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Vittime della caccia: c’è un fondo che risarcisce?

3 Gennaio 2020 | Autore:
Vittime della caccia: c’è un fondo che risarcisce?

Fondo di garanzia vittime della caccia: cos’è, come funziona e quando si può chiedere l’indennizzo? Cosa dice la legge sull’esercizio venatorio?

In Italia sono tanti gli appassionati di caccia: nelle stagioni e nei luoghi in cui essa è consentita, si parte in gruppo per poter catturare o uccidere animali selvatici. Per quanto possa essere un’attività per certi versi criticabile, in Italia l’esercizio venatorio è perfettamente legale, purché si sia in regola. Tra gli aspetti negativi di questa pratica è senza dubbio annoverabile il rischio di poter ferire qualcuno: purtroppo non sono pochi i casi in cui i cacciatori, credendo di colpire un animale, fanno fuoco su un loro compagno. Cosa succede in questo caso? C’è un fondo che risarcisce le vittime della caccia?

Devi sapere che l’ordinamento giuridico italiano ha pensato anche a questo, cioè a un sistema di indennizzo per le vittime della caccia. Se ne vuoi sapere di più, ad esempio perché anche tu hai subito un incidente del genere o solamente perché sei appassionato di questioni giuridiche, allora prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il fondo di garanzia per vittime della caccia.

Caccia: cosa dice la legge?

In Italia, la caccia è disciplinata da un’apposita legge [1] la quale affronta gli aspetti principali dell’esercizio venatorio. Tale provvedimento contiene diverse previsioni; di seguito vedremo le principali.

Innanzitutto, la legge si occupa della programmazione della caccia, effettuata attraverso i Piani Faunistici Venatori, con i quali le regioni devono programmare le attività di conservazione della fauna, facendole coincidere con la regolamentazione della caccia.

La pianificazione serve a destinare una specifica parte del territorio all’attività venatoria, mentre la restante è destinata essenzialmente alla protezione della fauna. Nella percentuale destinata alla protezione della fauna rientrano i parchi nazionali e regionali, le oasi di protezione ed i fondi chiusi.

Periodi di attività venatoria

La legge stabilisce quali sono le specie di animali che possono essere cacciate e i periodi in cui è possibile  l’esercizio venatorio. Ogni anno, in osservanza dei criteri minimi stabiliti dalla legge, le regioni italiane deliberano il calendario venatorio in cui sono fissati volta per volta i tempi e le specie.

Secondo la legge, la stagione venatoria si estende al massimo tra la terza domenica di settembre e il 31 gennaio, con le regioni che possono derogare rispetto a queste date anticipando l’apertura per alcune specie alla prima domenica di settembre e posticipando la chiusura al 10 febbraio, ma solo per alcune specie e con parere vincolante dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

In tutti i casi l’attività venatoria è rigorosamente vietata durante il ritorno al luogo di nidificazione e durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli.

L’assicurazione per l’attività venatoria

La legge stabilisce una serie di divieti e prescrizioni rispetto all’esercizio dell’attività venatoria, come ad esempio il rispetto delle distanze di sicurezza da case e strade oppure l’obbligo di raccogliere i bossoli dopo aver sparato, o ancora il divieto di cacciare da automezzi e da natanti o l’obbligo per il cacciatore di stipulare un’assicurazione.

La legge prevede sanzioni penali per quei comportamenti che sono ritenuti particolarmente gravi, come ad esempio la caccia in aree protette, l’abbattimento di specie protette e particolarmente protette, l’utilizzo di mezzi non consentiti.

Sono previste, invece, sanzioni amministrative per quei comportamenti che non sono ritenuti gravi ma comunque vietati o per la mancata osservazione di alcune prescrizioni, come ad esempio il mancato versamento delle tasse, il non rispetto delle distanze di sicurezza, la caccia fuori dagli orari consentiti.

In entrambe le eventualità, cioè sia di sanzioni penali che amministrative, la legge, nel caso di recidiva, prevede la sospensione o, addirittura, la revoca della licenza di caccia.

Fondo di garanzia vittime della caccia: cos’è?

Veniamo ora al cuore del nostro articolo. C’è un fondo che risarcisce le vittime della caccia? Sì: la legge prevede un fondo di garanzia per le vittime della caccia.

Secondo la legge [2], il Fondo di garanzia per le vittime della caccia è amministrato, sotto la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, dalla Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici (Consap s.p.a.).

In pratica, ciò significa che il fondo che risarcisce le vittime della caccia è gestito da una società completamente partecipata dallo Stato che svolge, in regime di concessione, servizi assicurativi pubblici volti alla copertura dei principali rischi della collettività altrimenti non risarcibili.

Ad esempio, la Consap gestisce anche il Fondo di garanzia vittime della strada, con meccanismi molto simili al Fondo di garanzia per le vittime della caccia.

Fondo garanzia vittime caccia: condizioni

Il Fondo di garanzia per le vittime della caccia provvede al risarcimento dei danni a terzi causati da:

  • cacciatori non identificati;
  • esercenti l’attività venatoria non coperti dall’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile;
  • esercenti l’attività venatoria assicurati presso un’impresa operante nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o di prestazione di servizi e che, al momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta o vi sia posta successivamente.

Nel caso di danni a terzi provocati da cacciatori non identificati, il risarcimento è dovuto solo per i danni alla persona che abbiano comportato la morte od un’invalidità permanente superiore al venti per cento.

Nel caso di danni provocati da cacciatori non regolarmente assicurati, il risarcimento è dovuto per i danni alla persona nonché per i danni alle cose il cui ammontare, per questi ultimi, sia superiore a cinquecento euro.

Nell’ipotesi di danno provocato da cacciatore assicurati presso un’impresa operante nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o di prestazione di servizi e che, al momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta o vi sia posta successivamente, il risarcimento è dovuto per i danni alla persona nonché per i danni alle cose il cui ammontare sia superiore all’importo di cinquecento euro.

Fondo vittime caccia: come chiedere il risarcimento?

Se sei stato vittima di un incidente accaduto durante l’esercizio dell’attività venatoria e ricorrono le ipotesi viste nei paragrafi superiori, allora potrai chiedere al Fondo di garanzia per le vittime della caccia di essere risarcito.

Per faro, dovrai avanzare richiesta di risarcimento dei danni all’impresa assicuratrice designata competente per territorio. Potrai trovare l’elenco aggiornato delle assicurazioni cui rivolgersi sul sito della Consap.

Il modulo di richiesta risarcimento danni dovrà essere debitamente compilato e inviato mediante raccomandata con avviso di ricevimento all’impresa d’assicurazione territorialmente competente.


note

[1] Legge n. 157/1992.

[2] D. lgs. n. 209/2005.

Autore immagine: 123rf.com


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