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Riduzione assegno mantenimento in favore dei figli: ultime sentenze

9 Gennaio 2020
Riduzione assegno mantenimento in favore dei figli: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli; revisione del contributo di mantenimento dei figli maggiorenni in sede di divorzio; separazione dei coniugi; assegno al coniuge separato; assegnazione della casa coniugale; riduzione dell’assegno disposta dal giudice dell’appello.

Riduzione e revoca dell’assegno di mantenimento

In tema di separazione personale, la riduzione e la revoca dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli, decorre, normalmente, dal momento della pronuncia giudiziale che modifica la misura o ne accerta la inesistenza dei presupposti.

Non sono, quindi, rimborsabili le somme percepite in forza di precedenti provvedimenti non definitivi, qualora – per la loro elevata entità – tale somme siano state comunque destinate ad assicurare il mantenimento del coniuge sino all’eventuale esclusione del diritto stesso o al suo affievolimento in un obbligo di natura solo alimentare e, si debba presumere, proprio in virtù della modestia del loro importo, che le stesse siano state consumate per fini di sostentamento personale.

Cassazione civile sez. I, 24/05/2018, n.12957

Riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli

In tema di separazione personale, la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli decorre dal momento della pronuncia giudiziale che ne modifica la misura, non essendo rimborsabile quanto percepito dal titolare di alimenti o mantenimento.

Cassazione civile sez. VI, 24/10/2017, n.25166

Possibilità di riduzione della misura dell’assegno dei figli maggiorenni

In tema di revisione del contributo di mantenimento dei figli maggiorenni in sede di divorzio, vi è la possibilità di riduzione della misura dell’assegno fissato dal Giudice anche in favore dell’ex coniuge, in considerazione dei maggiori oneri patrimoniali gravanti sull’ex marito per effetto del nuovo vincolo assunto e della conseguente alterazione dell’equilibrio economico sussistente tra le parti al momento pronuncia di divorzio, per cui i sopravvenuti, giustificati motivi a sostegno della richiesta di revisione delle condizioni patrimoniali del divorzio possono riguardare anche i nuovi oneri familiari dell’obbligato, derivanti dalla nascita di un figlio, generato dalla successiva unione, sempre che detta insorgenza, abbia determinato un reale depauperamento delle condizioni economico-patrimoniali del soggetto obbligato, su cui grava l’onere di offrire un esauriente quadro in ordine alle proprie condizioni economico-patrimoniali, ma il nuovo dovere di mantenimento dell’obbligato va valutato anche alla stregua delle potenzialità economiche della nuova famiglia in cui il bambino è stato generato e quindi avendo riguardo anche alle condizioni del nuovo coniuge.

Tribunale Salerno sez. I, 07/10/2016, n.4483

La rideterminazione della misura dell’assegno di mantenimento

In tema di separazione personale, la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli decorre dal momento della pronuncia giudiziale che ne modifica la misura, non essendo rimborsabile quanto percepito dal titolare di alimenti o mantenimento.

Cassazione civile sez. VI, 20/07/2015, n.15186

Esigenze scolastiche ed aspirazioni professionali dei figli

Il coniuge, separato o divorziato, debitore di un assegno di mantenimento al coniuge od ex coniuge ed ai figli, non può ottenere una riduzione dell’assegno da lui dovuto e regolarmente erogato per lungo tempo, asserendo che gli sono venuti meno donativi monetari ed altri vantaggi economici, a suo dire, a lui frequentemente erogati dalla madre, dalla sorella o da terzi, senza dare alcuna prova di averli ricevuti ed utilizzati ai fini dell’adempimento regolare dei doveri di mantenimento su di lui incombenti, così come non ha in alcun modo provato che i figli abbiano attenuato le loro esigenze scolastiche, o ridimensionato le loro aspirazioni professionali.

Tribunale Milano, 19/03/2014

Circostanze sopravvenute

Il ridimensionamento dei tempi di frequentazione tra il coniuge avente diritto all’assegno di mantenimento ed i figli, collocati presso l’obbligato, e la circostanza per cui l’obbligato dopo la separazione sia divenuto padre di un’altro figlio, costituiscono circostanze sopravvenute idonee a giustificare la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge, dovendosi ritenere altresì legittima l’aspirazione dell’obbligato ad avere un’abitazione più ampia ove convivere con la nuova partner, i due figli ed il bambino nato dalla convivenza.

Tribunale Milano sez. IX, 21/12/2011

Quando va versato l’assegno di mantenimento in favore del figlio?

L’assegno di mantenimento in favore del figlio va versato anche quando l’attività di lavoro precaria svolta da quest’ultimo non comporta un’ indipendenza economica che possa giustificare l’esonero dei genitori dal suo mantenimento né la riduzione dell’assegno stesso (cassato, nella specie, il ricorso avanzato dall’ex coniuge che chiedeva la riduzione dell’importo versato alla figlia maggiorenne, in considerazione del fatto che la ragazza svolgeva un’attività lavorativa, seppur precaria, e che la stessa non viveva più con la madre affidataria).

Cassazione civile sez. I, 03/01/2011, n.18

Richiesta di riduzione di un assegno di mantenimento in favore del minore

In merito alla richiesta di riduzione dell’ammontare di un assegno di mantenimento in favore di un figlio minore, si rileva che, in difetto di prova del dichiarato decremento reddituale rispetto allo stipendio percepito alla data della proposizione del ricorso per separazione consensuale (e dell’omologa), non sussistono i presupposti per ritenere “peggiorata” la posizione economica del ricorrente e, di riflesso, per “riconsiderare” la misura dell’assegno suddetto.

Tribunale Bari sez. I, 13/01/2009

Assegno di mantenimento a favore del figlio maggiorenne

Il carattere sostanzialmente alimentare dell’assegno di mantenimento a favore del figlio maggiorenne, in regime di separazione, comporta che la normale retroattività della statuizione giudiziale di riduzione al momento della domanda vada contemperata con i principi d’irripetibilità, impignorabilità e non compensabilità di dette prestazioni, con la conseguenza che la parte che abbia già ricevuto, per ogni singolo periodo, le prestazioni previste dalla sentenza di separazione non può essere costretta a restituirle, né può vedersi opporre in compensazione, per qualsivoglia ragione di credito, quanto ricevuto a tale titolo, mentre ove il soggetto obbligato non abbia ancora corrisposto le somme dovute, per tutti i periodi pregressi, tali prestazioni non sono più dovute in base al provvedimento di modificazione delle condizioni di separazione.

Cassazione civile sez. I, 10/12/2008, n.28987

Esigenze del minore

In presenza dell’inserimento del minore nella famiglia legittima costituita successivamente dalla madre naturale, pur non potendosi escludere l’erogazione di un contributo proveniente dal di lei coniuge, persona non obbligata nei confronti del medesimo minore, tale ipotetico apporto non può certamente integrare la capacità contributiva della stessa madre, né tantomeno giustificare l’esonero o la riduzione dell’obbligo contributivo cui è tenuto l’altro genitore (padre naturale).

Al fine di stabilire la congruità della somma dovuta in rapporto alle esigenze del minore, l’art. 147, c.c., stabilisce poi che l’obbligo di mantenimento, istruzione ed educazione della prole va adempiuto tenendo conto di capacità, inclinazione naturale ed aspirazioni di ciascun figlio.

Tribunale Bari sez. I, 05/03/2008, n.561


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