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Il Movimento 5 Stelle espelle Paragone

2 Gennaio 2020
Il Movimento 5 Stelle espelle Paragone

Il senatore Gianluigi Paragone espulso dal M5S: tra le polemiche e la reazione dell’interessato arriva il sostegno di Di Battista.

Fuori dal Movimento 5 Stelle il senatore Gianluigi Paragone: l’espulsione è stata disposta dal Collegio dei probiviri, secondo quanto apprende l’agenzia stampa Adnkronos che ha raccolto anche le dichiarazioni a caldo dell’interessato ed i primi commenti.

“Sono stato espulso dal nulla. Quando perdi 2 elettori su 3 ti espelle il nulla. Sono uno dei tanti elettori espulsi dal Movimento di Palazzo”. Così Paragone, commentando con l’Adnkronos la sua espulsione dal M5S. La querelle sulla fuoriuscita di Paragone era divampata da dicembre, quando si era parlato di lui come uno dei parlamentari in fuga verso la Lega.

La notizia era stata smentita dall’interessato, che però non aveva nascosto il suo malumore, specialmente nei confronti della leadership di Luigi Di Maio, il quale prima di Natale aveva preannunciato misure drastiche nei suoi confronti, amplificate dallo stesso senatore dissidente che aveva promesso battaglia: “Mi cacciano? Per espellermi dovranno sudare, si apra questo procedimento, io difenderò le mie ragioni facendo valere il programma. Sono uno che si appassiona alle lotte. Il Movimento Cinque Stelle è un movimento di lotta. Se dev’essere un movimento di peluche è un problema loro”.

Paragone non si è dimesso volontariamente ed ha aspettato, per usare le sue parole, di essere “cacciato“, fin quando adesso questa decisione è arrivata. Ma il suo caso sta suscitando adesioni anche all’interno del Movimento: Alessandro Di Battista ha commentato così l’avvenuta espulsione con un post sulla pagina di un attivista: “Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui. Vi esorto a leggere quel che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell’ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%”.

Sostegno anche dalla senatrice Barbara Lezzi che scrive: “Gianluigi Paragone è e resta un mio collega. Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta per i deboli, per assicurare un salario minimo decente, per fare in modo che le multinazionali osservino le leggi del nostro Paese resterà un mio collega. Fino a quando avrà il coraggio di non rispondere né alla Lega, né al Pd, né ad altri ma solo al buonsenso e alle sue idee, come sempre ha fatto, resterà un mio collega. Per il resto, non sono permalosa. Non è una buona idea espellere gli anticorpi, caro Movimento 5 Stelle”.

Paragone è dunque un nome destinato a dividere e a scompaginare le file pentastellate anche – e forse specialmente – dopo la sua uscita. Di recente, aveva votato contro la legge di Bilancio e si era astenuto nel voto di fiducia al Governo Conte II. Da tempo non risparmiava critiche ai vertici del Movimento 5 Stelle. Con questa espulsione si assottigliano, dunque, i numeri del Movimento 5 Stelle al Senato. Solo il mese scorso tre senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi sono passati alla Lega.

E esattamente un anno fa venivano espulsi i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis per “reiterate violazioni dello statuto” mentre a giugno era stata espulsa la senatrice Paola Nugnes. A settembre la senatrice del M5s Gelsomina Vono aveva aderito al gruppo Italia Viva mentre a novembre del 2019 la senatrice Elena Fattori era passato al gruppo Misto. La situazione a Palazzo Madama è, quindi, sempre più precaria e nelle prossime settimane non si escludono altri addii nelle file pentastellate.


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