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Alzheimer: ultime sentenze

11 Gennaio 2020
Alzheimer: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: morbo di Alzheimer; configurabilità del reato di circonvenzione di incapace; investimento di pedone affetto da morbo di Alzheimer; morte di un’anziana malata di Alzheimer.

Il ricovero per la cura dell’Alzheimer

Tra le prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria di competenza delle aziende unità sanitarie locali ed a carico delle stesse rientrano quelle, in particolare, attribuite alla fase post-acuta caratterizzate dall’inscindibilità del concorso di più apporti professionali sanitari e sociali nell’ambito del processo personalizzato di assistenza, dalla indivisibilità dell’impatto congiunto degli interventi sanitari e sociali sui risultati dell’assistenza e dalla preminenza dei fattori produttivi sanitari impegnati nell’assistenza. Tale definizione esclude di potervi ricomprendere il morbo di Alzheimer, patologia notoriamente caratterizzata non da una fase post-acuta, ma integrante una patologia cronico-degenerativa che incide sulle funzioni cognitive.

Di conseguenza per la patologia Alzheimer, rientrante tra le patologia “nelle forme di lungoassistenza semiresidenziali e residenziali” è espressamente prevista la ripartizione del costo complessivo per il 50% del costo complessivo a carico del SSN, con riferimento ai costi riconducibili al valore medio della retta relativa ai servizi in possesso degli standard regionali, o in alternativa il costo del personale sanitario e il 30% dei costi per l’assistenza tutelare e alberghiera e per il restante 50% del costo complessivo a carico del Comune, fatta salva la compartecipazione da parte dell’utente prevista dalla disciplina regionale e comunale.

Tribunale Trieste, 17/01/2019, n.26

Paziente affetto da Alzheimer deceduto in una casa di cura

In tema di reati colposi l’omessa indicazione nell’imputazione della regola cautelare violata si risolve nel voler ad evitare l’evento per responsabilità oggettiva e non per colpa comportando l’assoluzione per il reato colposo.

(Nel caso di specie, si trattava di un paziente affetto da Alzheimer deceduto all’interno di una casa di cura e poiché nell’imputazione veniva contestata alla struttura la vigilanza del paziente senza individuare la regola cautelare violata che andava ricercata nel decreto della giunta regionale, gli imputati venivano assolti perché il fatto non costituisce reato).

Ufficio Indagini preliminari Torino, 12/11/2018, n.1640

Farmaci cannabinoidi e morbo di Alzheimer

È legittimo il provvedimento del Ministero della salute con cui si attribuisce allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione di sostanze a base di cannabis a scopo terapeutico, giustificando l’uso medico della cannabis in considerazione delle evidenze scientifiche fino ad ora prodotte e che dovranno essere aggiornate ogni due anni, né tale decreto pone quindi un’arbitraria regolamentazione delle caratteristiche essenziali dei farmaci escludendo senza motivazione molte patologie riconosciute nella letteratura medica tra le quali l’epilessia resistente alle altre terapie, Parkinson, Alzheimer, Morbo di Crohn, SLA, Epatite C, cancro, curabili mediante cannabis, essendo l’elenco dal decreto recato suscettibile di aggiornamento ed essendo per di più basato su evidenze scientifiche definitive aggiornate al 2015.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/03/2017, n.3074

Prestazioni incluse nella degenza

Deve essere revocato il decreto ingiuntivo emesso su richiesta di RSA nei confronti di paziente affetta da alzheimer ai fini del pagamento dell’importo dovuto a titolo di retta di assistenza per la degenza, e consenguentemente rigettata la corrispondente domanda di pagamento, nella misura in cui possa escludersi che tale domanda attenga all’erogazione di prestazioni di mera assistenza e sorveglianza, riguardando, invece, prestazioni di carattere prevalentemente sanitario poste a carico del servizio sanitario, in conformità al quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento: a tale ultimo fine occorre, pertanto, valutare, da un lato, quale fosse lo stato di salute della paziente nel periodo di ricovero, dall’altro lato le esigenze terapeutiche (comprendenti non solo l’assistenza medica generica e specialistica, ma anche quella infermieristica, riabilitativa e di somministrazione dei farmaci) connesse a tale stato e dovute alla stregua del parametro di diligenza professionale alla luce delle patologie accertate.

Tribunale Monza, 01/03/2017, n.617

Reato di circonvenzione di incapace

Il delitto di circonvenzione di incapace è configurabile qualora la persona offesa sia da anni affetta da morbo di Alzheimer, trattandosi di una patologia ingravescente che determina la sussistenza di uno stato di infermità e deficienza psichica tale da rendere non indispensabile verificare la condizione della vittima al momento dell’atto dispositivo.

Cassazione penale sez. II, 15/02/2017, n.9734

Attività prestata in favore di un soggetto affetto dal morbo di Alzheimer

In ossequio all’art. 54 l. 289/2002 – diretta espressione del D.P.C.M. 29/11/2001 che ha recepito i livelli essenziali di assistenza che devono essere garantiti dal Fondo Regionale e Nazionale per la non autosufficienza – non esiste alcuna norma imperativa che ponga interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale l’esborso per l’attività prestata in favore di un soggetto affetto dal morbo di Alzheimer.

Conseguentemente, anche in applicazione del principio di solidarietà familiare, deve ritenersi legittima la compartecipazione alle spese ad opera del beneficiario stesso, del coniuge o dei parenti in linea retta di colui che benefici del servizio di assistenza.

Tribunale Padova sez. II, 16/09/2016

Prevenzione di numerose e gravi patologie

È illegittimo, in quanto viziato da falsa applicazione degli artt. 20, comma 1, 21, comma 1, lett. b), 22 e 23, comma 1, lett. s), d.lg. n. 206 del 2005 (Codice del consumo), travisamento dei fatti, grave difetto di istruttoria e difetto di motivazione, il provvedimento con il quale l’Autorità Garante abbia censurato la campagna pubblicitaria di un integratore alimentare che vantava specifiche caratteristiche di natura salutistica derivanti dal consumo del prodotto, nonché la sua possibile efficacia come coadiuvante nelle prevenzione di numerose e gravi patologie (Parkinson, Alzheimer, AIDS, tumore) fondando la decettività dei messaggi in maniera automatica sulla non inclusione dei claim contestati nell’elenco di cui al Regolamento n. 432/2006/Ce e senza valutare la veridicità di questi ultimi anche sulla base delle evidenze scientifiche prodotte dall’inserzionista nel corso del procedimento.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 09/09/2015, n.11119

Protocollo per la cura della malattia di Alzheimer

Il valore normale dei farmaci ceduti gratuitamente va escluso dal computo della base imponibile a mente dell’art. 15 del decreto i.v.a. (fattispecie relativa alla cessione gratuita delle 4 confezioni iniziali di farmaco per ciascun paziente ammesso al protocollo per la cura della malattia di Alzheimer, imposto dal d.m. salute 20 luglio 2000).

Cassazione civile sez. trib., 29/07/2015, n.16030

Lunga assistenza alberghiera e non sanitaria

La malattia di Alzheimer non si presta alla prestazioni di elevata integrazione sanitaria di cui all’art. 3, d.P.C.M. 14 febbraio 2001 atteso che non ha una fase post-acuta o comunque di durata breve e definita, nella quale intervenire in modo intensivo, ma richiede lunga assistenza, così da risultare riconducibile agli interventi di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali di adulti e anziani con limitazione dell’autonomia, non assistibili a domicilio.

