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Legge COPPA

1 Gennaio 2020 | Autore:
Legge COPPA

YouTube: divieto di annunci pubblicitari mirati per bambini. Come funzionerà d’ora in avanti YouTube? Cosa prevede la legge COPPA e cosa succede a chi la viola?

Internet non è soltanto una preziosa fonte di informazioni, ma anche uno strumento che ha consentito a tante persone di poter lavorare impiegando le proprie capacità in attività che prima erano inimmaginabili: pensa ai tanti youtubers oppure alle testate giornalistiche online che, grazie alla diffusione capillare della rete, hanno avuto successo raggiungendo milioni di italiani. Anche internet, però, deve essere soggetto alle leggi; una delle ultime rischia di generare una vera e propria rivoluzione: sto parlando della nota Legge COPPA.

Di cosa si tratta? La legge COPPA proviene direttamente dagli Stati Uniti e rischia di travolgere tutto il web a causa della propria portata per certi versi rivoluzionaria: al fine di tutelare gli utenti più piccoli, tale provvedimento impone delle limitazioni alla pubblicità diretta ai bambini. Ciò si ripercuote, ovviamente, sugli introiti di chi lavora in internet e guadagna solamente dalle pubblicità. Cosa prevede la legge COPPA? Quale sarà la sua portata sul mondo del web e, nello specifico, su Youtube? Se hai dieci minuti di tempo, prosegui nella lettura del presente articolo: scopriremo insieme di cosa tratta questa legge.

Legge COPPA: cos’è?

Iniziamo subito col dire che legge COPPA è un acronimo che sta per Children’s Online Privacy Protection Act (appunto, COPPA); tradotto in italiano, si tratta di un provvedimento di protezione della privacy online dei bambini.

I diretti destinatari della legge COPPA sono quindi i fanciulli, sebbene le conseguenze del provvedimento si ripercuotano sugli operatori di internet, soprattutto su coloro che supportano la propria attività mediante introiti derivanti da annunci pubblicitari diretti ai più piccoli. Vediamo perché.

Cosa prevede la legge COPPA?

Perché la Legge COPPA rischia di travolgere l’intero mondo di internet? Sostanzialmente, la legge COPPA vieta di pubblicare annunci personalizzati rivolti ai bambini. Ciò implica che la gran parte dei contenuti destinati a questi ultimi sarà demonetizzata. Ma non solo: anche la sezione commenti di questi video verrà chiusa, impedendo così ai creators di ricevere un feedback da parte del proprio pubblico.

La legge COPPA vieta il tracciamento degli utenti di età inferiore ai tredici anni. Google, la società che possiede Youtube, era stata infatti condannata a pagare una cospicua multa per aver violato questa legge consentendo la “targettizzazione” commerciale dei contenuti in maniera illegale. In altre parole, Youtube aveva raccolto i dati degli utenti under 13 in modo da poterli raggiungere con delle pubblicità mirate.

La Legge COPPA è dunque rivolta ai contenuti per bambini presenti sulla nota piattaforma di condivisione video Youtube; le modifiche verranno apportate nel modo in cui  vengono raccolti e utilizzati i dati per i contenuti destinati ai bambini su YouTube, in modo tale da vietare la raccolta dei dati di coloro che hanno meno di tredici anni, impedendo così la possibilità di creare delle pubblicità su misura.

In sintesi, la legge COPPA tutela i bambini ponendo alcuni limiti agli youtubers e, più in generale, a tutti coloro che creano contenuti (cosiddetti creators) destinati ai video sul web.

Quali sono le ragioni della legge COPPA?

Lo scopo della legge COPPA è quello di tutelare i più piccoli dai possibili adescamenti che avvengono sempre più di frequente in rete. Nonostante la possibilità di impostare strumenti di protezione come il parental control, le statistiche dimostrano come ancora oggi internet sia un luogo privilegiato di richiami ingannevoli, soprattutto per i più piccoli.

Disattivando la possibilità di postare commenti, si vuole scongiurare il rischio che malintenzionati possano utilizzare il web al solo fine di adescare minorenni per intenti poco leciti.

