Le sentenze più importanti del 2019

3 Gennaio 2020 | Autore:
Le sentenze più importanti del 2019

La rassegna delle pronunce che hanno avuto il maggior impatto innovativo sulla giurisprudenza e sulla vita degli italiani nel 2019.

L’anno che si è appena concluso ha registrato una serie di pronunce innovative ed interessanti in tutti gli ambiti del diritto, dal civile al penale passando per il tributario e il diritto del lavoro. La più recente quella della Cassazione di fine dicembre secondo cui coltivare cannabis in casa non è più reato; ma ha fatto scalpore, ad esempio, anche quella sulle mense scolastiche, con il no al panino portato da casa e quella che ha cancellato i debiti arretrati del bollo auto. Ecco una breve rassegna delle decisioni più significative emesse nel 2019, quelle che hanno avuto il maggior impatto sulla vita degli italiani.

Il diritto di morire

In materia di eutanasia, la Corte costituzionale, dichiarando incostituzionale l’art. 580 del Codice penale, ha sancito la libertà del diritto di morire ma con motivazioni che stabiliscono limiti e condizioni alla possibilità di praticare il suicidio assistito, con vincoli anche per i medici.

Così ora, a seguito dell’intervento della Corte (e in attesa della riformulazione della materia da parte del legislatore) non è punibile per il reato di istigazione o aiuto al suicidio «chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli».

Il panino a mensa

Gli alunni che frequentano la mensa scolastica non possono portare alimenti preparati a casa: in particolare la Cassazione dice no al panino portato da casa  stabilendo che non esiste «un diritto all’autorefezione individuale nell’orario della mensa e nei locali scolastici» e questo principio vale per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado.

L’assegno di mantenimento all’ex coniuge

Proseguendo una strada già intrapresa in materia di divorzio, la Cassazione è intervenuta anche sull’assegno di mantenimento dovuto a seguito di separazione coniugale, e ha sancito l’addio al criterio del tenore di vita. L’ex coniuge non ha più un diritto automatico a godere, attraverso l’assegno, delle condizioni economiche di cui beneficiava durante il matrimonio.

L’orientamento tracciato dalla suprema Corte comincia a farsi sentire anche nella vita pratica, a partire dai casi più noti; ad esempio, Berlusconi non pagherà il mantenimento a Veronica grazie alle nuove regole. Leggi anche violazione degli obblighi di assistenza familiare ultime sentenze.

Cartelle, la prescrizione scende a 5 anni

La prescrizione dei tributi erariali, come l’Irpef e l’Iva, non è più soggetta all’ordinario termine decennale ma diventa di 5 anni: l’orientamento della Cassazione che stabilisce il dimezzamento dei termini, applicando così il termine prescrizionale “breve” previsto per le obbligazioni periodiche, si rafforza nel corso del 2019, anche se non mancano pronunce di segno contrario. Per i contribuenti si aprono dunque possibilità in più di vedere le cartelle esattoriali cancellate con la prescrizione.

Bollo auto, cancellati i debiti arretrati 

Qui l’intervento della Cassazione ha operato per rafforzare quanto già disposto da una norma di legge varata alla fine del 2018 ma che talvolta non era stata applicata ai giudizi pendenti, riguardanti le cartelle per bolli auto di importo inferiore a mille euro (praticamente, quasi tutti) e riguardanti il periodo dal 2000 al 2010. Ha così stabilito che devono essere automaticamente cancellati questi debiti arretrati ma si è dovuti arrivare fino al terzo grado di giudizio per sancire che non ci sono sanzioni per chi non ha pagato il bollo auto relativo a questi anni.

Etilometro e alcoltest alla guida

Diventa più facile evitare le multe per chi guida ubriaco: può essere riassunto così il principio sancito dalla Cassazione sulla prova del corretto funzionamento dell’etilometro. Secondo gli Ermellini, spetta alla pubblica accusa dimostrare che lo strumento funziona a dovere e le misurazioni effettuate sul conducente risultato positivo all’alcoltest sono giuste.

Autovelox e multe per eccesso di velocità

C’è una distanza minima da rispettare per il posizionamento degli apparecchi autovelox rispetto al cartello che ne indica la presenza agli automobilisti. Un tempo era di un chilometro per tutti i tipi (fissi e mobili), ora non lo è più. La Cassazione ha precisato che le regole di distanza tra autovelox e cartello subiscono delle deroghe per i dispositivi mobili e così ha abolito la distanza fissa privilegiando il criterio, variabile a seconda delle circostanze, della «distanza adeguata» rapportata al tipo di strada.

Coltivazione cannabis in casa

È l’ultima pronuncia del 2019, diffusa il 27 dicembre scorso. Emessa dalle Sezioni Unite, per colmare un contrasto presente da tempo nella giurisprudenza, ha deciso, in estrema sintesi, che coltivare cannabis in casa non è più reato. Per questa sentenza, però, si attende ancora il deposito delle motivazioni, che dovranno precisare i criteri.

Alla stregua delle indicazioni fornite nell’«informazione provvisoria» diffusa dalla Corte, deve ritenersi che il quantitativo dovrà essere minimo e che la coltivazione di cannabis dovrà essere totalmente artigianale, in maniera da far desumere con certezza che è destinata all’esclusivo uso personale. Anche qui, però, sarebbe necessario un intervento del legislatore; l’orientamento della Cassazione non è infatti in grado di mettere al riparo da denunce e sequestri, fin quando non verranno fissati dalla legge parametri precisi.



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