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Conviene tenere i soldi in casa?

1 Gennaio 2020
Conviene tenere i soldi in casa?

I vantaggi e svantaggi di custodire contanti non in banca: ecco come è meglio gestire il denaro liquido.

Troppi soldi in contanti e non sai cosa farne? Tenerli in casa ha i suoi pro e contro. Il vantaggio maggiore è quello di non dover giustificare a nessuno la provenienza del denaro. Senza dover per forza pensare a fonti illecite o ad evasione, quando hai molti contanti nel salvadanaio, ma non hai modo di dimostrarne la fonte lecita (ad esempio, donazioni, vincite, ecc.), il versamento sul conto potrebbe generare sospetti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate con conseguente rischio di accertamenti fiscali. Dall’altro lato, però, conservare i soldi sotto il materasso espone il denaro al rischio della svalutazione o alle aggressioni dei ladri. Cosa è opportuno fare? Conviene tenere i soldi in casa? Ecco alcune considerazioni che faranno al caso tuo.

Tenere i soldi in casa: vantaggi

Esiste una norma, nel testo unico relativo alle imposte sui redditi, in forza della quale tutti i versamenti di contanti sul conto (al pari dei bonifici) devono essere per forza “denunciati” nella dichiarazione dei redditi e, pertanto, sono soggetti alle imposte. In caso contrario, il Fisco può esigere dal contribuente di conoscere la provenienza del denaro, per accertare se si tratti davvero di una somma non imponibile o già tassata alla fonte. Se il contribuente non riesce a fornire una prova scritta di ciò, è sottoposto ad accertamento fiscale, alla tassazione di tale somma (che si presume, quindi, essere “reddito”) e alle conseguenti sanzioni.

Ciò pone il problema per chiunque abbia contanti di cui non sia in grado di giustificare la provenienza per non aver conservato le prove o per averli ricevuti senza alcuno scambio di documenti (si pensi a una serie di regali in occasione del matrimonio o delle feste).

Il deposito in banca o alle poste di consistenti somme di denaro genera, quindi, un rischio fiscale elevato. Tenere i soldi in casa evita qualsiasi problema di questo tipo.

Dall’altro lato, l’esistenza del denaro è nota solo al titolare. Se questi, ad esempio, dovesse essere sposato in comunione dei beni, all’atto della separazione e del successivo divorzio, la moglie potrebbe esigere la metà dei risparmi accumulati sul conto. Ma se non è a conoscenza dell’esistenza di tale disponibilità non potrà accampare alcuna pretesa.

Il denaro in casa non presenta costi di gestione come, invece, il conto corrente o tutti gli altri strumenti di deposito (si pensi, ad esempio, alle cassette di sicurezza). Solo i conti deposito sono interamente gratuiti.

Non in ultimo, il denaro depositato sul conto corrente, se superiore a 100mila euro, subisce il cosiddetto bail-in, ossia viene utilizzato per il “salvataggio” della banca in caso di rischio di fallimento, problema questo che non sussiste per i contanti lasciati a casa.

Tenere i conti a casa: svantaggi

Lo svantaggio principale di avere contanti nascosti in qualche libro o in qualche mattonella del bagno è che espone gli stessi a due rischi. Il primo è quello di eventuali furti in appartamento. Il secondo è quello della svalutazione conseguente all’inflazione. Inflazione che, se anche attualmente bassa, implica sempre una perdita del potere di acquisto.

Dove mettere i soldi contanti?

Ma allora, come impiegare la liquidità presente a casa o eventualmente in eccesso sul conto corrente? Come impiegare il contante in modo che resti comunque disponibile e senza rimetterci. Ecco alcuni suggerimenti.

Fondi, Etf e BoT

Gli Etf e i fondi monetari oppure gli obbligazionari a breve termine non risolvono il problema dei rendimenti sottozero: i titoli sottostanti, come i BoT a un anno per esempio, hanno tassi negativi e per evitare che le somme investite diminuiscano anziché aumentare bisogna sperare che i tassi scendano ancora di più, perché vuol dire che salgono i prezzi e c’è un guadagno in conto capitale. Ma anche in questo caso, i rialzi potrebbero non essere sufficienti a coprire i costi. L’unica soluzione è allungare la durata dell’investimento.

Assegno circolare

L’assegno circolare è contante. È un espediente per sottrarre il denaro in conto corrente alle imposte, alle commissioni o al pignoramento di terzi. Non hanno costi, ma non sono esenti dall’inflazione, oltre che essere utilizzabili solo per intero.

Cassette di sicurezza

Molti italiani conservano il denaro contante in cassette di sicurezza. È un mezzo lecito anche, di tanto in tanto, si sveglia qualche Governo a proporre una tassa sull’emersione del denaro custodito in un cavea. Il costo è variabile, all’incirca 200 euro all’anno. Ma anche qui, come per i contanti conservati a casa, si subisce il peso dell’inflazione e dell’assenza di rendimenti. Inoltre, per assicurare un milione di euro si pagano circa 6mila euro. Come se fossero soggette a un tasso negativo dello 0,6%. Poi, bisogna stare attenti a quando si fa emergere il denaro e lo si deposita in conto, perché potrebbe innescare controlli fiscali e di antiriciclaggio.

Conti deposito

I conti deposito sono a costo zero e garantiscono un rendimento minimo. Ma per non perdere l’immediata disponibilità del denaro è bene scegliere quelli non vincolati, che possono essere smobilizzati in qualsiasi momento senza pagare penali.

Pronti contro termine

Il pronti contro termine è un vecchio strumento che attualmente arriva appena a sfiorare lo 0,4%. Consiste nell’acquisto di un titolo da una banca, a cui lo si rivende dopo un certo numero di mesi a un prezzo prefissato che include un interesse.

Hanno durate molto brevi, sono difficilmente replicabili e spesso sono strumenti civetta per veicolare i risparmiatori su altri prodotti.

Libretti postali

Anche i libretti postali non offrono rendimenti sufficienti a coprire i costi, ad eccezione di qualche occasione promozionale.



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