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Imu: come cambia nel 2020

3 Gennaio 2020 | Autore:
Imu: come cambia nel 2020

Quali conseguenze ha l’abolizione della Tasi sull’imposta sugli immobili? Quali sono le nuove aliquote? Chi ci guadagna negli affitti?

L’abolizione della Tasi ha modificato la tassazione sugli immobili con l’ultima Legge di Bilancio. In base a quanto deciso dal Parlamento su proposta del Governo, l’Imu come cambia nel 2020? Si potrebbe dire che, in linea di principio, non ci sono delle modifiche sostanziali né per i Comuni, che continueranno ad incassare gli stessi soldi, né per i contribuenti che, nonostante l’abolizione della Tasi, spenderanno sempre lo stesso.

A prima vista c’è qualcosa che non quadra: come mai se una tassa viene abolita il contribuente va avanti a pagare la stessa cifra? Semplice: perché quello che dal 2020 non si spende più in Tasi viene ricaricato sull’Imu. Equazione semplice, anche se va spiegata.

Per capire come cambia l’Imu nel 2020 bisogna partire da questi due pilastri: la piena deducibilità dell’imposta per le imprese sui beni strumentali (ma, in realtà, arriverà nel 2022) e l’accorpamento di Imu e Tasi per i proprietari degli immobili. Anche se parlare di accorpamento di queste due tasse sarebbe relativo, visto che quella sui servizi scompare. In altre parole, e per dirla con numeri tondi: se prima pagavi 50 di Tasi e 50 di Imu, adesso paghi 100 di Imu e niente di Tasi.

Resta, comunque, l’esenzione sulla prima casa, purché questa non sia di lusso, cioè non appartenga alle categorie catastali A1, A8 e A9.

Vediamo, a questo punto, nel dettaglio come cambia l’Imu nel 2020.

Imu sulla prima casa

Partiamo proprio dall’abitazione principale considerata come prima casa. Resta l’esenzione dell’Imu per gli immobili che non sono di lusso. Per questi ultimi, l’aliquota è del 5 per mille, anche se a discrezione del Comune che può alzarla fino al 6 per mille, diminuirla al 4 per mille o addirittura azzerarla. Ma c’è anche una detrazione di 200 euro.

Ricordiamo che per prima casa si intende:

  • l’unità immobiliare in cui il proprietario ed i componenti del suo nucleo familiari hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale;
  • l’unità immobiliare intestata ad una cooperativa edilizia a proprietà indivisa adibita ad abitazione principale e le relative pertinenze o destinata a studenti universitari soci assegnatari, anche se questi non hanno la residenza anagrafica in quella casa;
  • i fabbricati destinati ad alloggi sociali;
  • la casa familiare in cui abita il genitore affidatario dei figli dopo il relativo provvedimento del giudice;
  • l’immobile posseduto e non affittato dal personale in servizio permanente delle Forze dell’ordine e delle Forze armate.

Non beneficia dell’esenzione il coniuge che abita per conto suo in un immobile ubicato nello stesso Comune in cui abita l’altro coniuge. In pratica, l’agevolazione viene riconosciuta per una sola delle abitazioni e non per entrambe.

Nell’esenzione rientra una pertinenza per immobile e per categoria catastale, cioè: una sola cantina o magazzino (categoria C/2), un solo box (categoria C/6) e una sola tettoia (categoria C/7).

Imu: cambiano le aliquote?

Vediamo un po’ di numeri per capire se e come cambia l’Imu nel 2020. Come accennato all’inizio, l’abolizione della Tasi, o il suo accorpamento con l’Imu che dir si voglia, ha un effetto notevole sull’imposta sulla casa. Si è parlato, addirittura, di «nuova Imu» o di «super Imu», giusto per rendere l’idea.

In pratica, numeri alla mano, l’aliquota base dell’Imu passa dallo 0,76 per mille allo 0,86 per mille. Ma i Comuni hanno la facoltà di alzarla fino all’1,06 per mille o anche fino all’1,14 per mille. È anche vero che le amministrazioni locali possono pure applicare un’aliquota più bassa o azzerarla del tutto. Ad ogni modo, arrivare all’1,14 per mille significherebbe pagare quello che oggi si versa per Imu e Tasi insieme. Quindi, altro ché abolizione della tassa sui servizi.

Va precisato, però, che la maggiorazione fino all’1,14 per mille può essere fatta solo se era stata decisa precedentemente ed applicata al massimo fino al 2019.

Imu: cambia la base imponibile?

Nel 2020 non cambia la base imponibile per il calcolo dell’Imu: la rendita catastale va rivalutata del 5% e poi si applica un coefficiente in base alla categoria catastale, ovvero:

  • categoria A (ad esclusione dell’A10) e pertinenze C/2, C/6 e C/7: coefficiente 160;
  • categoria E (immobili a destinazione particolare) e pertinenze C/3, C/4 e C/5: coefficiente 140;
  • categoria D/5 (banche): coefficiente 80;
  • categoria A/10 (uffici): coefficiente 80;
  • categoria D (immobili di imprese) ad esclusione della D/5: coefficiente 65;
  • categoria C/1 (negozi): coefficiente 55.

La base imponibilesi riduce del 50% per gli immobili di interesse storico, inagibili o destinati a prima abitazione in comodato d’uso ai figli.

Imu: quando si paga nel 2020?

Le scadenze dell’Imu nel 2020 sono due. Ci sono, infatti, due rate di pari importo da pagare entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre. Tuttavia, è possibile versare l’imposta in una soluzione unica entro il 16 giugno.

Con la prima rata, quella per così dire «estiva», bisognerà pagare il 50% di quello che è stato versato nel 2019 come Imu e Tasi. Nella rata «invernale» ci sarà il conguaglio sulla base delle aliquote che il Dipartimento delle Finanze pubblicherà sul proprio sito entro il 28 ottobre.

Imu: chi ci guadagna nel 2020?

Ultima riflessione – ma non meno importante – su come cambia l’Imu nel 2020. In molti casi, nel Comuni in cui la tassa viene richiesta, gli inquilini pagano una parte della Tasi. Con l’abolizione di questa imposta (o, se preferite, con il suo accorpamento con l’Imu) l’inquilino ha da festeggiare. Perché la tassa la dovrà pagare al 100% il proprietario, visto che spetta a lui il versamento dell’Imu. Se poi l’imposta sugli immobili aumenta per via dell’accorpamento o dell’abolizione della Tasi, non è colpa dell’inquilino.

Naturalmente, tutto è relativo. Ben potrebbe il padrone di casa, al momento di rinnovare il contratto, alzare il canone di affitto per compensare la maggiore spese.



1 Commento

  1. Buonasera, casa acquistata nel comune di Rivoli (TO) a dicembre 2019, non cambio residenza perchè è da ristrutturare e come mi dicono dall’anagrafe incorrerei nel penale dichiarando il falso sostanzialmente. il 15 dicembre pago 150 euro di imu. A gennaio 2020 iniziano i lavori di ristrutturazione per poi bloccarsi causa emergenza Covid, ad oggi i lavori sono ripresi e quasi al termine ma mi trovo a dover pagare 670 euro di rata imu. Ora, come si può chiedere l’imu se ho beneficiato in tutto delle agevolazioni prima casa (es. mutuo), vivo in affitto ma comunque l’immobile acquistato vale come seconda casa?!?!………assurdo! non è temporanea inagibilità anche la ristrutturazione da rendere nulla questa tassa? Gianluigi

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