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Fratelli conviventi: nucleo familiare e stato di famiglia

8 Gennaio 2020
Fratelli conviventi: nucleo familiare e stato di famiglia

Il fratello che coabita entra nello stato di famiglia? Quali effetti ai fini dell’Isee?

Tuo fratello sta attraversando un periodo difficile da un punto di vista economico. Hai per questo deciso di ospitarlo a casa tua dove attualmente hai la residenza. Ti chiedi, però, se questa convivenza avrà ripercussioni sul tuo Isee. In buona sostanza, vuoi sapere qual è lo stato di famiglia e il nucleo familiare per fratelli conviventi. Ecco alcuni chiarimenti che potranno esserti d’aiuto.

Differenze tra stato di famiglia e nucleo familiare

La prima cosa da stabilire è la netta differenza che esiste tra stato di famiglia e nucleo familiare. Lo stato di famiglia, come noto, è un certificato rilasciato dal Comune ove si attesta quali sono i componenti della famiglia anagrafica. Nella famiglia anagrafica rientrano tutte le persone, conviventi, legate da vincoli di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o, semplicemente, affettivo. Non rilevano, invece, i rapporti occasionali. Questo non toglie che, all’interno della stessa abitazione, vi possano essere persone appartenenti a nuclei familiari distinti (si pensi a due colleghi di lavoro che dividono le spese dell’affitto). 

Quello che conta davvero nello stato di famiglia è che, oltre al vincolo di parentela sopra indicato, tutti i soggetti convivano sotto lo stesso tetto, cioè nello stesso immobile. Lo stato di famiglia può comprendere anche una sola persona (si pensi a un single o a un divorziato).

Leggi: differenze tra stato di famiglia e nucleo familiare. 

Al contrario, il nucleo familiare può comprendere anche soggetti non conviventi, purché fiscalmente a carico. Il nucleo familiare viene richiesto ai fini della compilazione del modello Isee (Indicatore situazione economica equivalente).

I coniugi fanno sempre parte del nucleo familiare e così i figli finché convivono con i genitori. Se, invece, decidono di andare a vivere altrove, possono decidere se continuare a far parte del nucleo familiare del padre e della madre o formarne un altro. 

Fratelli conviventi: cosa comporta?

La situazione di convivenza viene regolata, a livello giuridico, da un rapporto di comodato. In buona sostanza, il titolare dell’immobile presta una o più camere al fratello in forza di un rapporto contrattuale che può anche essere verbale. Gli accordi tra le parti potranno prevedere oneri a fronte di tale prestito (ad esempio, la partecipazione alle spese condominiali, alle utenze, ecc.), così come no (in quest’ultimo caso, si tratterà di un comodato a titolo gratuito). Il contratto non deve essere necessariamente registrato.

Fratelli conviventi: fanno parte dello stesso stato di famiglia

In caso di fratelli conviventi sotto lo stesso tetto, gli stati di famiglia rimangono sempre ben divisi e distinti oppure restano tra loro separati? Che incidenza ha un’eventuale coabitazione sull’Isee dei due fratelli. Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Come abbiamo anticipato sopra, in base all’attuale legge [1], per “famiglia anagrafica” si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune. 

Nel caso di due fratelli conviventi, sussistono entrambi i presupposti ossia tanto il rapporto di parentela, quanto la coabitazione. Ciò fa sì che il fratello che va a coabitare con l’altro verrà indicato nello stesso stato di famiglia. 

Peraltro, secondo quanto affermato dai Tar di mezza Italia [2], la nozione di famiglia anagrafica non vale che agli effetti anagrafici, essendo finalizzata alla raccolta sistematica dell’insieme delle posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze che hanno fissato nel Comune la residenza. Nulla, invece, impedisce che, ad altri fini, debba considerarsi la famiglia nucleare, ossia quella composta da genitori e figli. Con la conseguenza che, se nell’ambito di più persone legate da vincoli di matrimonio e di parentela le quali coabitano e hanno dimora abituale nello stesso Comune, vi siano due o più nuclei familiari, gli stessi, pur costituendo una famiglia anagrafica, rappresentano pur sempre distinti nuclei familiari ad altri fini, per esempio fiscali e di determinazione del reddito familiare.

Fratelli conviventi: fanno parte dello stesso nucleo familiare?

I fratelli conviventi non fanno necessariamente parte dello stesso nucleo familiare, ben potendo, come anticipato, scegliere di rimanere distinti sotto il profilo fiscale, specie se ognuno di questi ha una propria famiglia a carico. 

Invece, per quanto riguarda l’Isee e la famiglia anagrafica, è difficile che, in presenza di un vincolo familiare, all’Anagrafe consentano di fare due stati di famiglia distinti a meno che non si accatasti l’unità abitativa in due distinte. Anche ai fini Isee, l’Inps potrebbe contestare due Isee separati. Chiaramente, ciò riguarda solo il caso in cui il fratello trasferisca la propria residenza. Se, invece, si tratta di uno spostamento momentaneo, senza cambio di residenza, gli Isee restano separati.


note

[1] Art. 4, co. 2, del Dpr 223/1989.

[2] Tar Bari, 13 gennaio 2012 n. 183.


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1 Commento

  1. Buongiorno, attualmente io e mia sorella coabitiamo in una stessa unità immobiliare, ma fisicamente suddivisa in 2 parti distinte. Ai fini anagrafici risultiamo quindi nello stesso stato di famiglia. Visto che a breve io e la mia compagna avremo una bimba e vorrei inserire anche loro nel mio stato di famiglia risulteremmo tutti, mia sorella compresa, anagraficamente nello stesso stato.
    E’ però possibile mantenere, ai fini fiscali del calcolo dell’ISEE ad esempio, 2 nuclei familiari distinti in modo da non risultare con un redditto cumulativo?

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