Gratteri sotto attacco, chiesto l’intervento del Csm

3 Gennaio 2020
Gratteri sotto attacco, chiesto l’intervento del Csm

Contro gli attacchi della deputata Bruno Bossio (Pd), moglie di un indagato, il membro laico del Csm Gigliotti (M5S) chiede l’apertura di una pratica a tutela.

Dopo i 300 arresti dell’operazione Rinascita-Scott contro la ‘ndrangheta, diretta dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ci sono stati pesanti interventi critici di una parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio, che ha rilasciato dichiarazioni sull’inchiesta in corso che coinvolge anche il marito, Nicola Adamo, ex consigliere alla Regione Calabria.

”Gratteri arresta metà Calabria! È giustizia? No è solo uno show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini. E la ‘ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni”, aveva detto Bruno Bossio.

Ora, per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos, interviene sulla vicenda Fulvio Gigliotti (M5S), membro “laico” del Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, che chiede all’organo di autogoverno di verificare se sussistano le condizioni per l’apertura di una pratica ”a tutela dell’indipendenza e del prestigio dei magistrati e della funzione giudiziaria” e, dunque, in difesa di Gratteri colpito da questi attacchi.

Una dichiarazione, riferisce Gigliotti, poi apparsa sulla pagina Facebook della Bruno Bossio e, successivamente, rimossa ma ”mai smentita dall’interessata” e la cui veridicità ”deve ritenersi pressoché certa, avendo anche determinato una formale presa di distanza della stessa forza politica di appartenenza della parlamentare”.

Le dichiarazioni, sottolinea ancora Gigliotti, ”attribuendo a un’operazione articolata, delicata e complessa, che ha coinvolto e coinvolgerà una pluralità di livelli istituzionali, dalla magistratura requirente e giudicante, alle forze dell’ordine, ad altri livelli ancora, finalità asseritamente politiche, e comunque diverse da quelle di giustizia, rischia di minare seriamente la credibilità della funzione giudiziaria, anche in ragione della particolare posizione istituzionale rappresentativa di chi la ha espressa”.

Gigliotti chiede, dunque, che il Comitato di Presidenza, che tornerà a riunirsi l’8 gennaio, trasmetta l’istanza alla prima commissione del Consiglio, perché verifichi la sussistenza dei presupposti richiesti per aprire una pratica a tutela di Gratteri.



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