Cronaca | News

Carburanti: impennata prezzi dopo raid Usa in Iraq

3 Gennaio 2020
Carburanti: impennata prezzi dopo raid Usa in Iraq

Le tensioni internazionali dopo l’attacco in Iraq hanno provocato un immediato balzo dei prezzi del petrolio.

Il raid di stanotte all’aeroporto di Baghdad in Iraq, dove forze statunitensi su ordine del presidente Trump hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, ha già provocato nelle prime ore del mattino un balzo delle quotazioni di scambiodel petrolio e una conseguente impennata dei prezzi dei carburanti. Secondo i dati forniti dalla nostra agenzia stampa Adnkronos, il Wti (indice di riferimento dei prezzi del petrolio grezzo) aumenta di 1,70 dollari arrivando 62,82 dollari, mentre il Brent (l’indice del petrolio raffinato) registra un incremento di 1,93 dollari e giunge a 68,18 dollari a barile.

Brutte sorprese dunque per chi sta per rimettersi in viaggio al rientro delle festività natalizie. I movimenti al rialzo sulla rete carburanti italiana, dopo la pausa delle festività di Capodanno, sono già iniziati. Mentre le quotazioni in Mediterraneo sono in salita sia per la benzina che per il gasolio, si registrano aumenti dei prezzi consigliati per Eni sul Gpl (+2 cent), Tamoil sul diesel (+1 cent) e il Gpl (+2 cent) e IP, Italiana Petroli e Q8 su tutti e tre i prodotti (+1 cent). Passando ai prezzi praticati sul territorio, invece, non si riscontrano ancora particolari variazioni.

In base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è a 1,593 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,587 a 1,614euro/litro (no logo 1,570). Il prezzo medio praticato del diesel è invece a 1,487 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,485 a 1,502 euro/litro (no logo 1,468). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è a 1,728 euro/litro, con gli impianti che vanno da 1,682 a 1,792 euro/litro (no logo 1,621), mentre per il diesel la media è di 1,624 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie compresi tra 1,586 e 1,699 euro/litro (no logo 1,518). Infine, il Gpl va da 0,608 a 0,627 (no logo 0,602).

Intanto il Codacons lancia l’allarme sul caro carburanti, tenendo conto che “le quotazioni del petrolio sono salite ai massimi degli ultimi quattro mesi raggiungendo quota 63 dollari” e si dichiara pronto ad iniziative legali contro qualsiasi rincaro speculativo dei prezzi alla pompa. ”Al momento i ritocchi dei listini presso i distributori sono minimi ma temiamo, così come avvenuto in passato, una improvvisa ondata dei rialzi dei prezzi per benzina e gasolio, con effetti negativi per le tasche dei consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo il Codacons sta monitorando i listini dei carburanti e, in caso di aumenti eccessivi, siamo pronti a denunciare i petrolieri alle Procure della Repubblica di tutta Italia per il reato di aggiotaggio”.

“Ricordiamo infatti che i carburanti venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati nei mesi scorsi, quando le quotazioni del petrolio erano inferiori, e un aumento repentino dei prezzi alla pompa non appare in alcun modo giustificato. Non solo. Una
eventuale ondata di rialzi avrebbe effetti negativi anche sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma, con rincari dei listini per una
moltitudine di prodotti”, conclude il Codacons.

note

Autore immagine: 123rf.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube