Diritto e Fisco | Articoli

Cosa succede se non faccio controllare la caldaia?

28 Gennaio 2020 | Autore:
Cosa succede se non faccio controllare la caldaia?

Revisione caldaia e controlli efficienza energetica: chi è tenuto a farli? Quali sanzioni per chi con fa controllare la caldaia? Bollino blu: cos’è?

Possiamo tranquillamente dire che in quasi tutte le case degli italiani c’è una caldaia che regola il riscaldamento dell’abitazione. Più nello specifico, la caldaia è quell’apparecchiatura che realizza il passaggio di calore da un combustibile in fase di combustione verso un liquido senza che avvenga la sua ebollizione, con lo scopo poi di distribuirlo in un ambiente tramite l’impianto deputato a ciò. Le caldaie di ogni tipo, però, necessitano di una revisione periodica, in quanto da un malfunzionamento può derivare un rischio per l’incolumità di chi vive nelle abitazioni. Cosa succede se non fai controllare la caldaia?

Con il presente articolo cercheremo di dare una risposta a questa domanda; vedremo cioè quali sono le conseguenze legali nell’ipotesi in cui non venga fatta la revisione della caldaia. A cosa si va incontro? Cosa dice la legge? Che tipo di sanzioni sono previste? Se l’argomento ti interessa perché sei in ritardo per la revisione periodica della tua caldaia, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se non si fa il controllo della caldaia.

Caldaia: cosa dice la legge?

Prima di spiegare cosa succede se non faccio controllare la caldaia, vediamo cosa dice la legge a proposito della caldaia e dell’impianto di riscaldamento.

Come detto nell’introduzione, la caldaia è quell’apparecchiatura che assume un ruolo centrale nell’impianto di riscaldamento di ogni edificio. Utilizzando un linguaggio non tecnico, possiamo dire che la caldaia è il cuore di ogni impianto di riscaldamento: nel caso di guasto, infatti, si paralizzerebbe l’intero sistema.

La legge [1] definisce la caldaia (o generatore di calore) come il complesso che permette di trasferire al fluido termovettore il calore prodotto dalla combustione.

Stante il ruolo centrale che riveste la caldaia, la legge impone che la stessa sia soggetta a controlli periodici che non solo ne garantiscano l’efficienza, ma che scongiurino la possibilità che eventuali guasti possano causare conseguenze a volte tragiche per l’incolumità delle persone.

Nello specifico, i controlli da effettuare sono di due tipi: la revisione degli impianti e i controlli sull’efficienza energetica. Analizziamoli entrambi.

La revisione della caldaia

Come detto sul finire del precedente paragrafo, le caldaie sono soggette a due tipologie di controlli: la revisione degli impianti termici e i controlli sull’efficienza energetica.

Per quanto concerne la revisione della caldaia, essa va effettuata periodicamente in base alle indicazioni fornite dall’impresa che ha installato l’impianto. Nell’ipotesi in cui non sia presente alcuna indicazione di questo tipo, la revisione va fatta in base alle scadenze scritte nelle istruzioni tecniche emesse dal fabbricante, cioè da colui che ha prodotto la caldaia.

In assenza anche di queste indicazioni, si dovrà fare riferimento alla normativa stabilita dall’Ente nazionale italiano di unificazione (Uni) e dal Comitato elettrotecnico italiano (Cei) per l’impianto di cui si è in possesso.

Le revisioni effettuate nel tempo vanno annotate su un libretto di impianto “a schede”, la cui compilazione corretta richiede una specifica competenza. Il libretto va custodito gelosamente: infatti, come ti dirò a breve, il mancato possesso di tale libretto può far scattare una sanzione amministrativa, consistente nel pagamento di un importo che va dai cinquecento ai seicento euro.

I controlli per l’efficienza energetica della caldaia

I controlli della caldaia che riguardano l’efficienza energetica vanno effettuati sugli impianti domestici: nel caso di impianti a combustibile liquido o solido ogni due anni, in caso di impianti a gas metano o gpl ogni quattro anni (leggi a proposito il paragrafo dedicato alle scadenze delle revisioni in base al tipo di caldaia).

Si badi bene, però, che questi criteri sono validi per le regioni che non hanno un proprio regolamento in materia. Si tenga presente, inoltre il produttore dell’apparecchio può stabile che la periodicità dei controlli sia diversa da quella prevista.

Chi è tenuto a fare i controlli sulla caldaia?

Il controllo e la revisione della caldaia costituiscono un obbligo per tutti i proprietari di caldaie che hanno provveduto ad installare l’impianto nell’immobile o nel locale per la produzione di riscaldamento, acqua calda e uso cucina.

Come già ricordato, l’obbligo di revisione periodica della caldaia dipende dalla tipologia e dalle caratteristiche del tipo di impianto: solitamente, il termine della revisione viene specificato direttamente sul libretto di istruzioni o, in mancanza, è determinato dal tecnico al momento dell’installazione o dopo il primo controllo. In questo secondo caso, il termine deve essere indicato sul libretto di impianto e inviato ad una ditta di certificazione come previsto dalla legge.

Quale persona, concretamente, è tenuta ad assicurarsi che la caldaia sia stata regolarmente revisionata e controllata?

La manutenzione della caldaia spetta al proprietario della casa o, in caso di riscaldamento condominiale, all’amministratore di condominio.

Se la casa è abitata da un affittuario, sarà quest’ultimo a doversi occupare delle verifiche; dunque, se sei il conduttore di un’abitazione, controlli e revisioni graveranno su di te, non sul proprietario dell’immobile.

Nel caso in cui l’immobile o il locale risulti occupato a diverso titolo (comodato, usufrutto, ecc.) oppure senza alcun titolo, il responsabile dell’impianto è in ogni caso l’occupante, cioè colui che usufruisce dell’alloggio.

