Diritto e Fisco | Articoli

Si va in carcere per bancarotta fraudolenta?

3 Gennaio 2020 | Autore:
Si va in carcere per bancarotta fraudolenta?

Quando l’imprenditore fallito commette bancarotta fraudolenta? Quanti anni di reclusione prevede la legge? Come evitare la prigione per bancarotta?

L’ordinamento giuridico italiano prevede alcuni reati che non possono essere commessi da chiunque, ma soltanto da determinati individui: si tratta dei cosiddetti reati propri, cioè di quei crimini che sono riservati a specifiche categorie. Pensa, ad esempio, al peculato: solamente il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio possono commetterlo. Stesso ragionamento vale per la bancarotta fraudolenta, reato di cui può macchiarsi solamente chi è imprenditore e, nello specifico, solamente se si è imprenditori dichiarati falliti. Si va in carcere per bancarotta fraudolenta?

Ovviamente, per rispondere a questa domanda dovrò prima spiegarti in cosa consiste la bancarotta fraudolenta, com’è punita e se è possibile evitare la prigione. Vedremo insieme anche i principali istituti giuridici che consentono a chi è imputato di questo delitto di non finire in gattabuia pur essendo condannati. Se sei pronto, cominciamo con la lettura: vedremo insieme se si va in carcere per bancarotta fraudolenta.

 Bancarotta fraudolenta: in cosa consiste?

Prima di capire se si va in carcere per bancarotta fraudolenta e anche prima di illustrare cosa dice la legge a riguardo, è bene che ti spieghi, con parole semplici, in cosa consiste la bancarotta fraudolenta.

Come anticipato nell’introduzione, la bancarotta fraudolenta è un crimine ascrivibile solamente all’imprenditore dichiarato formalmente fallito. Nello specifico, la bancarotta fraudolenta si realizza quando il soggetto fallito ponga in essere delle condotte volte a salvare illecitamente il proprio patrimonio.

Bancarotta fraudolenta propria e impropria

La bancarotta fraudolenta è un reato proprio, in quanto può essere commesso solo dall’imprenditore fallito. Questo lo abbiamo già detto.

Per essere più precisi, possiamo distinguere due tipi di bancarotta a seconda del soggetto che la compie:

  • bancarotta propria: quando è commessa dall’imprenditore individuale fallito;
  • bancarotta impropria: quando è commessa da un soggetto diverso dall’imprenditore, generalmente in ambito societario (amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società dichiarate fallite).

La differenza è solamente formale, in quanto la legge estende le stesse pene previste per la bancarotta fraudolenta dell’imprenditore dichiarato fallito anche agli altri soggetti. Ma com’è punita la bancarotta fraudolenta? Scopriamolo insieme.

Bancarotta fraudolenta: com’è punita?

Secondo la legge, è punito con la reclusione da tre a dieci anni, se è dichiarato fallito, l’imprenditore che:

  • ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, ha esposto o riconosciuto passività inesistenti (cosiddetta bancarotta fraudolenta per distrazione);
  • ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li ha tenuti in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.

La stessa pena si applica all’imprenditore fallito, che, durante la procedura fallimentare, commette alcuno dei fatti preveduti nel primo punto sopra indicato ovvero sottrae, distrugge o falsifica i libri o le altre scritture contabili.

È punito con la reclusione da uno a cinque anni il fallito, che, prima o durante la procedura fallimentare, a scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione.

Salve le altre pene accessorie, la condanna per uno dei fatti previsti nel presente articolo importa per la durata di dieci anni l’inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e l’incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa [1].

I diversi tipi di bancarotta fraudolenta

Da quanto emerge dal paragrafo precedente possiamo dire che esistono diverse tipologie di bancarotta fraudolenta, o meglio differenti condotte che possono integrare questo specifico reato:

  • bancarotta fraudolenta per distrazione. La commette l’imprenditore fallito che nasconde, distrugge o distrae (cioè, utilizza per scopi diversi) i propri beni, con l’evidente fine di sottrarli al fallimento e, pertanto, di salvarli dai creditori;
  • bancarotta fraudolenta preferenziale. In questa circostanza, commette ugualmente reato l’imprenditore che espone o riconosce passività inesistenti al fine di raggirare i propri creditori;
  • bancarotta fraudolenta documentale. Viene commessa sulla documentazione che normalmente deve tenere un imprenditore, e cioè sulle scritture contabili, sulle fatture e su ogni altro documento (cartaceo o telematico) inerente all’attività economica esercitata che sia utile al fallimento. Pensa all’imprenditore che nasconda la documentazione, oppure la falsifichi o la distrugga.

Bancarotta fraudolenta: si va in prigione?

Come detto due paragrafi più sopra, la bancarotta fraudolenta è punita con la reclusione, nei casi più gravi perfino fino a dieci anni. Possiamo dunque dire che, almeno in teoria, si va in carcere per bancarotta fraudolenta.

In concreto, invece, l’imputato per bancarotta fraudolenta può evitare la prigione approfittando di alcuni istituti giuridici che la legge predispone per impedire a coloro che non hanno commesso un delitto gravissimo di finire dietro le sbarre. Vediamo di cosa si tratta.

Come evitare il carcere per bancarotta fraudolenta?

Vediamo come l’imprenditore fallito e imputato per bancarotta fraudolenta possa evitare il carcere.

Per le pene inferiori ai due anni, la legge prevede il beneficio della sospensione condizionale della pena, mentre per pene fino a quattro anni di reclusione è possibile accedere alle misure alternative alla detenzione (nello specifico, all’affidamento in prova ai servizi sociali), evitando così di andare in carcere.

Se non ci sono particolari aggravanti o altre circostanze che lasciano presupporre la particolare serietà del reato, il giudice può concedere le attenuanti generiche, con conseguente sconto della pena pari a un terzo rispetto a quella che sarebbe stata normalmente inflitta.

Un altro sconto di pena, sempre pari a un terzo, può derivare dalla scelta di un rito premiale, come ad esempio il patteggiamento oppure il giudizio abbreviato.

Bancarotta fraudolenta: quando si va in carcere?

In conclusione, possiamo dire per bancarotta fraudolenta si va in carcere solamente se:

  • l’illecito dell’imprenditore fallito è considerato molto grave (ad esempio, per la mole di documenti nascosti o contraffatti), per cui il giudici sceglie una pena base molto alta;
  • l’imprenditore ha precedenti penali, per cui non può più chiedere la sospensione condizionale della pena, né l’affidamento ai servizi sociali;
  • il giudice, tenuto conto della gravità della condotta, non accorda alcuna attenuante;
  • il p.m. non accetta il patteggiamento.

note

[1] Art. 216 L. fall.

Autore immagine: 123rf.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube