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Creditori contro debitori: la scelta del tipo di pignoramento (esecuzione forzata)

25 ottobre 2013


Creditori contro debitori: la scelta del tipo di pignoramento (esecuzione forzata)

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2013



La scelta della forma di pignoramento (mobiliare, immobiliare o presso terzi) dipende dal tipo di bene che si intende pignorare: beni mobili, immobili, crediti di lavoro, conto corrente, pensione, automobili, crediti, ecc.

Salvo il caso di inadempimento di un preciso obbligo (per es.: lasciar libero un immobile o eseguire un lavoro in appalto o restituire un bene concesso in leasing), nel qual caso il creditore deve chiedere che l’obbligo sia imposto al debitore dall’ufficiale giudiziario in modo forzoso (è la cosiddetta “esecuzione in forma specifica”), tutte le volte in cui il creditore intende procedere all’esecuzione forzata deve:

  • individuare con esattezza i beni sui quali agire;
  • – dare precise istruzioni all’ufficiale giudiziario, indicando i soggetti destinatari dell’esecuzione forzata, l’oggetto del pignoramento (il conto in banca, il reddito di lavoro dipendente, i beni immobili) e il luogo del pignoramento;
  •  – predisporre i relativi atti (ad esempio, nel caso del pignoramento prezzo terzi predisponendo l’atto da notificare alla banca ove il debitore mantiene il conto corrente).

Il buon esito dell’esecuzione dipende, pertanto, dalla correttezza delle informazioni a disposizione del creditore e dalla scelta del mezzo di esecuzione che maggiormente si adatta alla situazione del debitore.

La legge, infatti, non prevede che l’ufficiale giudiziario abbia poteri investigativi: egli è legittimato solo a ricevere richieste di azioni mirate su beni specifici già individuati dal creditore.

Ecco uno schema delle possibilità di scelta, tra i vari tipi di esecuzione, che si profilano per il creditore.

Beni immobili

In presenza di beni immobili intestati o cointestati al debitore, si procede con il pignoramento immobiliare.

L’esistenza di immobili pignorabili è facilmente rinvenibile attraverso una ricerca presso i competenti uffici (Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio – servizi di pubblicità immobiliare) che, mediante la consultazione di registri pubblici, consente di verificare altresì la presenza di eventuali altri pignoramenti o eventi pregiudizievoli (quali, ad esempio, la presenza di ipoteche che potrebbero vanificare l’azione stessa).

È la procedura che garantisce maggiore possibilità di successo per il creditore, non fosse altro per l’indubbia pressione psicologica che esercita sul debitore l’essere privato del proprio tetto, che lo porta spesso a pagare bonariamente. Se il valore dell’immobile è superiore a quello del credito per cui si procede e se non intervengono altri creditori privilegiati nella procedura, il creditore ha la possibilità di recuperare il capitale, interessi e spese legali.

Gli svantaggi connessi alla scelta della procedura esecutiva immobiliare riguardano i tempi e i costi.

I costi della procedura sono ingenti (reperimento della documentazione catastale, ecc.). Dette spese devono essere anticipate dal creditore.

I tempi non sono mai inferiori ad alcuni anni (dipende dal carico di lavoro del Tribunale). In media, la procedura dura 4/5 anni, ma ciò dipende anche dall’eventualità che il bene si venda o meno all’asta.

Conti correnti

Quando si è a conoscenza di rapporti di conto corrente intrattenuti dal debitore presso una o più banche si può procedere con il pignoramento presso terzi. Tale procedura inizia con un atto di pignoramento presso terzi da notificare, oltre che al debitore, anche alla banca o alle banche presso cui il debitore risulta avere somme depositate.

Il nominativo della banca di riferimento può essere desunto da circostanze attinenti lo svolgimento dell’attività commerciale del debitore, quali l’emissione di assegni o le modalità di pagamento richieste dallo stesso debitore.

La procedura presso terzi è particolarmente rapida ed efficace dal momento che pone un vincolo immediato sulle somme o sui beni detenuti dal terzo pignorato (effetto che si produce già solo con la notifica dell’atto introduttivo) e consente lo svolgimento dell’azione nei confronti di un soggetto terzo, e, pertanto, non interessato ad azioni o espedienti dilatori.

I costi della procedura sono contenuti (alcune centinaia di euro).

I tempi della procedura sono brevi (anche in questo caso, dipende dal Tribunale).

Se sono stati individuati crediti da pignorare (un conto in banca, uno stipendio, una pensione), le possibilità di successo sono garantite. Infatti, in questa procedura, la fase più delicata è proprio l’individuazione delle somme da pignorare.

