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Valore causa giudice di pace contributo unificato

18 Gennaio 2020 | Autore:
Valore causa giudice di pace contributo unificato

Cos’è il valore di una causa e come si determina il contributo unificato dovuto per i procedimenti dinanzi al giudice di pace?

Se ritieni di aver subìto un torto e non sei riuscito a risolvere la questione in via amichevole, a meno che tu non preferisca soprassedere e rinunciare al tuo diritto, l’unico modo per avere soddisfazione è quello di fare causa al responsabile, anche se si tratta di una lite di scarso valore. Diventa, pertanto, fondamentale, conoscere i costi dell’azione legale che s’intende avviare, comprese le eventuali tassazioni previste dalla legge. È, quindi, importante fissare il valore della causa e, se di competenza del giudice di pace, è opportuno conoscere l’ammontare del contributo unificato dovuto.

Se stai leggendo questa pubblicazione, evidentemente, sei alla ricerca proprio di queste informazioni. Sei stato vittima, infatti, di un piccolo danno a carico del tuo appartamento e non sei riuscito ad avere, in via bonaria, alcun risarcimento dal tuo vicino. Per questo motivo, devi avviare una causa, con buona probabilità davanti al giudice di pace, ma vorresti avere dei chiarimenti sulle competenze di questo magistrato, sui costi dell’azione legale e, in particolare, sull’ammontare del cosiddetto contributo unificato. Pertanto, ti chiedi: quali sono le competenze del giudice di pace? A quanto ammonta il contributo unificato davanti al giudice di pace? Per questo tipo di causa, quale dovrebbe essere l’onorario dell’avvocato? Proseguendo nella lettura, troverai le risposte alle tue domande.

Giudice di pace: le competenze

È la legge [1] a stabilire le competenze del giudice di pace che, almeno per il momento, sono, di regola, concentrate sulle cause di valore non eccessivo. In particolare, questo giudice è competente:

  • per tutte le cause aventi ad oggetto beni mobili (ad esempio, una somma di denaro a titolo di risarcimento) di valore non superiore a 5.000 euro, purché la legge non le attribuisca ad altro ufficio;
  • per tutte le contese aventi ad oggetto il risarcimento danni derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti di valore non superiore a 20.000 euro;
  • per le azioni legali riguardanti l’apposizione di termini e l’osservanza delle distanze previste dalla legge, dai regolamenti o dagli usi, con riferimento all’interramento degli alberi e delle siepi;
  • per le controversie aventi ad oggetto la misura e la modalità d’uso dei servizi condominiali;
  • per le liti riguardanti le immissioni di fumo, odori e rumori, allorché le medesime superino la normale tollerabilità di chi le subisce;
  • per le cause sul mancato pagamento degli interessi o degli accessori riguardanti le prestazioni previdenziali o assistenziali.

Sembra evidente, quindi, che tra gli elementi più importanti da individuare, per stabilire se il giudice di pace sia o meno competente, c’è il valore della causa. Vediamo insieme, pertanto, come si determina.

Valore causa: come si determina?

Il valore di una causa si determina semplicemente identificandolo col valore economico dei beni pretesi.

Sei stato vittima di un incidente in cui la tua auto ha subìto danni per l’ammontare complessivo di 1.500 euro oppure il tuo immobile è stato danneggiato da un’infiltrazione proveniente dall’appartamento soprastante e, per la tinteggiatura del soffitto, è necessario spendere 1.000 euro.

Negli esempi appena riportati, qualora non sia stato possibile raggiungere l’accordo con la controparte, il valore della conseguente azione legale sarà determinato dall’ammontare del risarcimento richiesto. Ecco, quindi, spiegato come si precisa il valore di una causa: un elemento molto importante non soltanto per individuare la competenza o meno del giudice di pace, ma anche per stabilire l’ammontare della tassazione prevista per ricorrere all’amministrazione della giustizia, cioè il cosiddetto contributo unificato.

Causa giudice di pace: il contributo unificato

Il contributo unificato è la tassa che lo Stato chiede sia versata per affrontare tutti i procedimenti giurisdizionali, compresi quelli civili di competenza del giudice di pace. In particolare, esso dipende dal valore della causa, così come determinato nella domanda proposta (ad esempio, l’ammontare del risarcimento richiesto nella citazione a giudizio per danni). Nello specifico, per le cause qui prese in considerazione, per legge [2] è dovuto un contributo unificato:

  • di 43 euro per le liti di valore sino a 1.100 euro;
  • di 98 euro per le azioni legali di valore da 1.100 a 5.200 euro;
  • di 237 euro per le controversie di valore da 5.200 a 26.000 euro;
  • di 237 euro per le cause di valore indeterminabile;
  • di 168 euro per le opposizioni agli atti esecutivi, indipendentemente dal valore.

Ci sono, altresì, alcuni procedimenti speciali (procedimento per ingiunzione e l’accertamento tecnico preventivo) per i quali, anche se di competenza del giudice di pace, gli importi sopra indicati vanno ridotti alla metà. Infine, ricordati che al contributo unificato bisogna aggiungere una marca da bollo di 27 euro, ma soltanto per le cause di valore superiore a 1.033 euro.

Causa giudice di pace: l’onorario dell’avvocato

Leggendo il paragrafo precedente, in prospettiva di una causa risarcitoria in cui chiedi alla tua controparte un indennizzo di 1.500 euro, sei in grado di stabilire che le tasse da pagare saranno il contributo unificato di 98 euro e la marca da bollo da 27. Resta, pertanto, da quantificare l’onorario dell’avvocato che, ovviamente, è rimesso al tuo prudente apprezzamento.

A tal proposito, ricordati che il legale deve obbligatoriamente fornirti un preventivo scritto prima dell’incarico e che se procedi senza aver ricevuto dal professionista alcuna informazione in merito, potresti ritrovarti con una brutta sorpresa. Infatti, in assenza di un accordo scritto sul compenso, si applicherebbero le tabelle ministeriali che, ad esempio, per una causa risarcitoria di 1.500 euro potrebbero far lievitare il costo dell’avvocato intorno ai 2.000 euro complessivi.

Pertanto, anche per una causa di modesto valore, prima di conferire un mandato e di procedere, stabilisci compiutamente per iscritto le condizioni economiche dell’incarico professionale.


note

[1] Art. 7 cod. proc. civ.

[2] Art. 13 Dpr 115/2002


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