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Multa semaforo rosso e contestazione: ultime sentenze

3 Gennaio 2020
Multa semaforo rosso e contestazione: ultime sentenze

Si può contestare la multa all’incrocio per telecamera sul semaforo sostenendo che l’apparecchio non funziona correttamente?

Succede spesso con gli autovelox, con i telelaser o con l’etilometro: si contesta il corretto funzionamento dell’apparecchio di controllo. Senonché la sentenza della Corte Costituzionale che impone la revisione annuale di tutti i misuratori elettronici della velocità non si applica invece ai photored ossia alle telecamere poste sul semaforo. In questo, caso, in caso di multa al passaggio col rosso, spetta al conducente l’onere di dimostrare che l’impianto non funzionava correttamente. Una prova estremamente difficile. 

Ecco le ultime sentenze in materia di multa al semaforo rosso e contestazione.

Telecamera al semaforo: taratura obbligatoria?

La pronuncia di parziale incostituzionalità dell’art. 45, comma sesto, C.d.S. non comporta l’obbligo per la Pa di sottoporre a controllo periodico di taratura e funzionalità tutti gli apparecchi di rilevazione delle infrazioni al codice della strada ma solo per le apparecchiature impiegate per il rilevamento delle violazioni ai limiti di velocità. Pertanto, in caso di passaggio con impianto semaforico rosso rilevato mediante apparecchiature elettroniche deve ribadirsi che il verbale di accertamento non deve contenere, a pena di nullità, l’attestazione che l’apparecchio sia stato sottoposto a controllo preventivo e costante ai fini della loro efficacia probatoria che persiste fino a quando, a cura dell’opponente sia adeguatamente provato il loro malfunzionamento. 

Con specifico riguardo alla rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, nè il codice della strada, nè il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione devono contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di dette apparecchiature perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, un difetto di costruzione, installazione o funzionalità, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, non potendosi far leva, in senso contrario, su mere congetture circa il fatto che la mancanza di revisione o manutenzione periodica dell’attrezzatura sia di per sé idonea a pregiudicarne l’efficacia probatoria delle rilevazioni sancita dall’art. 142 del predetto codice.

Corte di cassazione, sezione VI civile, ordinanza 5 dicembre 2019 n. 31818

L’indicazione nel verbale della corretta funzionalità del photored

La sentenza della Corte costituzionale cui si riferisce il ricorrente ha riguardato le sole apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazione dei limiti di velocità. Pertanto dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’articolo 45 C.d.S., comma 6,da essa operata, non si può trarre argomento per sostenere la sussistenza dell’obbligo di sottoporre a taratura anche che gli apparecchi T-Red, che non costituiscono strumenti di misurazione.

In tema di rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso.

Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza 15 aprile 2019 n. 10458 

In tema di rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all’idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell’attrezzatura a pregiudicarne l’efficacia ex art. 142 del predetto codice.

Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 11 maggio 2017 n. 11574

Il verbale di accertamento della violazione del passaggio con impianto semaforico a luce rossa, rilevata mediante apparecchiatura Vista Red, è valido anche se non contiene l’attestazione della funzionalità, dello strumento di rilevazione elettronica, la cui eventuale difformità rispetto ai requisiti previsti dal decreto di omologazione deve essere provata dall’opponente, atteso che elemento costitutivo della pretesa sanzionatoria e la sola documentazione fotografica dell’infrazione rilevata con l’apparecchiatura omologata.

Corte di cassazione, sezione VI civile, sentenza 3 marzo 2015 n. 4255

Passaggio con semaforo rosso: rileva la prova della posizione dell’auto al superamento della linea di arresto.

Nell’accertamento relativo alla violazione dell’art. 146 comma 3 C.d.S. ciò che rileva è la prova, nel rilievo fotografico, della posizione dell’autovettura all’atto del superamento della linea di arresto, con la lanterna proiettante la luce rossa, e la seconda fotografia scattata più o meno al centro dell’incrocio. Di conseguenza deve ritenersi provata la violazione contestata qualora, dalle fotografie scattate dall’ente impositore, emerge che il veicolo iniziava l’attraversamento quando il semaforo proiettava la luce rossa.

Tribunale Massa, 15/06/2018, n.437

Attraversamento di incrocio con semaforo rosso: per l’accertamento dell’infrazione è sufficiente il rilievo con dispositivi omologati

L’art. 201 comma 1-bis C.d.S. prevede che in caso di violazione dell’attraversamento dell’incrocio con semaforo rosso non è necessaria la presenza di organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Difatti in tema di violazione dell’art. 146, comma 3, del codice della strada (attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa), per effetto della nuova disciplina contenuta nell’art. 201, comma 1-ter, del medesimo codice (introdotto dall’art. 4, comma 1, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modifiche, in L. 1 agosto 2003, n. 214), i documentatori fotografici delle infrazioni commesse alle intersezioni regolate da semaforo, ove omologati ed utilizzati nel rispetto delle prescrizioni riguardanti le modalità di installazione e di ripresa delle infrazioni, sono divenuti idonei a funzionare anche in modalità completamente automatica, senza la presenza degli agenti di polizia.

Tribunale Bari sez. III, 23/02/2018, n.854

Passaggio col semaforo rosso, spetta al conducente provare i motivi di malfunzionamento del sistema di rilevazione

E’ onere di chi propone opposizione alla sanzione amministrativa per attraversamento con impianto semaforico rosso, dimostrare in concreto sotto quale profilo il funzionamento del dispositivo di rilevazione fotografica fosse compromesso o comunque difforme dai requisiti di installazione, posizionamento e ubicazione.

Cassazione civile sez. VI, 23/10/2017, n.25026

Procedimento di querela di falso per contestare il verbale, coperto da fede privilegiata, di accertamento del passaggio con il semaforo rosso

Il verbale in cui si accerta l’avvenuto passaggio con il semaforo rosso – non implicando attività di elaborazione da parte dell’agente, trattandosi di circostanza che il verbalizzante attesta essere avvenuta sotto la sua diretta percezione – è coperto da fede privilegiata e la parte è tenuta ad esperire avverso le risultanze del medesimo l’apposito procedimento di querela di falso, ove intenda contestare la realtà del fatto, atto contenente, inoltre, tutti gli elementi necessari e sufficienti a soddisfare il requisito della specificità dell’atto di accertamento

Tribunale Bari sez. III, 05/10/2016, n.4989



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