Stipendi, compensi, pensioni, ecc.

L’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente o di altra forma di collaborazione nel caso di debitore persona fisica (non quindi una associazione, una società o una ditta) consente di procedere con il pignoramento presso terzi dello stipendio o del compenso presso il datore di lavoro (terzo pignorato).

La procedura però presenta lo svantaggio del limite entro cui può avvenire tale pignoramento: 1/5 mensile. Per cui, la somma pignorabile mensilmente è, a volte, davvero minima (su uno stipendio di 1.000 euro, il pignoramento può essere non superiore a 200 euro). Questo vuol dire che, in presenza di uno stipendio modesto e di un credito elevato, così come nel caso in cui più creditori abbiano optato per la stessa procedura, l’azione potrebbe richiedere tempi molto lunghi.

I costi della procedura sono contenuti (alcune centinaia di euro).

Anche in questo caso, una volta individuato il rapporto di lavoro o di previdenza da pignorare, le possibilità di successo sono elevate.

Rapporti contrattuali (crediti)

Se il debitore risulta essere, a sua volta, creditore di somme nei confronti di un terzo, è possibile procedere con il pignoramento (presso terzi) di tali somme presso il terzo contraente.

I costi della procedura sono medi (per via della necessità di reperimento delle informazioni).

I tempi sono brevi e vi è un’elevata possibilità di successo per quanto detto sopra.

Beni mobili

Si procede con il pignoramento mobiliare presso il debitore nel caso di debitore persona fisica. Tale pignoramento non necessita di particolari formalità relative alla individuazione dei singoli beni. Il creditore è tenuto a indicare unicamente l’indirizzo della sede o della residenza del debitore e sarà l’ufficiale giudiziario che procederà alla individuazione di beni eventualmente pignorabili.

Le possibilità di successo sulla procedura, ai fini dell’effettivo recupero del credito non sono particolarmente elevate. Spesso infatti i beni individuati dall’ufficiale giudiziario hanno un valore basso e, soprattutto, la vendita all’asta è assai improbabile. La procedura viene utilizzata più spesso come strumento di pressione nei confronti del debitore per provocare pagamenti anche rateizzati o parziali del debito o, in certi casi, come azione prodromica ad una richiesta di fallimento.

I costi, poi, si rivelano spesso sproporzionati. Infatti c’è da pagare l’Istituto Vendite Giudiziarie per le procedure di vendita del bene. Inoltre, i tempi da attendere per le varie aste possono essere anche di diversi mesi.

Automobili

Il pignoramento mobiliare presso il debitore può avere a oggetto anche automobili del debitore che possono essere pignorati con le modalità descritte per i beni mobili; la procedura dunque presenta i limitati vantaggi già descritti con riferimento a tale forma di pignoramento.

Cumulo dei mezzi di espropriazione

Nella valutazione di quale sia il mezzo di espropriazione più efficace è bene tenere presente, oltre all’esistenza di altri strumenti (come l’iscrizione di ipoteca nel caso di pignoramento immobiliare) di azionare più forme di espropriazione contemporaneamente o anche in tempi successivi.

Il creditore può ricorrere al cumulo laddove, ad esempio, debba recuperare un credito particolarmente elevato e abbia rivenuto più beni da aggredire o se un mezzo non si rivela particolarmente efficace o anche solo per aumentare la pressione sul debitore.

Tuttavia, se l’espropriazione appare eccessiva o sproporzionata (cioè quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese dell’esecuzione e dei crediti dovuti al pignorante), il debitore può presentare al giudice dell’esecuzione una istanza di riduzione del pignoramento.

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6 Commenti

  1. nel momento in cui venga individuato il domicilio del debitore per il pignoramento dei beni mobili, ma i beni contenuti all’interno dell’abitazione siano di proprietà della persona convivente? anche in questo caso l’ufficiale giudiziario potrebbe pignorare comunque i beni?
    Grazie

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  2. salve, ho ricevuto richiesta di espropriazione immobiliare a seguito di mancato pagamento di alcune rate di un bene in leasing.
    Abbiamo avuto difficoltà economiche (aziendali) per usura dalle banche.
    Abbiamo fatto opposizione e denuncia per usura, ma il PM ci ha detto che penale è troppo eccessiva, bastava una denuncia civile. ma è proprio cosi? ci ha fatto capire che boccerà la nostra richiesta.

