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Chi paga la multa non può più impugnarla con ricorso al giudice o al prefetto

10 Ottobre 2013
Chi paga la multa non può più impugnarla con ricorso al giudice o al prefetto

Chi decide di pagare la multa nei termini non può più, in un momento successivo, proporre opposizione al giudice di pace contro il verbale.

 

In generale, contro il verbale di contestazione di violazione del Codice della strada è possibile presentare ricorso al prefetto entro 60 giorni o, in alternativa, al giudice di pace entro 30 giorni: si tratta di termini perentori, decorsi i quali il ricorso non è più possibile.

Se però tali termini non sono ancora decorsi e tuttavia il multato ha effettuato il pagamento della sanzione, non è più possibile ricorrere al giudice di pace o al prefetto.

Il codice della strada, infatti, stabilisce [1] che, una volta effettuato il pagamento in misura ridotta, non si può più impugnare l’accertamento della violazione in sede amministrativa o giurisdizionale.

Il pagamento immediato, infatti, rientra nella cosiddetta oblazione; quest’ultima è offerta  al contravventore proprio per evitare il moltiplicarsi di ricorsi sia amministrativi che giurisdizionali. In altre parole, in questo modo lo Stato concede al cittadino di estinguere la specifica controversia con il versamento di una somma di danaro, precludendogli però la possibilità di successiva contestazione in ordine ai presupposti ed alle condizioni d’applicazione delle sanzioni [2].

In tal senso, si è espressa più volte anche la Corte di cassazione, ritenendo che si tratta di una facoltà d’oblazione concessa dalla legge, con funzione ed effetto di chiudere immediatamente e definitivamente il rapporto tra contravventore ed Amministrazione in ordine alle conseguenze sanzionatorie delle violazioni rilevate [3].

A questo punto, conviene utilizzare il nuovo strumento concesso dal Decreto del Fare [4] che garantisce uno sconto del 30% sulle contravvenzioni pagate entro 5 giorni dalla comunicazione (leggi l’articolo: Multe: se paghi entro 5 giorni, hai uno sconto del 30%”).


note

[1] Artt. 203 e 204 bis Cod. Str.

[2] C. Cost. sent. n.350 del 25.07.1994.

[3] Cass. sent. n. 114276 del 18.06.2009.

[4] DL 69/13.


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