Consiglio di Stato sez. III, 23/04/2015, n.2046

Incapacità mentale sopravvenuta

La separazione dei processi, a norma dell’art. 18, comma primo , lett. b), cod. proc. pen., nonostante la clausola di riserva iniziale concernente la necessità di mantenere unita la regiudicanda, deve ritenersi imposta in caso di sospensione del procedimento nei confronti di uno o più imputati, in special modo nelle ipotesi, in cui la causa della sospensione risulti protrarsi sostanzialmente “sine die”.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure il provvedimento di separazione del processo nei confronti di un coimputato in conseguenza di un’incapacità mentale sopravvenuta determinata dal morbo di Alzheimer).

Cassazione penale sez. VI, 26/02/2015, n.22065

Distinzione tra causalità materiale e causalità giuridica

In tema di responsabilità civile, qualora la produzione di un evento dannoso possa apparire riconducibile alla concomitanza della condotta umana e del fattore naturale, ed autonomo, rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato, il giudice, accertata l’efficienza eziologica della condotta rispetto all’evento, in applicazione della regola di cui all’art. 41 cod. pen., deve procedere, anche con ricorso a criteri equitativi, alla valutazione della causalità giuridica di ogni singola concausa, si da delimitare l’obbligo risarcitorio dell’autore della condotta, con esclusione delle conseguenze dannose determinate dal fortuito.

(Nella specie, relativa all’investimento di pedone affetto da morbo di Alzheimer, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione con cui il giudice di secondo grado ha valutato, ai fini della liquidazione del danno patrimoniale da lucro cessante, l’incidenza concorrente di detta patologia con la causa lesiva costituita dal sinistro, apprezzando l’evoluzione propria della malattia, nonchè il suo aggravamento in ragione delle lesioni conseguenti al sinistro stradale).

Cassazione civile sez. III, 13/11/2014, n.24204

Nomina dell’amministratore di sostegno

Il d.lg. n. 231/2007 ha la funzione di “prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminosa e di finanziamento del terrorismo”, sicché siffatta “ratio” non sussiste ove il correntista sia impossibilitato a sottoscrivere il modulo necessario alla “adeguata verifica della clientela” (art. 18, d.lg. cit.) a causa dell’età molto avanzata ovvero per ragioni di salute, dovendo in tal caso farsi applicazione analogica delle norme stabilite con riferimento all’impossibilità di sottoscrivere (art. 51, comma 7, l. n. 89 del 1913; art. 126, comma 2, c.p.c.).

(Nel caso di specie, l’istituto bancario aveva congelato il conto al proprio correntista – novantacinquenne ed affetto da demenza di Alzheimer – che non era stato in grado di sottoscrivere il “Questionario per accensione di rapporto continuativo”, introdotto dal d.lg. n. 231 cit., costringendolo all’attivazione del procedimento di nomina dell’amministratore di sostegno).

Tribunale Modena sez. II, 12/05/2014

Alienazione di un immobile ad un prezzo irrisorio

La condotta volta ad indurre o sollecitare una persona incapace di intendere e di volere, in quanto affetta dal morbo di Alzheimer, ad alienare un immobile per un prezzo irrisorio, integra il reato di circonvenzione di incapace, stante la natura di reato di pericolo che connota l’ipotesi delittuosa e, conseguentemente, la consumazione anticipata all’atto di diposizione patrimoniale dagli effetti dannosi.

Cassazione penale sez. II, 23/10/2013, n.3579

Assistenza sanitario-ospedaliera

L’accettazione del paziente in una struttura deputata a fornire assistenza sanitario-ospedaliera, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto di prestazione d’opera atipico di specialità. In base a tale tipologia contrattuale, la casa di riposo è tenuta ad una prestazione complessa, che non si esaurisce nella effettuazione delle cure mediche, ma si estende a una serie di altre prestazioni, in relazione alle esigenze specifiche dei pazienti (riconosciuta, nella specie, la responsabilità del direttore amministrativo di una casa famiglia e di una sua dipendente per la morte di un’anziana malata di Alzheimer, gettatasi, durante la notte, dalla finestra della camera, al primo piano, in cui era ricoverata).

Cassazione penale sez. IV, 15/01/2013, n.23661


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