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Pensione contributiva

2 Gennaio 2020 | Autore:
Pensione contributiva

Pensione anticipata a 64 anni, di vecchiaia con 5 anni di contributi, opzione donna, totalizzazione, computo: i trattamenti calcolati col sistema contributivo.

Il sistema contributivo di calcolo della pensione risulta, nella maggior parte dei casi, meno vantaggioso rispetto al sistema retributivo: mentre quest’ultimo metodo di determinazione di trattamento, difatti, si basa sugli ultimi o migliori redditi e sull’anzianità del lavoratore, il sistema contributivo si basa sui versamenti accreditati e sull’età pensionabile.

In sostanza, il calcolo contributivo non regala proprio nulla al pensionato, e nella maggior parte dei casi risulta fortemente penalizzante rispetto al sistema retributivo.

Ciononostante, per alcuni lavoratori la pensione contributiva può risultare più conveniente: si tratta di coloro la cui attività, a fine carriera, subisce un brusco calo di reddito. In queste ipotesi, salvo i casi nei quali è possibile neutralizzare gli anni più sfavorevoli, la quota retributiva della pensione diminuisce nettamente, e può dunque rivelarsi meno penalizzante il calcolo contributivo.

Inoltre, in alcune situazioni il calcolo contributivo della pensione determina la possibilità di accedere ad un trattamento agevolato, che consente l’uscita dal lavoro anticipata, come l’opzione donna o la pensione anticipata contributiva. Vediamo allora quali sono i trattamenti che si possono ottenere attraverso il calcolo contributivo e come accedervi.

Opzione donna

La nuova pensione con opzione donna è un trattamento al quale possono accedere le lavoratrici dipendenti che abbiano compiuto almeno 58 anni di età e le lavoratrici autonome che abbiano compiuto almeno 59 anni di età entro il 31 dicembre 2019, in base alle recenti modifiche contenute nella legge di Bilancio 2020 [1]. Queste lavoratrici, alla stessa data, quindi entro il 2019, devono anche avere alle spalle almeno 35 anni di contributi.

In sostanza, con l’opzione donna si pensionano:

  • le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato che abbiano compiuto almeno 58 anni al 31 dicembre 2019, quindi nate entro il 31 dicembre 1961; devono inoltre possedere 35 anni di contribuzione effettiva entro il 31 dicembre 2019;
  • le lavoratrici dipendenti della scuola statale con almeno 58 anni di età al 31 dicembre 2019, quindi nate entro il 31 dicembre 1961, che abbiano maturato 35 anni di contribuzione effettiva al 31 dicembre 2019;
  • le lavoratrici autonome, o con contribuzione mista (da lavoro autonomo e dipendente) che abbiano compiuto almeno 59 anni di età al 31 dicembre 2019, quindi nate entro il 31 dicembre 1960, e che abbiano maturato 35 anni di contribuzione effettiva il 31 dicembre 2019.

Dal momento della maturazione dei requisiti al momento di liquidazione della pensione deve trascorrere un lasso di tempo, detto finestra, pari a 12 mesi per le dipendenti ed a 18 mesi per le autonome.

In cambio dell’anticipo, il trattamento viene calcolato col sistema interamente contributivo.

Pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione

Per chi decide di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse è possibile ottenere una tipologia particolare di pensione di vecchiaia o di anzianità, attraverso l’istituto della totalizzazione:

  • per la pensione di vecchiaia sono necessari 66 anni di età (il requisito è valido sino al 31 dicembre 2022), più 20 anni di contributi; dal momento della maturazione dell’ultimo requisito utile al momento della liquidazione della pensione si deve attendere una finestra di 18 mesi;
  • per la pensione di anzianità sono necessari 41 anni di contributi (il requisito è valido sino al 31 dicembre 2022); dal momento della maturazione dell’ultimo requisito utile al momento della liquidazione della pensione si deve attendere una finestra di 21 mesi.

La totalizzazione comporta il ricalcolo contributivo della pensione, al contrario del cumulo, un altro istituto che consente di sommare gratuitamente la contribuzione accreditata presso casse diverse (il ricalcolo contributivo, nel caso del cumulo, dipende dalla categoria di appartenenza del lavoratore e dall’ordinamento del singolo fondo di previdenza).

Attraverso il cumulo si possono ottenere la pensione di vecchiaia ed anticipata ordinarie (cumulo e totalizzazione sono comunque utili anche ai fini della pensione d’inabilità e ai superstiti).

Pensione di vecchiaia ordinaria

Chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della prestazione può ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria:

  • con 67 anni di età (il requisito è valido sino al 31 dicembre 2022);
  • con un minimo di 20 anni di contributi;
  • è inoltre necessario che il trattamento mensile sia almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, ossia a 689,75 euro (per l’anno 2020); questo requisito non è richiesto a chi non è assoggettato al calcolo integralmente contributivo della prestazione.