Legge COPPA: quali conseguenze su YouTube?

La legge COPPA, seppur statunitense, avrà impatto sull’intero web e, dunque, su tutto il mondo, o meglio su tutti coloro che sono interessati a YouTube, sia come fruitori che come creators o youtubers. Quali sono le possibili conseguenze della legge COPPA?

Come detto, la legge COPPA si propone come obiettivo quello di impedire a YouTube di raccogliere i dati degli utenti di età inferiore ai tredici anni, evitando così la possibilità che i più piccoli possano essere destinatari di pubblicità mirate e, più in generale, di condotte scorrette che possano trarre in inganno.

Esiste però un’altra faccia della medaglia: c’è il rischio che la legge COPPA impedisca la normale prosecuzione del lavoro che viene svolto oggi da tanti utenti che sono attivi su YouTube: infatti, ai creatori contenuti per bambini non verrà più consentito di monetizzare con la pubblicità; nei loro canali, saranno disattivati i commenti e le notifiche.

È chiaro che tutto ciò influirà pesantemente sulle entrate economiche di tali operatori della rete, i quali quasi sempre riescono a guadagnare grazie alle pubblicità e alla condivisione dei loro video, condivisione che è favorita anche dal numero di commenti (che, però, verranno disattivati).

YouTube: come identifica i contenuti per bambini?

Come ricordato più volte, la legge COPPA si rivolge a YouTube, il quale dunque dovrà d’ora in poi proibire determinati tipi di pubblicità rivolte ai minori. Come farà YouTube ad applicare questo divieto, considerando che gli youtubers con propri canali sono milioni in tutto il mondo?

Innanzitutto, è da qualche tempo che la piattaforma YouTube sta contattando via email i propri iscritti per chiedere di comunicare se i propri contenuti sono destinati ai bambini.

Tutti gli youtubers che creano contenuti destinati ai bambini sono stati contattati via e-mail chiedendo loro di confermare l’età media del proprio pubblico. Naturalmente, senza più monetizzazione né commenti, la motivazione a continuare a realizzare video sarà pressoché nulla.

Tutto ciò potrebbe comportare un danno rilevante per moltissimi giovani che hanno fatto di YouTube il proprio lavoro.

Ma non solo: per consentire di identificare e riconoscere i contenuti il sistema si serve dell’ausilio di particolari software in gradi di identificare autonomamente i video chiaramente destinati agli spettatori più giovani.

In altre parole, anche qualora gli youtubers non comunicassero i contenuti dei loro video, coloro che sono deputati al controllo sarebbero ugualmente in grado di risalire alla natura del canale YouTube mediante un software che analizza il contenuto dei video pubblicati e di ogni altro materiale.

Legge COPPA: quali canali YouTube penalizza?

È chiaro che la legge COPPA penalizza determinati contenuti presenti su YouTube: recensioni di giocattoli cartoni, i video-spacchettamento di bambole o figurine; numerosi gameplay video umoristici dedicati al pubblico più giovane; cartoni animati e altre rappresentazioni che hanno come protagonisti giocattoli, bambole o personaggi di fantasia.

Sia chiaro: tutti questi contenuti saranno ancora visualizzabili, ma privi di pubblicità mirate e della possibilità di commentare o di ricevere notifiche.

Legge COPPA: sarà la fine di molti youtubers?

In Italia, la legge COPPA dovrebbe trovare applicazione dal gennaio 2020. Sarà la fine di molti youtubers, come alcuni sostengono? Quale sarà la sorte dei canali destinati ai ragazzi, i quali non potranno più contare sugli introiti pubblicitari mirati?

Si tratta di un bel dilemma; certo, molti youtubers probabilmente dovranno ripensare il proprio canale, magari ampliando l’offerta in modo da potersi dedicare anche agli adulti. Si potrebbe pensare a uno sdoppiamento dei canali di cui si è titolari: uno destinato ai bambini (con possibilità di confluire su YouTube Kids), l’altro invece per adolescenti e, in generale, persone che hanno più di tredici anni.

