Diritto e Fisco | Articoli

Cosa succede se muore il garante del mutuo?

1 Gennaio 2020
Cosa succede se muore il garante del mutuo?

Fideiussione: cosa rischiano gli eredi del garante se accettano l’eredità e il prestito garantito non è stato ancora restituito?

Tuo fratello ha acquistato casa e tuo padre gli ha fatto da garante. Ha firmato cioè una fideiussione alla banca al momento della stipula del rogito. Con essa si è impegnato, personalmente e con tutto il proprio patrimonio, a pagare il debito nell’ipotesi in cui, per una ragione o per un’altra, tuo fratello non dovesse farlo. Ora però tuo padre inizia ad essere molto vecchio e malato. Temi che, tra qualche mese, possa lasciarvi. In quel caso, tu saresti uno degli eredi. Cosa rischieresti, in tale veste, se la banca non dovesse più ricevere il pagamento delle rate del finanziamento? Insomma, cosa succede se muore il garante del mutuo?

Nel caso di decesso del fideiussore, su chi ricade l’impegno da questi sottoscritto? Il titolare del mutuo si deve trovare un altro garante? Può la banca chiedere un nuovo fideiussore che sostituisca il precedente oppure gli eredi dovranno accollarsi questo onere? Quest’ultima ipotesi, per come evidente, ti lascerebbe in un mare di guai perché saresti responsabile di un debito che non hai voluto e che non puoi controllare. 

Per stabilire cosa succede se muore il garante del mutuo dobbiamo richiamare le normali regole stabilite dal codice civile sia in tema di fideiussione che di successione ereditaria. Ma procediamo con ordine. 

Cos’è la fideiussione

È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui. A seconda del contratto, la banca può prevedere il cosiddetto “beneficio di preventiva escussione”, ossia subordinare la possibilità di chiedere il pagamento al garante solo dopo aver agito nei confronti del debitore principale. Se non è prevista tale clausola, il creditore, a propria scelta, può rivolgersi indifferentemente all’uno o all’altro soggetto obbligato. 

La fideiussione crea un vincolo, quindi, ossia – detta in termini giuridici – un’obbligazione contrattuale. 

Il decesso di una delle parti del contratto non determina il venir meno dell’obbligazione, a meno che non si tratti di una prestazione personale, basata proprio sul vincolo di fiducia nei confronti della persona in questione (come nel caso di una commissione a eseguire un quadro da un noto pittore). 

Morte del fideiussore: che succede?

Vediamo ora cosa succede se muore il garante di un mutuo. Il contratto non viene meno. La morte del fideiussore non estingue infatti la fideiussione. Quindi gli eredi subentreranno in questo rapporto. Non c’è quindi bisogno di nominare un nuovo garante visto che l’obbligazione si trasferisce in automatico a tutti coloro che accetteranno l’eredità. Né gli eredi possono sottrarsi, se non rinunciando all’eredità, a tale conseguenza. In buona sostanza, se la banca non dovesse ricevere il pagamento da parte del debitore principale (ossia il mutuatario) potrà rivalersi nei confronti degli eredi.

Quale responsabilità degli eredi del garante?

Quanto invece alla ripartizione del debito tra gli eredi del garante, essi infatti sono obbligati all’adempimento pro quota dell’obbligazione fideiussoria nei termini, tempi e limiti fissati nella fideiussione e potranno recedere soltanto nei modi e nelle forme con cui avrebbe potuto il loro dante causa. Questo significa che, nel caso di un mutuo di 100mila euro, un erede che sia succeduto in una quota del 33% risponderà solo di un terzo del debito: la banca non potrà chiedergli di più.

Come proteggere gli eredi del garante?

Per evitare di rispondere delle conseguenze negative della fideiussione sottoscritta dal defunto gli eredi hanno una sola carta: rinunciare all’eredità. La rinuncia deve essere effettuata entro massimo 10 anni dall’apertura della successione. Se, tuttavia, l’erede si trovava nel possesso dei beni del defunto (si pensi al convivente) i termini son più stretti: egli ha 3 mesi per fare l’inventario dei beni e 40 giorni successivi per dichiarare se accetta o rinuncia all’eredità.

Una via alternativa sarebbe quella di accettare l’eredità con beneficio di inventario. In questo caso l’erede resta sempre responsabile per il debito del fideiussore (sempre subordinatamente al fatto che il mutuatario non adempi al proprio obbligo) ma non rischia i beni personali, quelli cioè di cui era proprietario prima della successione. L’istituto di credito potrà pignorare solo i beni che l’erede ha ricevuto con la successione e non altri. 

Quando si prescrive la fideiussione?

Chiariamo un equivoco: la fideiussione non cade mai in prescrizione finché dura il contratto di mutuo. In buona sostanza, se il pagamento del mutuo è ancora in corso, non perché la fideiussione è stata sottoscritta molti anni prima si deve ritenere caduta ormai in prescrizione. 

Per quanto concerne la prescrizione della fideiussione, la Cassazione [1] ha stabilito che «in tema di diritti e azioni del creditore garantito si applica il termine di prescrizione di dieci anni». Ma esso inizia a decorrere solo quando il contratto di mutuo è stato risolto per inadempimento. 

Leggi Come togliersi da garante di un prestito.


«La morte del fideiussore non estingue la fideiussione, che si trasmette agli eredi, i quali, subentrando nel rapporto con gli stessi poteri che spettavano al defunto, possono recedere solo nei modi e nelle forme in cui il diritto di recesso avrebbe potuto essere esercitato dal loro dante causa, e sono, pertanto, obbligati, in mancanza di recesso, all’adempimento “pro quota” della obbligazione fideiussoria, anche in relazione a debiti contratti dal garantito dopo la morte del fideiussore» (Cassazione civile, sezione III, 4801, 13 aprile 2000). Gli eredi potranno però limitare e quindi contingentare, la loro responsabilità nei confronti delle obbligazioni assunte dal fideiussore attraverso modalità e condizioni di accettazione dell’eredità che possano favorirli, come rilevato dalla giurisprudenza di merito: «In tema di fideiussione, gli eredi del garante rispondono, secondo le regole e i limiti derivanti dalle modalità e dalle condizioni di accettazione dell’eredità, del debito del defunto anche per le obbligazioni assunte dal debitore garantito dopo la morte del fideiussore, fino al momento in cui non venga operato il recesso dai rapporti in corso» (Tribunale Milano, 15 maggio 1995).

note

[1] Cass. sent. n. 5720/2004.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube