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Dopo l’ordine di cancellazione di frasi offensive, si al risarcimento contro l’avvocato

2 settembre 2013


Dopo l’ordine di cancellazione di frasi offensive, si al risarcimento contro l’avvocato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2013



In caso di ordine di cancellazione di frasi sconvenienti dal proprio atto processuale, il professionista può essere citato davanti a un giudice diverso da quello che ha definito il giudizio, per un’autonoma azione di risarcimento del danno.

Per l’avvocato cui il giudice abbia ordinato la cancellazione, dal proprio atto processuale, delle frasi offensive, i problemi potrebbero non finire qui: egli, infatti, può essere citato in un’autonoma azione di risarcimento del danno, davanti a un giudice diverso rispetto a quello che ha ordinato la cancellazione della frase. È quando ha avuto modo di precisare, di recente, la Cassazione [1].
Il codice di procedura civile stabilisce [2]:

Il giudice, in ogni stato dell’istruzione, può disporre con ordinanza che si cancellino le espressioni sconvenienti od offensive, e, con la sentenza che decide la causa, può inoltre assegnare alla persona offesa una somma a titolo di risarcimento del danno anche non patrimoniale sofferto, quando le espressioni offensive non riguardano l’oggetto della causa”.

Dunque, è nell’ambito dello stesso giudizio in cui è stata ordinata la cancellazione delle frasi offensive che viene anche disposto anche il risarcimento del danno.

Tuttavia, quando la richiesta di risarcimento è indirizzata contro il difensore e non contro la parte, oppure quando non sia più possibile agire nell’ambito della stessa causa nella quale è avvenuta l’espressione ingiuriosa (per via dello stato processuale avanzato della stessa), allora, in tali casi, è possibile intraprendere un nuovo giudizio per il risarcimento del danno [3].

Dunque, sottolinea la Suprema Corte, è ammissibile un’autonoma azione di risarcimento diretta nei confronti del difensore della parte, soprattutto quando non sia possibile il suo dispiegamento nell’ambito del procedimento in cui la condotta sconveniente od offensiva sia stata tenuta.

note

[1] Cass. sent. n. 19907 del 29.08.2013.

[2] Art. 89 cod. proc. civ.

[3] Cfr. anche Cass. sent. n. 5062/10; Cass. sent. n. 16121/09.

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