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Lavoratori socialmente utili: ultime sentenze

11 Gennaio 2020
Lavoratori socialmente utili: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: lavoratori socialmente utili per attività diverse da quelle previste nei progetti; contratti di lavoro a termine volti alla stabilizzazione dei soggetti destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili; occupazione temporanea di lavoratori socialmente utili.

Lavori socialmente utili

È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 77, comma 2, l. reg. Sicilia 28 dicembre 2004, n. 17, censurato, in relazione all’art. 117, comma 1, Cost., in riferimento alla direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, in quanto la prevista non applicabilità della disciplina attuativa della direttiva 1999/70/CE a contratti che, seppure caratterizzati da finalità sociali e collettive, hanno ad oggetto rapporti di lavoro subordinato a termine, riconducibili allo schema negoziale dell’art. 2094 c.c., consentirebbe un numero illimitato di rinnovi, senza oggettive ragioni giustificatrici, e senza pervenire alla stabilizzazione dei lavoratori.

La questione è sollevata sulla base di un’erronea ed incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, nazionale ed europeo, sui contratti a termine con la pubblica amministrazione e quindi risulta inadeguato l’iter logico-argomentativo delle censure prospettate; in particolare, il rimettente nell’effettuare il processo di sussunzione della fattispecie concreta, concernente lavoratori socialmente utili, in quella astratta, ha fatto riferimento all’art. 2094 c.c., e ha così escluso una diversità strutturale dei rapporti di lavoro in questione rispetto agli ordinari rapporti di lavoro subordinato a termine con una pubblica amministrazione, e ha così ritenuto tali rapporti estranei alle ipotesi che la clausola 2, punto 2, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP nel lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, sottrae al proprio campo di applicazione (sentt. nn. 187 del 2016, 134 del 2018) .

Corte Costituzionale, 18/04/2019, n.96

Lavoratori socialmente utili: l’elenco delle attività

L’art. 1, comma 1, D. Lgs. n. 81 del 2000 consente agli enti utilizzatori di ricorrere all’utilizzo dei lavoratori socialmente utili anche per attività diverse da quelle originariamente previste nei progetti, purché rientranti nell’elenco delle attività di cui all’art. 3. Tuttavia, tale elenco deve ritenersi meramente esemplificativo.

Tribunale Trapani sez. lav., 22/03/2019, n.993

Lavori socialmente utili: contribuzione figurativa a carico dell’Inps

In tema di lavori socialmente utili, la contribuzione figurativa a carico dell’Inps sussiste indipendentemente dalla iscrizione nelle liste di mobilità, come discende dall’interpretazione letterale del combinato disposto degli artt. 10, comma 3, del d.lgs n. 81 del 2000, e 8, comma 19, del d.lgs. n. 468 del 1997, da cui deriva il riconoscimento della contribuzione figurativa per tutti i periodi d’impegno nelle attività socialmente utili, senza alcun limite temporale.

Cassazione civile sez. lav., 27/02/2019, n.5744

Trattamento pensionistico

La contribuzione figurativa accreditata a favore dei lavoratori socialmente utili titolari di indennità a carico dell’Inps é valorizzabile, a far tempo dal 1° agosto 1995, ai soli fini dell’accesso al trattamento pensionistico e non anche ai fini della misura dello stesso, in virtù di quanto previsto dall’art. 1, comma 9, del d.l. n. 510 del 1996, conv. in l. n. 608 del 1996.

Cassazione civile sez. lav., 20/11/2018, n.29942

Lavoratori socialmente utili: quantificazione del trattamento economico 

In tema di quantificazione del trattamento economico spettante ai lavoratori socialmente utili, cui è estranea “ex lege” la disciplina dell’impiego subordinato, la quantificazione dell’importo integrativo va operata unicamente secondo il disposto dell’art. 8, commi 2 e 3, del d.lgs n. 468 del 1997, sulla base di una retribuzione oraria determinata secondo lo specifico criterio ivi indicato, per il quale il divisore previsto ai fini dell’individuazione del valore della retribuzione oraria per i lavoratori impiegati presso il soggetto utilizzatore nelle medesime attività, va applicato alla retribuzione base (minimo contrattuale ed indennità integrativa speciale).

Cassazione civile sez. VI, 07/11/2018, n.28481

Contratti di lavoro

La situazione contingente ed urgente sottesa ai progetti che sostenevano i contratti di lavoro tra lavoratori socialmente utili e Ministero della Giustizia (e nei successivi contratti a tempo determinato) consisteva nell’esigenza di sopperire alle carenze di personale determinata dalle riforme organizzative del sistema della giustizia ed in particolare, ma non solo, dall’entrata in funzione degli uffici del giudice di pace, delle sezioni stralcio e del Giudice unico di primo grado.

Dunque, le esigenze di natura prioritaria per le quali erano state stipulate le convenzioni traevano fondamento da una situazione di carattere eccezionale e contingente indotta dalle innovazioni legislative incidenti sull’organizzazione giudiziaria, di tal ché la carenza di organico non era correlata ad un difetto generalizzato e strutturale dei servizi ma ad una carenza nuova, giustificata da una situazione di carattere straordinario.

Per tale motivo, al fine di valutare la legittimità dei predetti contratti di lavoro non è strettamente necessario verificare che i lavoratori siano stati adibiti proprio agli uffici direttamente interessati dalla riforma.