  3. SE IL DEBITORE,VISTO CHE E’ MINACCIATO DI PAGARE ED HA FORTE SENTORE CHE TRATTASI DI SVARIATE ILLEGALITA’,FALSITA’, ANOMALIE,ABUSO DI POTERE,APPROPRIAZIONI INDEBITE, INGORDIGIA DI DANARO ALTRUI,CRUDELTA’, CATTIVERIA, TRUFFA, ACCORDI DI ESSERI SENZA SCRUPOLI,E’ QUANT’ALTRO RELATIVO ALLA DISUMANA INCIVILTA’,PER CUI,COME PREDETTO,HA FORTI SENTORI ED “APPURA” CHE TRATTASI DI SVARIATI “REATI” PREDETTI,PER CUI,RELATIVI AL C.P., E’ C.P.P.,COME SI DEVE REGOLARE IL MALCAPITATO HA CUI GLI SONO STATI ESTORTI NUMEROSI “QUATTRINI” ? PER CUI LANCIO UN ACCORATO APPELLO,CONSIGLIANDO TUTTO,RIBADISCO,”TUTTO” IL PERSONALE DELLE ORGANIZAZIONI FORENSI,DI EFFETTUARE LE NUMERORE INDAGINI,PER SCOPRIRE LA VERITA’ PERCHE SI CHIEDE DANARO E’ SI SCRIVONO ATTI FALSI,E’ RELATIVE FIRME FALSIFICATE;(PERSONALI PROVE TANGIBILI,VI RACCONTERO’ CASI ECLATANTI,),PRIMA DI EMETTERE DEI DECRETI CHE LEDONO ANCORA DI PIU’ I SFORTUNATI SERIE ED ONESTI CITTADINI.
    IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A CECILIA LOLIVA PINTO

    1. leggendo la pubblicazione della Sig.ra CECILIA LOLIVA PINTO, quanto pubblicato corrisponde al mio caso, gentilmente con chi potrei comunicare in merito al mio stesso problema?
      grazie

