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Lo sai che? Il gestore del campo di calcio risarcisce l’infortunio del giocatore per la struttura inadeguata

Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2013

La prova non spetta al danneggiato, ma al custode del bene: il caso fortuito lo scagiona solo se l’avvenimento è imprevedibile o causato dal danneggiato.

Se il giocatore si fa male sul campo di calcetto, il gestore o proprietario della struttura è sempre responsabile, a meno che non provi che il danno si è verificato per un “caso fortuito” o che è stato provocato dal danneggiato stesso.

Il normale meccanismo dell’onere della prova, che generalmente spetta a chi inizia una causa, in questi casi (quando, cioè, si hanno “cose in custodia”) trova un’eccezione: la responsabilità è sempre del custode ed è automatica già solo per il fatto che si è verificato l’evento. È quest’ultimo che – nonostante sia convenuto – deve dimostrare il caso fortuito, ossia che non c’è alcuna correlazione tra l’evento e la cosa in sua custodia. Solo il caso fortuito può scagionare da ogni responsabilità il custode. Lo ha ricordato la Cassazione con una recente sentenza [1]. In essa è stato respinto il ricorso del gestore di un campo da gioco contro la decisione della Corte d’appello di L’Aquila che lo aveva ritenuto responsabile per le lesioni di un giocatore durante una partita di calcetto.

I giudici hanno riconosciuto la correlazione tra la conformazione della cosa in custodia (un palo metallico che sorreggeva la struttura del campo da gioco) e il danno subito dal giovane calciatore.

La Suprema Corte ha osservato che la responsabilità per le cose in custodia [2] ha natura oggettiva: si prescinde, quindi, dall’accertamento della pericolosità della cosa e sussistere per tutti i danni da essa provocati, sia per la sua intrinseca natura, sia per l’insorgenza in essa di altri agenti dannosi (per es. la pioggia che ha arrugginito un ferro).

Il custode può evitare una condanna al risarcimento del danno solo se dimostra che il danno si è verificato:

– per accadimenti imprevedibili e fuori dal proprio controllo (per es. una crepa sul terreno dovuta a un terremoto o a lavori posti in essere da terzi confinanti);

– per un comportamento imperito o imprudente del danneggiato o di terzi soggetti: ossia quando il danneggiato abbia fatto un uso improprio della cosa (per esempio, arrampicandosi ai pali della porta) o per via del comportamento illecito di terzi (i compagni hanno tirato delle pietre presenti sul campo contro uno dei giocatori).

note

[1] Cass. sent. n. 19998 del 30.08.2013.

[2] Art. 2051 cod. civ.


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