È anche probabile, però, che la legge COPPA costringerà molti youtubers a chiudere definitivamente il proprio canale: questa sorte potrebbe toccare non soltanto i canali con pochi iscritti, ma anche quelli più quotati; ciò, a meno che non si rinnovi la propria offerta, oppure in attesa di una legge (magari italiana) che possa ammorbidire la portata della legge COPPA.

La legge COPPA proibirà ogni tipo di pubblicità?

Una specificazione è però necessaria, soprattutto al fine di evitare catastrofismi e di paventare inutili apocalissi: YouTube continuerà a pubblicare gli annunci non personalizzati, ovvero gli annunci che vengono mostrati in base al contesto e non in base ai dati utente.

In altre parole, ciò che verrà bandito saranno le pubblicità mirate, cioè quelle che quotidianamente ci compaiono sui siti internet e che sono destinate a noi in base ai dati raccolti dal motore di ricerca Google. Ti sarai senz’altro accorto, infatti, che se cerchi un prodotto su Google (ad esempio, un determinato libro), questo prodotto ti verrà reclamizzato continuamente anche sulle pagine internet che non c’entrano nulla con esso. È questo un esempio di pubblicità mirata.

La legge COPPA vuole impedire proprio questo, e cioè che sui canali YouTube per ragazzi compaiono questo genere di pubblicità. Tutte le altre, invece, continueranno ad essere trasmesse. È chiaro, però, che se un ragazzino segue un canale dedicato ai videogiochi e le pubblicità riguarderanno tutt’altro, egli sarà meno invogliato all’acquisto, in quanto il target pubblicitario sarà completamente diverso da ciò che gli interessa realmente.

Cosa succede a chi viola la legge COPPA?

Mettiamo il caso che un canale YouTube dichiari il falso, affermando che i propri contenuti non sono per bambini? Cosa accade in questa ipotesi? Sicuramente non potranno esserci conseguenze penali: sono lo Stato italiano può prevedere fattispecie di reato da applicare entro i propri confini nazionali.

Tuttavia, se i software predisposti alla ricerca di contenuti per bambini dovesse “smascherare” il canale che, su invito espresso di YouTube, non abbia dichiarato di essere destinato ai minori di anni tredici, allora le sanzioni potrebbero essere applicate dalla stessa piattaforma YouTube, la quale potrebbe “punire” gli iscritti ribelli impedendo loro ulteriori monetizzazioni o, addirittura, disponendo la chiusura del canale.

In particolare, è la stessa piattaforma YouTube a comunicare che, qualora un creator cercasse di evitare la corretta categorizzazione dei propri contenuti, potrebbe incorrere in queste conseguenze:

  • interruzione della pubblicazione degli annunci personalizzati sui contenuti destinati ai bambini. Come più volte detto, infatti, ai sensi della legge COPPA non è consentito pubblicare annunci personalizzati (annunci indirizzati agli utenti in funzione del loro precedente utilizzo di prodotti e servizi Google) rivolti ai bambini. Se applicabile, ciò potrebbe comportare un calo delle entrate per alcuni creator;
  • alcune funzionalità, come i commenti, non saranno più disponibili su questo tipo di contenuti. Non sarà più possibile lasciare commenti sulla pagina di visualizzazione. I Mi piace/Non mi piace e le iscrizioni per tali contenuti non verranno mostrati negli elenchi pubblici. Nel complesso, gli spettatori non avranno molte possibilità di interagire con i contenuti destinati ai bambini su YouTube.

note

Autore immagine: 123rf.com


3 Commenti

  1. Domanda: se lo youtuber ha le sue ragioni per sostenere che il suo canale non è destinato ai bambini e Youtube comunque decide che invece lo è… Youtube, oltre a bloccare il canale/commenti/pubblicità personalizzate, può anche provvedere sanzioni pecuniarie per il proprietario del canale in questione?
    GRAZIE IN ANTICIPO

    1. Al momento non sembrano esserci sanzioni economiche per gli youtubers, le quali sono state invece comminate a YouTube per la violazione della privacy e il mancato rispetto della legge COPPA.

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