  4. COME HO SCRITTO NEL PRECEDENTE COMMENTO,POICHE’ SONO IN POSSESSO DI “TANGIBILI” PROVE,PER CUI,POICHE’ NON VOGLIO CHE AD ALTRI ONESTI CITTADINI ACCADONO SPREGEVOLEZZE,MI SENTO IN DOVERE DI “DIVULGARE”,UNO DEI CASI DI CRUDELTA’, FALSITA’, TRUFFE’,ESTORSIONI,ECC., ECC.,COME A ME CAPITOMI;PER CUI RACCONTO UNO,(PER IL MOMENTO) DEI “RIPROVEVOLI” CASI CHE STO’ SUBENDO DA OLTRE DUE ANNI; INIZIATO OLTRE DIECI ANNI FA’.
    EBBENE;CIRCA OLTRE 20anni FA,DA UN ANZIANO;(MA PARLAVO QUASI SEMPRE CON I GENERI,(DI SOLITO IN PARTICOLARE CON UNO DI LORO),PRESI IN AFFITTO UN LOCALE,PUR SE FU SCRITTO UN CONTRATTO,E’ PUR SE IO VOLEVO REGISTRARLO,LORO MI DISSERO,SCRIVIAMO QUALCHE LIRA IN MENO DI 2,500,000,(DUE MILIONI,CINQUECENTO),ANNUI,PER CUI NON OCCORRE LA REGISTRAZIONE;PERO’ IL DANARO EQUIVALENTE AD OLTRE 2.500,00 LI PRETENDEVANO A PARTE LA SEMPLICE RICEVUTA,E’ PUR SE IL LOCALE ERA VECCHIO E’ MALCNCIO,E’ PUR SE NON SPETTAVA,OGNI ANNO PTENDEVANO L’AUMENTO,PERO’ SEMPRE PAGATO A PARTE LA RICEVUTA. DOPO UN PO DI ANNI IL VECCHIETTO VENNE A MANCARE,E’ DOPO POCHISSIMO TEMPO, UNO DEI LOCALI SOTTOSTANTE IL LOCALE A ME FITTATO DAL DEFUNTO VECCHIETTO,FU ALIENATO HA DEGLI AMICI DELLE FIGLIE E’ RELATIVI CONIUGI.
    DA PREMETTERE CHE FIN CHE IL VECCHIETTO ERA IN VITA,NON HO AVUTO MAI PROBLEMI,MENTRE, APPENA DIECI MESI DOPO IL DECESSO DEL VECCHIO PROPRIETARIO,(IN CONTEMPORANEO CON IL CAMBIO DEI NUOVI CONTATORI DELL’ENERGIA ELETTRICA),NEL LOCALE IN QUESTIONE,INIZIARONO VARIE ANOMALIE. DIFATTI,OLTRE HA NON AVER OTTENUTO IL RINNOVO DEL CONTRATTO DAGLI EREDI;LE BOLLETTE DEL LIQUIDO IDRICO INIZIARONO HA “LIEVITARE”;LO STESSO DICASI DELLE BOLLETTE DELL’ENERGIA ELETTRICA. PIU’ VOLTE PORTAI GLI EREDI HA CONOSCENZA DELLE ANOMALIE LAGNANDOMI; SI DISINTERESSAVANO,IGNORANDO L’ANOMALA SITUAZIONE IN CUI MI TROVAVO;AFFINCHE’ ARCISTUFA ED INDEBITATA DI PARECCHIO;MI RIBELLAI CON GLI EREDI;LI TRATTAVO SEMPRE BENE PUR NON AVENDO UNO SCRITTO DI RINNOVO CONTRATTO CON I NUOVI PROPRIETARI,(DIFATTI IL RICAVATO DELLA PIGIONE, E’ INTUIBILE CHE……..),MA SICCOME,LE BOLLETTE PREDETTE “LIEVITAVANO” SEMPRE DI PIU’,E’ I PREDETTI EREDI SI COMPORTAVANO CON IDIFFERENZA E’ SPAVALDERIA,I FORTI SENTORI MI AUMENTAVANO SEMPRE DI PIU’,E’ ALLA MIA ENNESIMA LAGNANZA,ED AL LORO COMPLETO STRAVAGANTE MENEFREGHISMO;MI FECI CORAGGIO,E’ GLI DISSI;PER IL MOMENTO, SOSPENDO I PAGAMENTI DELLA PIGIONE,ED HA TUTTORA CHE RISOLVETE I CASI DEL LIQUIDO IDRICO E ‘ DELL’ENERGIA ELETTRICA, REGOLARIZZIAMO IL TUTTO. DOPO UN PO DI MESI,SI RECO’ NEL MIO LOCALE UNO DEI GENERI; AFFERMANDO,”SI” E’ VERO,LE FAMIGLIE HA CUI ABBIAMO ALIENATO IL LOCALE SOTTOSTANTE NON HANNO PROVVEDUTO HA INSTALLARE IL LORO CONTATARE,PER CUI,FECERO I CALCOLI, E’ MI RIMBORSARONO € 72,00 (SETTANTADUE),TRATTENUTI PER ACCONTO PIGIONE. SUPPLICAI GLI EREDI, DI RISOLVERE ANCHE L’INGARBUGLIATO E’ INCRESCIOSO CASO DELLE NUMEROSE “ESOSE” BOLLETTE DELL’ENERGIA ELETTRICA CHE MI PERVENIVANO; SCOPRII CHE I LOCALI ALIENATI,ERANO PRIVI SIA DEL CONTARE DEL LIQUIDO IDRICO,SIA DEL CONTATORE DELL’ENERGIA ELETTRICA;MA NON HANNO MAI VOLUTO CAPIRE RAGIONE,E’ ANZICCHE’,RISOLVERE L’INCRESCIOSO CASO (POICHE’ SI TRATTAVA DI AVERLO INSIEME TRAMATO E’ MESSO IN ATTO CON I LORO AMICI),INIZIARONO ANCHE AD INGIURIARMI, E’ “DIFFAMARMI PESANTEMENTE”;E’ DOPO POCHISSIMI GIORNI,ASSUNSERO LO STESSO BALORDO E’ CRUDELE