Cassazione civile sez. lav., 22/03/2018, n.7217

Lavori socialmente utili: l’occupazione temporanea 

L’occupazione temporanea in lavori socialmente utili non integra un rapporto di lavoro subordinato, in quanto, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 468/1997, poi riprodotto dall’articolo 4 del decreto legislativo 81/2000, l’utilizzazione di tali lavoratori non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro, ma realizza un rapporto speciale che coinvolge più soggetti di matrice assistenziale e con una finalità formativa diretta alla riqualificazione del personale per una possibile ricollocazione.

Pertanto, l’occupazione temporanea di lavoratori socialmente utili alle dipendenze della pubblica amministrazione, per l’attuazione di un apposito progetto, non può qualificarsi come rapporto di lavoro subordinato, realizzandosi in tal caso un rapporto di lavoro speciale di matrice essenzialmente assistenziale, inserito nel quadro di un programma specifico che utilizza i contributi pubblici.

Cassazione civile sez. lav., 14/03/2018, n.6155

Pubblico impiego

Plurima legislazione ha permesso il rinnovo dei contratti a termine anno per anno, sulla base di ragioni oggettive, consistente nell’esigenza di carattere sociale sottesa all’impiego di una particolare categoria di soggetto, i Lavoratori Socialmente Utili.

Conseguentemente, non si ravvisa alcuna violazione di legge trattandosi di contratti e proroghe attuate in virtù di una previsione legislativa ad hoc e per esigenze individuate di volta in volta dalla norma.

Dunque, manca il presupposto indicato dall’art. 36, comma 5, del D.Lgs. n. 165 del 2001, vale a dire il contrasto con norme imperative. Escludendo l’illegittimità, anche le richieste di carattere economico perdono il loro substrato giuridico e causale in quanto viene automaticamente ricollegato all’illegittimità dei contratti.

Corte appello Napoli sez. lav., 23/05/2017, n.3932

Personale scolastico: riserva di posti in favore dei lavoratori socialmente utili

In tema di personale scolastico da inquadrare nei livelli retributivi-funzionali per i quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola d’obbligo, la riserva, in favore dei lavoratori socialmente utili, di posti da ricoprire mediante l’avviamento a selezione di cui all’art. 16 della l. n. 56 del 1987, e successive modificazioni ed integrazioni, prevista dall’art. 12, comma 4, del d.lgs. n. 468 del 1997, nonché dall’art. 45, comma 8, della l. n. 144 del 1999, può trovare applicazione, ex art. 587, comma 2, del d.lgs. n. 297 del 1994, solo previo esaurimento delle graduatorie permanenti per il conferimento delle supplenze annuali, che, dunque, configura un fatto costitutivo del diritto vantato, da allegare e provare tempestivamente.

Cassazione civile sez. lav., 06/03/2017, n.5547

Assegno per il nucleo familiare: spetta ai lavoratori socialmente utili?

L’assegno per il nucleo familiare, ove ne ricorrano i presupposti, spetta sia ai lavoratori di pubblica utilità sia ai lavoratori socialmente utili, trattandosi di categorie che devono essere necessariamente equiparate.

Cassazione civile sez. lav., 29/04/2016, n.8573

Lavori socialmente utili e contratto a tempo indeterminato part-time: sono compatibili?

Non vi è incompatibilità tra il sussidio per i lavoratori socialmente utili ed il compenso ricavato da diversa attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, con orario e modalità che non interferiscono con il lavoro socialmente utile, atteso che il d.lgs. n. 468 del 1997, limitando la possibilità di cumulo con altri redditi, non ha modificato i lineamenti fondamentali dell’istituto, diretti sostanzialmente a consentire lo svolgimento di attività lavorative compatibili, essenzialmente in ordine all’orario, con l’espletamento di lavori socialmente utili.

Cassazione civile sez. lav., 16/03/2016, n.5226

Lavoratori socialmente utili e assunzione nelle PA

Posto che non sussiste alcun diritto dei lavoratori socialmente utili (L.S.U.) all’assunzione nelle P.A., essendo prevista la riserva dei posti a loro favore al fine della partecipazione ad un avviamento a selezione, se non a fronte – da un lato – dell’esistenza di vacanze in organico (quale condizione preliminare per l’attivazione della riserva) e, – dall’altro – del requisito negativo che i lavoratori socialmente utili non siano già stati già stabilizzati per effetto dell’art. 3 comma 3, lett. a), d.m. 20 aprile 2001 n. 65, ne deriva che anche in presenza di una formale istanza degli interessati, in assenza dell’esplicitazione da parte degli istanti di tali presupposti, non sussiste alcun obbligo per l’Amministrazione di concludere il procedimento attivato con l’adozione di un provvedimento espresso, potendo l’Amministrazione dare corso al procedimento di cui si tratta solo in presenza delle condizioni soggettive e oggettive richieste dalla legge per applicarlo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/07/2015, n.8900

Assunzioni per lavori socialmente utili

Tra i lavoratori socialmente utili e l’ente pubblico che si avvale delle loro prestazioni non si costituisce affatto un rapporto di lavoro subordinato, ma un rapporto giuridico di carattere previdenziale fondato sull’art. 38 Cost., sicché il danno relativo alla mancata instaurazione di un rapporto di pubblico impiego non può in nessun modo costituire — ex artt. 2056 e 1223 c.c. — una conseguenza immediata e diretta della cancellazione dagli elenchi dei L.S.U.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 08/05/2015, n.442


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