase acuta, la dermatite da contatto è caratterizzata da eritema, edema e vescicolazione. Nella fase cronica, possono presentarsi delle croste. I sintomi più comuni sono prurito e senso di bruciore.

Localizzazione della dermatite da contatto

Gli arti superiori rappresentano una sede di elezione della dermatite da contatto e, soprattutto, delle forme di natura professionale. Le lesioni possono essere localizzate unicamente sulla superficie dorsale delle dita e nelle pieghe interdigitali, ma si riscontrano anche con una certa facilità sulla faccia dorsale delle mani e sulla faccia anteriore del polso, dove la pelle è più delicata. Le lesioni possono diffondersi a distanza, interessare il viso, il collo, le zone genitali, le pieghe di flessione delle articolazioni.

Negli eczemi da contatto, l’aggressione caustica di certe sostanze compromette gravemente le condizioni della pelle. L’alcalinizzazione (detersivi, cemento, saponi) e l’azione sgrassante dei solventi distruggono lo strato lipido acido della pelle favorendo la sensibilizzazione allergica.

Dermatite da cemento

L’eczema dei muratori si manifesta soltanto per contatto con cemento bagnato; è dovuto alle proprietà alcaline del cemento e alla sensibilizzazione ai sali di cromo che esso contiene. I primi sintomi che si manifestano sono prurito, eritema, edema, a cui segue uno stato di vescicolazione ed essudazione sierosa, poi uno stato desquamativo crostoso, a volte ragadiforme. Quando l’affezione presenta l’aspetto dell’eczema prurigo, allora viene detta “scabbia da cemento”.

Eczema degli operai dell’industria

Le allergie cutanee sono provocate principalmente dai solventi: tricloroetilene, idrocarburi benzenici; altre volte, sono dovute all’uso di resine epossidiche e dei loro indurenti. Nelle operazioni di galvanoplastica (ricopertura di superfici non metalliche con strati metallici), gli eczemi sono dovuti all’acido cromico o al solfato di nichel. La formalina e il fenolo sono irritanti primari e agenti sensibilizzanti e, perciò, i lavoratori di industrie chimiche e tessili, in cui si producono o utilizzano formaldeide o resine fenolformaldeidiche vanno incontro a eczemi professionali.

Eczema degli agricoltori

I lavoratori che operano nel settore agricolo sono esposti all’azione sensibilizzante di sostanze diverse contenute principalmente nei fertilizzanti e negli insetticidi.

Inoltre, la causa dell’eczema è rappresentata da alcune piante: oltre al contatto con l’agente vegetale, è necessaria anche l’esposizione alla luce solare (la fotosensibilizzazione aggiuntiva fa sì che la cute si sensibilizzi).

Eczema dei parrucchieri

I cosmetici e i solventi sono responsabili dei casi di sensibilizzazione.

Eczema dei panettieri

L’eczema è dovuto alla sensibilizzazione al persolfato di ammonio usato come sbiancante delle farine.

Dermatite atopica

La dermatite atopica è un’infiammazione improvvisa della pelle che si presenta con la formazione di cute secca e pruriginosa e di chiazze rosse con vescicole, abrasioni, crosticine con un aspetto simile all’eczema. In alcuni soggetti, la dermatite atopica è associata all’asma, all’orticaria o alla rinite allergica.

In genere, la dermatite atopica colpisce: le mani; i polsi; le caviglie; il viso; il collo; il torace; i piedi; la piega interna del gomito e quella posteriore delle ginocchia. Può anche comparire intorno agli occhi.

Le cause della dermatite atopica non sono note, ma gli esperti ritengono che ci sia una componente ereditaria.

Malattia professionale: cosa dice la legge?

Sono numerose le malattie professionali di natura dermatologica che colpiscono i lavoratori. Le sostanze chimiche in grado di sensibilizzare e portare ad un’allergia della pelle sono sempre più numerose e vengono a contatto con la cute non solo negli ambienti di lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Cos’è la malattia professionale?

La malattia professionale è quella patologia che il lavoratore contrae nell’esercizio delle mansioni svolte durante l’attività lavorativa. Cosa può fare il lavoratore in caso di malattia provocata a seguito dello svolgimento delle sue mansioni o dall’esposizione ad agenti nocivi per la sua salute sul posto di lavoro?

Quando il lavoratore ritiene di aver contratto una malattia professionale, deve rivolgersi al medico curante per ottenere il certificato medico. Il sanitario dovrà fare una visita approfondita, al termine della quale rilascerà, qualora dovesse riscontrarne i presupposti, la certificazione medica di malattia professionale.

Entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia professionale, il lavoratore dovrà denunciare la patologia al datore di lavoro. La denuncia tardiva causa la decadenza del diritto all’indennizzo per il tempo che precede la denuncia.

Dermatite atopica: è possibile assentarsi dal lavoro per malattia?

Se a causa dell’intenso prurito dovuto alla dermatite atopica, il lavoratore ha difficoltà a svolgere le sue mansioni, dopo aver avvertito l’azienda dell’assenza, deve sottoporsi a una visita medica recandosi dal proprio medico di fiducia.

A seguito degli opportuni accertamenti sanitari, il medico potrà stabilire se la gravità dei fastidi del paziente è tale da essere incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa: in caso positivo, assegnerà al lavoratore le giornate di riposo necessarie.

Poi, il medico trasmette telematicamente all’Inps il certificato di malattia, in cui saranno indicate la diagnosi e la prognosi. Dopodiché, lavoratore dovrà fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato inviato all’Inps.

Il dipendente con dermatite atopica, come in tutti i casi di assenza per malattia, è tenuto alla reperibilità durante le fasce orarie previste per la visita fiscale del medico dell’Inps, vale a dire:

  • dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00 (per i dipendenti pubblici);
  • dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 (per i lavoratori dipendenti di aziende del settore privato).

note

Autore immagine: 123rf com.


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