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Assegno circolare senza conto corrente: è possibile?

2 Gennaio 2020
Assegno circolare senza conto corrente: è possibile?

Per ottenere un assegno circolare bisogna aprire un conto corrente presso la stessa banca e per chiederne il pagamento, invece, è necessario essere intestatari di un proprio conto?

Stai per ricevere un assegno circolare dall’assicurazione con un risarcimento cospicuo. Ti chiedi, però, come incassarlo visto che non possiedi un conto corrente dove depositare i soldi che la banca ti erogherà. Vorresti custodirne una parte, in contanti, a casa e un’altra in un libretto postale. Ti chiedi allora se è possibile incassare un assegno circolare senza conto corrente. 

La stessa domanda potrebbe farsela anche chi deve consegnare il titolo di credito, il quale potrebbe chiedersi: è possibile richiedere un assegno circolare senza conto corrente?

Per avere una risposta dobbiamo ricostruire il funzionamento dell’assegno circolare e distinguerlo da quello bancario.

Assegno circolare: cos’è e come funziona

L’assegno circolare non è altro che un titolo di credito che consente all’intestatario di ottenere, dalla banca emittente, con assoluta certezza, l’importo indicato sull’assegno stesso. Questo perché a pagare è direttamente la banca che si è già fatta consegnare, da chi le ha richiesto l’assegno, l’importo ivi indicato. Quindi, non c’è il rischio di scoprire che l’assegno sia scoperto come, invece, avviene con l’assegno bancario. Facciamo un esempio pratico.

Marco deve consegnare 5mila euro ad Antonio per acquistare l’auto di quest’ultimo. Antonio, però, teme che l’eventuale assegno che gli consegnerà Marco possa essere “scoperto” e, magari, scoprirlo solo dopo che gli ha già consegnato le chiavi della macchina. Così vuole una garanzia in più che, però, non possono essere contanti visto che la legge ne vieta lo scambio per importi così elevati. Allora, Antonio chiede a Marco un assegno circolare. Marco si reca presso la propria banca e chiede l’emissione di un assegno circolare da 5mila euro. La banca preleva dal conto di Marco (a meno che questi non voglia darli in contanti) tale somma e li custodisce in un apposito deposito. Dopodiché, l’impiegato allo sportello consegna a Marco l’assegno e quest’ultimo lo rilascia ad Antonio. Antonio si dovrà recare presso la banca emittente per ottenerne il pagamento, pagamento che è già certo visto che l’istituto di credito ha precedentemente trattenuto, dal conto di Marco, l’importo in questione.

Da quanto detto, si comprende che è letteralmente impossibile che un assegno circolare sia insoluto proprio per sua stessa natura. Questa caratteristica ne fa uno strumento di pagamento sicuro e sempre valido. 

Il beneficiario deve portare il titolo all’incasso entro e non oltre un periodo di 30 giorni dalla data di emissione dell’assegno circolare. Dopo questo termine molte tutele a favore del beneficiario decadranno, ma il titolo resterà comunque incassabile fino ad un periodo massimo di 3 anni, dopodiché risulterà non valido e prescritto.

Come incassare un assegno circolare?

A questo punto, prima di stabilire se è possibile un assegno circolare senza conto corrente, dobbiamo comprendere come si incassa. Il possessore dell’assegno, il cui nome e cognome sono indicati sul titolo, deve recarsi presso qualsiasi filiale della banca emittente (ad esempio, un assegno circolare Unicredit non può essere cambiato presso una filiale di Banca Intesa). Inoltre, nessun altro, se non l’intestatario dell’assegno, può chiederne il pagamento (salvo sia munito di delega notarile). 

Il possessore dell’assegno può chiedere alla banca emittente di accreditare l’importo direttamente sul proprio conto corrente (anche se intrattenuto presso un’altra banca) oppure può esigere la somma in contanti. 

Si può incassare un assegno circolare senza conto corrente?

Quanto detto, ci porta anche a concludere che è possibile incassare un assegno circolare senza conto corrente; come, infatti, abbiamo anticipato sopra, l’intestatario può chiedere alla banca il versamento della somma in contanti. Ciò non toglie che l’operazione resta completamente tracciabile: difatti, il passaggio di denaro è avvenuto per mezzo di un intermediario finanziario e, quindi, sarà sempre possibile provare lo scambio dei soldi. Anche lo stesso Fisco potrà accertare il trasferimento del denaro con assegno circolare benché il possessore abbia chiesto allo sportello la somma in contanti. È sbagliato, quindi, pensare che l’Agenzia delle Entrate non possa effettuare accertamenti di questo tipo.

Si può chiedere un assegno circolare senza conto corrente?

Vediamo ora l’aspetto inverso: una persona che non è titolare di un conto corrente può chiedere alla banca l’emissione di un assegno circolare? Anche in questo caso, la risposta è affermativa. L’assegno circolare può essere richiesto a qualsiasi banca senza che sia necessario aprire prima un conto corrente presso di questa. Chiunque è interessato all’emissione di un assegno circolare potrà, dunque, rivolgersi allo sportello della banca o della posta che desidera, portando con sé il proprio documento d’identità e il denaro contante.



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2 Commenti

  1. Una dittaproduce servizi per un comune. Passano gli anni dalla fine dei lavori. Una commissione di liquidazione insediatasi nel comune, ottiene, accettata una transazione al 40%, il pagamento del dovuto, L’azienda aveva maturato debiti con lavoratori e fornitori. Non essendoci altri lavori si è sospesa ogni attività e si è mantenuta in vita l’azienda solamente per recuperare i crediti, con l’impegno di pagare i debiti. Nel frattempo gli viene chiuso il conto corrente per inattività. La commissione, in assenza di conto corrente, paga con un assegno circolare. La banca che ha chiuso il conto corrente, che coincide con l’istituto tesoriere del comune, rifiuta di riaprire il conto corrente e di cambiare l’assegno in tanti assegni circolari intestati ai creditori e con un piccolo resto in contanti per le piccole spese dell’azienda. Nessuna banca accetta di aprire un conto corrente. Cosa deve fare l’azienda? E’ possibile una risposta prima che passino i trenta giorni?

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