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Pensione di reversibilità 2021

3 Giugno 2021 | Autore:
Pensione di reversibilità 2021

Pensione ai superstiti: beneficiari, requisiti, limiti di reddito 2021, riduzione, domanda.

La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, o indiretta, è una prestazione che viene riconosciuta ad alcuni familiari, individuati dalla legge [1], del lavoratore o del pensionato deceduto: la vivenza a carico del dante causa è presunta per il coniuge e i figli minori, mentre è subordinata alla prova per gli altri familiari, che devono risultare a carico del pensionato o del lavoratore al momento del decesso.

Per il diritto alla pensione ai superstiti, nel caso in cui il dante causa non fosse pensionato, devono essere soddisfatti anche particolari requisiti contributivi.

Ricordiamo che la pensione ai superstiti prende il nome di pensione di reversibilità, in caso di dante causa pensionato, o di pensione indiretta, nell’ipotesi di dante causa lavoratore o comunque assicurato.

In merito alla pensione di reversibilità 2021 e alla pensione indiretta 2021, non aumentano, rispetto al 2020, le soglie di reddito al di sopra delle quali il trattamento spettante al familiare superstite viene ridotto (salvo alcune eccezioni per le quali le riduzioni della pensione non operano).

Bisogna comunque tener presente che la pensione di reversibilità o indiretta è comunque già ridotta: ai superstiti, difatti, non è devoluto l’intero trattamento che spettava al pensionato, o che sarebbe spettato al lavoratore, ma soltanto una sua quota, in base al grado di parentela ed ai superstiti aventi diritto.

Ma procediamo con ordine.

Chi ha diritto alla reversibilità o alla pensione indiretta?

La pensione ai superstiti, di reversibilità o indiretta, spetta:

  • al coniuge, anche separato (secondo un primo orientamento [2], occorre che sussista a favore del coniuge superstite il diritto all’assegno di mantenimento o all’assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; secondo un diverso orientamento, il diritto alla pensione sussiste a prescindere dall’obbligo di versare l’assegno di mantenimento o alimentare [3]), oppure divorziato: se divorziato, per il diritto al trattamento l’inizio del rapporto assicurativo del lavoratore o del pensionato deve essere anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio; il coniuge divorziato superstite deve inoltre essere titolare dell’assegno divorzile in forza di una sentenza dal tribunale e non deve essersi risposato;
  • ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti, altrimenti sino alla maggiore età, o senza limiti di età se inabili al lavoro) e agli equiparati:
    • figli adottivi e affiliati;
    • figli riconosciuti o giudizialmente dichiarati dal deceduto o dal coniuge del deceduto;
    • figli non riconoscibili dal deceduto per i quali questi era tenuto al mantenimento o agli alimenti in virtù di sentenza, o che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio;
    • figli nati dal precedente matrimonio del coniuge del deceduto;
    • figli minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norme di legge;
    • figli postumi, nati entro il trecentesimo giorno dalla data di decesso del padre;
  • ai nipoti [4], per i quali risultino verificati gli stessi requisiti dei figli aventi diritto, assieme all’accertata impossibilità per il padre e per la madre di provvedere al mantenimento, e che risultino:
    • conviventi col nonno (o con la nonna) dante causa e non autosufficienti economicamente;
    • non conviventi, ma per i quali risulti verificato il mantenimento abituale da parte del nonno o della nonna dante causa.
  • ai genitori over 65, che hanno diritto alla pensione solo se il coniuge o i figli mancano, o non rientrano tra gli aventi diritto, e che devono inoltre risultare a carico del dante causa deceduto; non devono poi essere titolari di pensione diretta o ai superstiti; chi è titolare di pensione in quanto superstite dell’altro coniuge non ha diritto alla pensione per il decesso del figlio;
  • ai fratelli celibi e sorelle nubili, che devono risultare viventi a carico ed inabili al lavoro al momento del decesso del pensionato, e che hanno diritto alla pensione solo se mancano o non hanno diritto alla reversibilità (o alla pensione indiretta) il coniuge, i figli e i genitori.

A quanto ammonta la reversibilità 2021?

La pensione di reversibilità è un trattamento di previdenza, basato sulla contribuzione accreditata all’assicurato dante causa, e non un trattamento di assistenza. Non ha, dunque, un importo fisso aggiornato di anno in anno, ma un importo, comunque aggiornato annualmente, che corrisponde a una percentuale della pensione spettante al defunto, o a una percentuale della pensione alla quale avrebbe avuto diritto (per capire come funziona il calcolo della pensione: Come calcolare la pensione Inps).

Le percentuali da applicare variano in base alla tipologia dei superstiti aventi diritto ed alla composizione del nucleo familiare:

  • coniuge solo: spetta il 60% della pensione del dante causa;
  • coniuge ed un figlio: spetta, in totale, l’80%;
  • coniuge e due o più figli: spetta, in totale, il 100%;
  • un figlio: spetta il 70%;
  • due figli: spetta, in totale, l’80%;
  • tre o più figli: spetta, in totale, il 100%;
  • un genitore: spetta il 15%;
  • due genitori: spetta, in totale, il 30%;
  • un fratello o una sorella: spetta il 15%;
  • due fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 30%;
  • tre fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 75%;
  • sei fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 100%.

