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Il patteggiamento non fa scattare il risarcimento del danno nel processo civile

2 settembre 2013


Il patteggiamento non fa scattare il risarcimento del danno nel processo civile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2013



Per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti del responsabile che, nel processo penale, ha optato per il patteggiamento, sono necessarie ulteriori prove nell’ambito del processo civile. 

Il patteggiamento non comporta automaticamente il diritto a ottenere il risarcimento del danno nell’ambito del processo civile: è sempre necessario, invece, che il danneggiato porti, innanzi al giudice, ulteriori e concrete prove. Infatti, l’applicazione di tale rito speciale non “fa stato” (ossia non è vincolante) in sede civile.

Come noto, il patteggiamento – o anche detto “applicazione della pena su richiesta delle parti – è, nell’ambito della procedura penale, un procedimento sommario. In esso, il PM e l’imputato si mettono d’accordo e chiedono al giudice di applicare una sanzione sostitutiva o una pena pecuniaria diminuita fino a un terzo oppure una pena detentiva che, sempre diminuita di un terzo, non superi cinque anni (di reclusione o di arresto).
La Cassazione, qualche giorno fa [1], ha precisato che il patteggiamento non fa scattare automaticamente il risarcimento del danno nel processo civile in quanto sono necessarie altre prove.

La vicenda

A seguito di un grave incidente stradale, il danneggiato aveva denunciato il responsabile del sinistro. Ne era scaturito un processo penale, conclusosi con il patteggiamento da parte di quest’ultimo. Oltre a ciò, la parte lesa aveva intrapreso un giudizio civile per ottenere il risarcimento del danno portando, come prova, la sentenza di patteggiamento. Il tribunale però ha ritenuto tale elemento insufficiente. Per il ristoro economico, secondo il tribunale, il ricorrente avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza del danno e l’imputabilità dello stesso al responsabile. Cosa che invece non era avvenuta.

La sentenza di patteggiamento – ha precisato la Suprema Corte – sebbene contenga pur sempre un’ipotesi di responsabilità – non “fa stato” in sede civile ed è, da sola, insufficiente a dimostrare l’illecito civile.

 

note

 

[1] Cass. sent. n. 19871/13.

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