Pensione di vecchiaia contributiva

Chi non soddisfa i requisiti previsti per il trattamento di vecchiaia ordinaria può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva; per questo trattamento sono sufficienti 5 anni di contributi e non ci sono soglie limite legate all’ammontare dell’assegno: bisogna però attendere il compimento dei 71 di età (requisito valido sino al 31 dicembre 2022).

Pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria non è collegata all’età pensionabile, ma può essere ottenuta a qualsiasi età se si possiedono almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (requisito valido per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi (requisito valido per le donne). Bisogna attendere una finestra pari a 3 mesi, a partire dalla maturazione del requisito contributivo, per la liquidazione del trattamento.

Pensione anticipata contributiva

Al contrario della pensione anticipata ordinaria, la pensione anticipata contributiva è collegata all’età pensionabile; in particolare, per ottenerla si devono possedere 64 anni di età (requisito valido sino al 31 dicembre 2022) e 20 anni di contributi.

La pensione mensile non può essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè a 1.287,52 euro (per l’anno 2020).

Chi è soggetto al calcolo contributivo della pensione?

È assoggettato al calcolo integralmente contributivo della prestazione pensionistica, oltre a chi sceglie di avvalersi della totalizzazione o dell’opzione donna:

  • chi non possiede contributi alla data del 31 dicembre 1995;
  • chi si avvale dell’opzione contributiva o del computo presso la gestione separata.

Che cos’è l’opzione contributiva?

L’opzione contributiva Dini [2] consiste nella possibilità, per i lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria o presso i fondi sostitutivi ed esclusivi della stessa, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, di optare per il ricalcolo della pensione col sistema contributivo.

Ricordiamo che:

  • i fondi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono ex Inpdap (ora gestione Inps dipendenti pubblici), ex Ipost (Poste) e Ferrovie;
  • i fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono invece il fondo trasporti, il fondo dazieri, il fondo elettrici, il fondo telefonici, il fondo volo, il fondo per i dirigenti di aziende industriali (Inpdai), il fondo di previdenza dello spettacolo (Fpls), il fondo di previdenza degli sportivi professionisti (Fplsp) ed il fondo pensione dei giornalisti.

Per l’esercizio della facoltà di opzione contributiva gli assicurati presso uno dei fondi elencati o presso l’assicurazione generale obbligatoria devono rispettare i seguenti requisiti:

  • non aver maturato 18 anni di contribuzione, ma possedere almeno un contributo alla data del 31 dicembre 1995;
  • vantare almeno 15 anni di contribuzione, di cui almeno 5 nel sistema contributivo (cioè successivi al 31 dicembre 1995).

Chi aderisce all’opzione contributiva può ottenere tutte le pensioni contributive?

In molti si domandano se, accedendo all’opzione contributiva, sia possibile ottenere la pensione anticipata a 64 anni di età, con 20 anni di contributi, oppure la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi a 71 anni, oltre alle pensioni anticipata e di vecchiaia ordinarie.

La questione è complessa. In base all’attuale interpretazione della legge Fornero [3] da parte dell’Inps [4], chi possiede i requisiti per l’opzione contributiva alla data del 31 dicembre 2011 può avvalersi dell’opzione contributiva solo se ha maturato, entro la stessa data, anche il diritto alla pensione, secondo le regole della stessa legge Fornero.

In caso di diritto all’opzione e alla pensione entro il 31 dicembre 2011, ci si può avvalere, oltreché dell’opzione contributiva, anche delle pensioni agevolate previste per gli aventi diritto al calcolo interamente contributivo, con i requisiti validi per i trattamenti precedenti all’entrata in vigore della legge Fornero.

Se il diritto all’opzione contributiva non viene maturato dall’interessato entro il 31 dicembre 2011, l’opzione contributiva Dini comporta l’applicazione esclusivamente del sistema di calcolo contributivo alla prestazione. Non è dunque possibile ottenere le pensioni agevolate con l’opzione (per approfondire: Opzione contributiva).

Resta, però, una possibilità di ottenere i trattamenti agevolati per gli iscritti presso la gestione Separata.

Computo presso la gestione Separata

Il computo [5] per gli iscritti alla gestione separata consiste nella facoltà di far confluire presso questa gestione i contributi da lavoro dipendente e autonomo accreditati presso differenti casse previdenziali, ad esclusione delle gestioni di categoria dei liberi professionisti.

Una volta confluiti presso la gestione Separata, i versamenti sono trasformati in pensione attraverso il calcolo esclusivamente contributivo, proprio come i contributi versati direttamente alla gestione Separata.

I requisiti per il computo sono gli stessi previsti per l’opzione contributiva istituita dalla legge Dini [2], con l’aggiunta del possesso di almeno un mese di contribuzione presso la gestione Separata.

Attraverso il computo, è possibile ottenere anche le pensioni contributive agevolate, cioè la pensione anticipata a 64 anni di età e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

Per approfondire: guida al computo presso la gestione Separata.


note

[1] L. 160/2019.

[2] Art.1 Co.23 L.335/1995.

[3] D.L. 201/2011.

[4] Inps Messaggio 219/2013.

[5] Inps Circ. 184/2015; D.M. 282/2006.


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