Cosa succede se non fai controllare la caldaia?

Siamo dunque pronti a rispondere al quesito posto nel titolo di questo articolo: cosa succede se non faccio controllare la caldaia?

La mancata revisione della caldaia comporta, a carico del soggetto inadempiente, una serie di costi e multe, oltre ad esporlo al rischio di incidenti e faglie di sicurezza che potrebbero derivare dallo stato di malfunzionamento dell’impianto.

Ebbene, il rischio concreto è di incorrere in una sanzione pecuniaria, anche molto elevata: e infatti, proprietari e inquilini di unità immobiliari le cui caldaie non siano periodicamente manutenute e controllate da un tecnico specializzato e abilitato possono essere soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa il cui importo va dai cinquecento ai tremila euro.

In caso di riscontro di anomalie o di mancata revisione nei termini, oltre alle suindicate sanzioni scatta anche un ulteriore onore di controllo che può variare dai cinquanta ai duecento euro.

Al possessore di una caldaia viene inflitta una multa anche nel caso in cui non abbia il libretto di impianto, con un importo tra i cinquecento e i seicento euro.

Ispezioni caldaie: come funzionano?

Le ispezioni sulle caldaie vengono effettuate a campione e viene verificato il pagamento del bollino blu. L’utente viene avvisato in anticipo con una raccomandata nella quale si specifica la data e l’orario della verifica.

Più nel dettaglio, sono i Comuni a gestire le attività ispettive per controllare il rispetto dell’obbligo di controllo e manutenzione degli impianti di riscaldamento domestici. L’ispezione non è automatica, ma scatta a campione attraverso la verifica del mancato pagamento del cosiddetto bollino blu o l’invio del rapporto di controllo e qualità dei fumi ai database istituiti allo scopo (e non presenti in tutte le Regioni italiane).

Ricordiamo che la periodicità con cui si eseguono i controlli e la manutenzione delle caldaie varia da Regione a Regione, come abbiamo esposto in una articolo recente.

Bollino blu caldaie: cos’è?

Ma cos’è questo bollino blu che abbiamo citato nel paragrafo superiore? Il bollino per la caldaia a gas o termica non è altro che una certificazione rilasciata dagli esperti del settore riconosciuti dal Comune che, dopo aver compiuto i controlli sul nostro impianto caldaia, ovvero, dopo aver eseguito le analisi sui fumi di scarico e il corretto funzionamento, rilasciano un bollino da applicare sulla documentazione relativa all’impianto.

Controlli caldaia: scadenze

I controlli riguardanti la propria caldaia vanno fatti con le scadenze che abbiamo sopra detto. La periodicità è diversa a seconda del tipo di caldaia installata e delle indicazioni fornite dal fabbricante. In generale, però, valgono le seguenti regole:

  • ogni quattro anni va fatta la revisione dell’impianto a gas, metano o gpl;
  • ogni due anni va fatta la revisione degli impianti termici a combustibile liquido (esempio, gasolio) o solido (esempio, pellet, legna, carbone, ecc.);

Quanto appena detto vale per le caldaie con potenza compresa tra i 10 e i 100 kw; nel caso di caldaia superiore a tale limite di potenza, la revisione andrà fatta:

  • annualmente, se trattasi caldaia a combustibile liquido o solido;
  • ogni due anni, se trattasi di caldaia a gas, metano o gpl.

Chi effettua revisione e controlli caldaia?

Solamente i tecnici specializzati, cioè quelli autorizzati dal Comune ad effettuare i controlli dello scarico fumi e gli interventi di manutenzione obbligatoria della caldaia, sono abilitati a effettuare i controlli e a certificare il buon funzionamento dell’impianto.

I tecnici, pertanto a seguito della verifica, devono rilasciare all’utente la documentazione obbligatoria che attesta il corretto funzionamento dell’impianto termico a caldaia del bollino blu da apporre sul libretto di manutenzione.

Prima installazione della caldaia: cosa fare?

Il responsabile dell’impianto, dopo aver provveduto all’installazione di una nuova caldaia, deve:

  • conservare il certificato di conformità dell’impianto;
  • conservare il libretto impianto della nuova caldaia;
  • far eseguire il bollino blu caldaia prima accensione con la prova di efficienza energetica.

Dopo la prima installazione, occorrerà attenersi alle regole descritte nei paragrafi precedenti, avendo cura di eseguire periodicamente il bollino blu caldaie da parte di una ditta abilitata che deve rilasciare copia della dichiarazione di avvenuta manutenzione dell’impianto termico, il cosiddetto “rapporto di controllo tecnico” modello G o F, controfirmata per presa visione dal responsabile dell’impianto.


note

[1] D. lgs. n. 192/2005.

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. La spesa per la sostituzione della caldaia ben può essere legittimamente suddivisa secondo i millesimi della tabella di riscaldamento, essendo evidente che gli stessi sono proprio deputati al calcolo delle diverse proporzioni di uso tra i vari utenti.

  2. Il condomino è sempre obbligato a pagare le spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale anche quando sia stato autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune, ovvero abbia offerto la prova che dal distacco non derivano né un aggravio di gestione o uno squilibrio termico, essendo in tal caso esonerato soltanto dall’obbligo del pagamento delle spese occorrenti per il suo uso, se il contrario non risulti dal regolamento condominiale.Pertanto, è legittima la delibera condominiale che pone a carico anche dei condomini che si siano distaccati dall’impianto di riscaldamento le spese occorrenti per la sostituzione della caldaia, posto che l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, al quale i predetti potranno comunque riallacciare la propria unità immobiliare.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube