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Dopo la condanna in appello si va in carcere?

24 Gennaio 2020 | Autore:
Dopo la condanna in appello si va in carcere?

Cosa succede dopo una sentenza di condanna? Entro quanto tempo si può proporre impugnazione? Qual è il giudice dell’appello? Pena sospesa: cos’è?

Anche le persone non particolarmente esperte di diritto sanno che in Italia esistono tre gradi di giudizio, solo all’esito dei quali si può parlare di sentenza definitiva. Mentre nel processo civile, però, l’impugnazione non sospende automaticamente l’efficacia della sentenza, la stessa cosa non può dirsi in ambito penale. Cosa vuol dire ciò? Dopo la condanna in appello si va in carcere? È quello che ti spiegherò con il presente articolo.

Mettiamo il caso che tu sia già stato condannato in primo grado e che abbia proposto impugnazione; anche il secondo grado di giudizio, però, è andato male, in quanto la tua condanna è stata confermata. Cosa succede ora? C’è il rischio di finire in prigione? Dopo la condanna in appello c’è il carcere oppure è possibile ancora fare qualcosa? Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Cosa succede dopo la condanna di primo grado?

Nell’introduzione abbiamo detto che in Italia esistono tre gradi di giudizio, solamente al termine dei quali la sentenza diventa definitiva. Cosa succede dopo la condanna di primo grado? Accade che, in base al tempo che il giudice s’è preso per depositare le motivazioni, è possibile proporre impugnazione innanzi a un altro giudice.

Nello specifico, dopo la condanna di primo grado è possibile proporre appello:

  • innanzi al tribunale in composizione monocratica, nel caso in cui la sentenza di primo grado di condanna provenga da un giudice di pace;
  • innanzi alla Corte d’Appello, se si impugna sentenza resa dal tribunale (sia in composizione monocratica che collegiale);
  • davanti alla Corte d’Assise d’Appello, se la sentenza di condanna è stata pronunciata in primo grado dalla corte d’assise.

Entro quanto tempo impugnare la condanna di primo grado?

Come ti ho spiegato nel mio articolo dal titolo “Termini per appello penale“, i termini per l’appello penale decorrono dal momento in cui la sentenza, completa di motivazione, è stata depositata in cancelleria. Per la precisione:

  • nel caso di redazione contestuale di dispositivo e motivazione, il termine dei quindici giorni decorre immediatamente, cioè dal giorno successivo all’udienza di discussione. Stesso dicasi per le sentenze emesse in seguito a procedimento in camera di consiglio;
  • nel caso in cui le motivazioni seguano il dispositivo (motivazione non contestuale), il termine decorre  dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza;
  • nel caso in cui il giudice non rispetti il termine stabilito nel dispositivo, dal giorno in cui viene notificato il deposito alle parti processuali.

Condanna primo grado: cosa succede se non si appella?

Cosa succede se non si propone appello contro la sentenza di primo grado, nei termini sopra visti? Accade che la sentenza diviene definitiva e, di conseguenza, il pubblico ministero dovrà emettere l’ordine di esecuzione della stessa.

In pratica, se non si “blocca” la condanna di primo grado mediante proposizione di impugnazione, la sentenza diviene esecutiva a tutti gli effetti, con la conseguenza che, se la condanna (com’è probabile) prevedeva la reclusione, il reo sarà prelevato e portato in carcere dalle forze dell’ordine.

Cosa succede dopo la condanna in appello?

Mettiamo il caso che avverso la sentenza di primo grado sia stato proposto appello, ma che anche questi sia andato male, nel senso che il nuovo grado di giudizio si è concluso con una nuova condanna o con la conferma della precedente. Cosa succede dopo la condanna in appello? Esattamente quello che accade dopo la sentenza di primo grado: si potrà ancora una volta proporre impugnazione, ma questa volta direttamente in Cassazione, cioè alla Corte che è presente solamente a Roma.

Dunque, dopo la condanna in appello si va in carcere solamente se non si è tempestivi nel proporre ricorso per Cassazione. La sentenza diventa definitiva, invece, se non si impugna la condanna, con le stesse conseguenze viste sopra.

Condanna appello non impugnata: si va in carcere?

Da quanto detto sinora si trae la seguente conclusione: se non si impugna la condanna (alla reclusione) resa in sede d’appello, si va in carcere. Questo è vero, ma solamente in linea generale: in realtà, spesso la condanna del giudice penale è sospesa, con conseguente salvezza del condannato, il quale non finirà in prigione. Cosa significa? Te lo spiego subito.

Sospensione condizionale della pena: cos’è?

La sospensione condizionale della pena è una causa di estinzione del reato che ha come effetto principale quello di evitare al reo di subire le conseguenze negative della sentenza di condanna.

In pratica, se il giudice concede la sospensione condizionale della pena (la famosa pena sospesa), il condannato, anche se la sentenza diventa definitiva, non andrà in carcere né dovrà pagare alcuna multa.

La sospensione condizionale, però, non può essere concessa a tutti coloro che vengono condannati a meno di due anni: è necessario che il giudice valuti tutte le circostanze inerenti al reato, così da poter trarre il convincimento che il crimine non sia grave oppure non sia stato compiuto da chi è abituato a delinquere. Insomma, la sospensione condizionale della pena deve basarsi anche su una prognosi favorevole della condotta del reo.

Dunque, dopo la condanna in appello si va in carcere solamente se la pena non è stata sospesa, cioè se il giudice non ha concesso la sospensione condizionale.


note

Autore immagine: 123rf.com


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