Legge antiviolenza ai medici verso l’approvazione

2 Gennaio 2020
Legge antiviolenza ai medici verso l’approvazione

Mentre si moltiplicano le aggressioni a medici e operatori sanitari, la nuova legge è ancora ferma in Senato. Il ministro della Salute preme per l’approvazione.

Dopo l’ultima grave aggressione ad una dottoressa in servizio nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, colpita con una bottiglia la sera del 31 dicembre da un uomo, paziente psichiatrico, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, si moltiplicano le reazioni, raccolte dall’agenzia stampa Adnkronos.

Sul tema interviene direttamente il ministro della Salute Roberto Speranza, che scrive su Twitter: “Le aggressioni a chi ogni giorno si prende cura di noi sono semplicemente inaccettabili. Bisogna approvare al più presto la norma, già votata al Senato, contro la violenza ai camici bianchi. Non si può aspettare”.

La legge in arrivo prevede pene severe, fino a 16 anni di carcere, per chi compie aggressioni e violenze contro medici infermieri e operatori sanitari, provocando loro lesioni gravi o gravissime. È già stata approvata dal Senato a settembre scorso ed ora attende il passaggio finale del voto alla Camera.

Anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, su Facebook esprime “Solidarietà e vicinanza alla dottoressa aggredita al San Giovanni Bosco. Da oltre un anno abbiamo chiesto al prefetto e al ministero dell’Interno l’istituzione di un posto di polizia dentro l’Ospedale. Ribadiamo la richiesta. È indispensabile. Medici, paramedici e tutti gli addetti delle strutture sanitarie vanno tutelati e messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio e nella massima tranquillità il loro fondamentale lavoro”.

Sul tema interviene anche il presidente nazionale Sis 118, Mario Balzanelli, “Sconcerto e profonda irritazione per le ennesime aggressioni subite dal personale del Sistema di emergenza territoriale 118 di Napoli in questi giorni di festa” e ricorda: “Non vi è istituto del Servizio sanitario nazionale più esposto alle aggressioni, alle esplosioni incontrollate di rabbia, alla violenza più inaudita e assurda da parte degli astanti ai vari scenari dell’emergenza-urgenza, ossia in tutte quelle situazioni obiettive connotate da elevata drammaticità, del Sistema di emergenza territoriale 118″.

Il tema – prosegue il presidente nazionale Sis 118 – è rinforzare, istituzionalmente, chi prende le ‘mazzate‘, chi scende in campo in un contesto operativo fulmineo, condannato h 24 a correre, a operare con il cronometro nella testa, oltre che nelle mani. Il tema è rinforzare,con una riforma legislativa nazionale, il Sistema 118, perché il 95% delle aggressioni è motivata dal fatto che i mezzi di soccorsi arrivano con ritardo, perché troppo pochi, e peraltro, nei casi di maggiore gravità clinica, sempre più senza medico e senza infermiere abordo, ossia privi di personale sanitario in grado di fare diagnosi e terapia immediata potenzialmente salvavita”.



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