COMPORTAMENTO,”ANCHE” L’INTERA CRICCA DEI LORO AMICI HA CUI AVEVANO ALIENATO LO STABILE SOTTOSTANTE,E’ CHE MI AVEVANO RIMBORSATO LA PARTE ESTORTA DEL LIQUIDO IDRICO. PER CUI,FUI COSTRETTA SPORGERE FORMALE ATTO DI QUERELA-DENUNCIA AD ENTRAMBE LE PARTI. PORTO HA CONOSCENZA CHE,LA SOMMA DELLE BOLLETTE CHE MI INVIAVA L’ENEL,(CERTO TRAMITE TACITI ACCORDI),VARI MESI SUPERVANO LA SOMMA DELLA MIA MODICA PENSIONE DI ASSEGNO SOCIALE; DIFATTI,ANNI ADDIETRO L’ASSEGNO SOCIALE EQUIVALEVA AD APPENA MENSILMENTE € 400,29,(QUATTROCENTO VENTINOVE), MENTRE PER ALCUNE BOLLETTE SI TRATTAVA DI € 432,00,(QUATTROCENTO,32),UN ALTRA PER DUE MESI ESTIVI 732,00,(SETTECENTO,32),ALTRE DI 363,00,250,00,E’ VIA DI SEGUITO; CHIARISCO CHE IN QUEI LOCALI NON CERANO CONFORT,IL PERIODO INVERNALE RISVALDAVO L’AMBIENTE CON LA STUFA A GAS,ANCHE PER LA MINESTRA USAVO LA CUCINA CON LA BOMBOLA DEL GAS,MENTRE PER SBRIGARE LE ALTRE FACCENDE MI RECAVO A CASA MIA, E’ LE BOLLETTE ERANO MODERATISSIME NONOSTANTE GLI USI DEI “MIEI” ELETTRODOMESTICI. VISTO E’ CONSIDERATO,APPENA POSSIBILE HO LASCIATO,IL MALEDETTO LOCALE,E’ NONOSTANTE LA PURA REALTA’,ED I NUMEROSI IMBROGLI,HANNO AVUTO ANCHE IL BARBARO CORAGGIO DI PRENDERE ACCORDI CON UN AVVOCATO AMICO LORO;(PAROLE DELL’AVVOTO),FALSIFICARE UNA MAREA DI DOCUENTI E’ RELATIVE FIRME,E’ FARMI LO SFRATTO,(MA COME LA PENSANO CERTE PERSONE,PERCHE FINO ADESSO MAI PUNITI),CHIEDERMI ALTRO NUMEROSO DANARO,”PERO” RIFIUTANDOSI DI FIRMARE QUALUNQUE DOCUMENTO,RIFIUTARONO IL DANARO LIQUIDO,E’ DA OLTRE UN ANNO SIAMO IN CAUSA. INOLTRE,E’ NON DA MENO,PORTO ANCHE HA CONOSCENZA CHE HANNO AVUTO ANCHE IL BARBARO,CRUDELE,E’ VILE CORAGGIO DI ESIBIRE DINNANZI AI GIUDICI DOCUMENTI BEN, BENE “FALSIFICATI,COMPRESE LE FIRME”,INOLTRE HANNO ANCHE AVUTO LO SPIETATO CORAGGIO DI BLOCCARMI ANCHE SVARIATI MESI DELLA MIA MINIMA PENSIONE,E’I BUONI FRUTTIFERI DI APPENA € 50,(CINQUANTA),COINTESTATI CON I MIEI NIPOTINI; INOLTRE,PUR SE DA UN PO DI MESI RISCUOTO L’ASSEGNO SOCIALE,MA DAL 01/10/2015,E’ STATO DECUTATO DEL 20%,E’ FACENDO RICORSI ALL’INPS,MI E’ STATO SCRITTO CHE SI STANNO PRENDENDO LA SOMMA DI € 8.000,00,(OTTOMILA) DATI IN PIU’;MA TRAMITE IL MOD TE08 CHE L’IMPS MI PORTAVA HA CONOSCENZA DI TALI ARRETRATI;A ME TALI ARRETRATI E’ SOMME IN PIU’ SUL SUPER MINIMO DELL’ASSEGNO SOCIALE NON HO MAI, RIBADISCO,”MAI” OTTENUTO NULLA,RIBADISCO “NULLA” , POICHE L’UFFICIO POSTALE,IL 01 GIUGNO 2015 MI EROGO’ SOLO LA PENSIONE EQUIVALENTE AL MESE DI GIUGNO 2015, EPURE,TALI EREDI,TRAMITE IL LORO AVVOCATO CHIEDONO DANARO;”PERO” PRIVO DI FIRMA;MENTRE DEL NUMEROSO RIMBORSO DEI CONSUMI DELL’ENEL DEGLI AMICI,E’ CHISSA’…….NON SI PARLA,E’ ANCORA NEGANO NONOSTANTE L’EVIDENTISSIMA REALTA’ DEI LOCALI PRIVI DI LUCE DA QUANDO LASCIAI QUEL MALEDETTO LOCALE E’ QUANT’ALTRO COLLEGATO AI CASI TRAMATI,E’ MESSI IN ATTO. O RITENUTO OPPORTUNO DIFFONDERE PIETOSI CASI DEL GENERE ONDE EVITARE AD ALTRI ONESTI CITTADINI SPREGEVOLEZZE,E’ CRUDELTA’ DEL GENERE, SU CUI PRENDERE ATTO E’ CREARE DELLE GIUSTE LEGGI,MEGLIO DDIRE “LOGICHE”.
    CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI ED ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DEI MIEI GENITORI ADOTTIVI E’ LA CRICCA DI MALEFFARE DEI DI LORO PARENTI SERPENTI.
    IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A. CECILIA LOLIVA PINTO

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