Aggiornamento pensione di reversibilità 2021

L’importo della reversibilità, pur non essendo fisso, è adeguato periodicamente in base all’andamento dell’inflazione. Per le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo, nel 2020 è scattato l’aumento dello 0,40%, adeguato in via definitiva allo 0,50%. Nel 2021 non è stato applicato alcun incremento in via provvisoria. Per le pensioni più alte è confermato il meccanismo di rivalutazione del trattamento a scaglioni che passano da 7 a 6, con un indice di perequazione ridotto in misura decrescente fino al 40%. Nel dettaglio:

  • per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo, l’adeguamento è ugualmente previsto nella misura del 100% per il 2020; è del 97% nel 2019 e per i primi mesi del 2020, in quanto l’Inps [5] non ha fatto in tempo a recepire le novità della legge di Bilancio 2020;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 77%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 52%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo è del 47%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo è del 45%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo è del 40%.

Le pensioni di reversibilità riconosciute dall’Inps nel 2020 aumentano in questo modo, a partire dal mese di gennaio, con gli incrementi dello 0,4%, sia il nuovo meccanismo di rivalutazione:

  • pensioni fino a 4 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,50%;
  • pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,385%;
  • pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,26%;
  • pensioni di importo da 6 a 8 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,235%;
  • pensioni di importo da 8 a 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,225%;
  • pensioni di importo oltre 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,20%.

Quando si riduce la reversibilità 2021?

La pensione di reversibilità, oltre alla riduzione di base spettante in base al grado di parentela ed ai superstiti aventi diritto, può subire un’ulteriore riduzione nel caso in cui il beneficiario possieda redditi propri diversi dal trattamento ai superstiti. In particolare, perché la prestazione sia ridotta, è necessario che i redditi posseduti superino determinate soglie.

Nello specifico, la riduzione della pensione di reversibilità non viene effettuata se il reddito del titolare della prestazione non supera di 3 volte il trattamento minimo Inps, ossia sino a 20.107,62 euro annui (importo valido per l’anno 2021).

Se questa soglia è superata, la reversibilità è ridotta del:

  • 25%, nel caso in cui il reddito superi 20.107,62 euro (3 volte il minimo Inps), ma non superi 26.810,16 euro (4 volte il minimo Inps); questo perché, per tale fascia di reddito, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 75%;
  • 40%, se il reddito dell’interessato supera i 26.810,16 euro ma non i 33.512,70 euro (5 volte il minimo Inps); questo perché, se il reddito del pensionato è superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%;
  • 50% se il reddito del pensionato supera i 33.512,70 euro: in pratica, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 50% nel caso in cui il reddito superi 5 volte il minimo Inps.

Il trattamento che deriva dal cumulo dei redditi con la reversibilità ridotta non può comunque essere inferiore a quello spettante per il reddito pari al limite massimo della fascia immediatamente precedente.

Chi ha diritto a non subire la riduzione della reversibilità 2021?

La pensione di reversibilità o indiretta, in ogni caso, non viene ridotta se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili. Inoltre, nessuna riduzione può essere operata ai trattamenti in essere alla data del 1° settembre 1995: questi ultimi subiscono però il blocco dell’importo senza adeguamento per futuri miglioramenti, fino a completo riassorbimento della differenza.

La legge Dini [6], infatti, esclude dalle riduzioni per cumulo con altri redditi i trattamenti pensionistici già in essere alla data del 1° settembre 1995, con riassorbimento dei futuri miglioramenti. Questo significa che i titolari di pensione di reversibilità con decorrenza anteriore al 1° settembre 1995 non subiscono la riduzione della pensione ma, in presenza di redditi superiori ai limiti di legge, non incassano, fino al riassorbimento dell’importo risultante a debito, gli aumenti annuali connessi alla rivalutazione delle retribuzioni (in pratica, la pensione di reversibilità non viene rivalutata).

Quali redditi non rilevano ai fini delle soglie limite?

Non tutti i redditi prodotti dal beneficiario della reversibilità rilevano ai fini dei limiti di cumulo col trattamento.

Anche se la Legge Dini [6], che ha previsto i limiti di cumulo tra redditi e pensione ai superstiti, non chiarisce quali siano i redditi del beneficiario da valutare ai fini del cumulo col trattamento pensionistico, l’Inps ha chiarito i dubbi con una successiva circolare [7].

L’istituto, nel dettaglio, ha spiegato che rilevano tutti i redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Al contrario, non rilevano nelle soglie di reddito:

  • il Tfr, i trattamenti assimilati e le relative anticipazioni;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • gli arretrati sottoposti a tassazione separata;
  • l’importo della pensione ai superstiti su cui deve essere eventualmente operata la riduzione.

Sono stati successivamente esclusi da ulteriori provvedimenti pensione e assegno sociale, rendite Inail, assegni di accompagnamento, pensioni privilegiate, pensioni e assegni per invalidi, ciechi e sordomuti.

Qual è la decorrenza della pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.

Domanda di pensione di reversibilità

È possibile richiedere la pensione di reversibilità, o indiretta, rivolgendosi a un patronato, oppure direttamente tramite il sito dell’Inps, se in possesso di pin dispositivo dell’Inps, di Spid o carta nazionale dei servizi.

Per accedere al servizio, bisogna seguire il percorso: Prestazioni e servizi/ Pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità.

Per approfondire e conoscere tutti i documenti da allegare: domanda pensione di reversibilità.


note

[1] Art. 22 L. 903/1965.

[2] Cass. sent. n. 6684/2009 e n.11428/2004.

[3] Cass. sent. n.4555/2009 e n. 15516/2003.

[4] C. Cost. sent. n. 180/1999; Inps Circ. 195/1999.

[5] Inps Circ. 147/2019.

[6] L. 335/1995.

[7] Inps Circ. 234/1995.


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