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Parcheggio privato: ultime sentenze

16 Giugno 2021
Parcheggio privato: ultime sentenze

Realizzazione delle aree di parcheggio privato; reato di furto; danneggiamento di uno pneumatico di un’autovettura parcheggiata in un’area condominiale privata.

Danneggiamento pneumatico nel parcheggio privato

Il danneggiamento di uno pneumatico di un’autovettura parcheggiata in un’area condominiale privata il cui accesso è interdetto agli estranei da un cancello, non sussistendo il presupposto dell’esposizione del bene alla pubblica fede, non integra il reato di danneggiamento.

Tribunale Trieste, 26/03/2021, n.418

Realizzazione parcheggio privato: accordo procedimentale

L’accordo procedimentale che prevedeva l’approvazione di variante urbanistica finalizzata alla realizzazione di parcheggio privato è vincolante per il Comune: sebbene anche nell’ambito di rapporti inquadrabili tra gli accordi ex art. 11 della legge n. 241 del 1990 siano presenti interessi di matrice pubblicistica, questo non esclude che l’esecuzione di detti accordi sia sottoposta alle comuni regole civilistiche in tema di adempimento, nonché di obblighi di buona fede delle parti del contratto (art. 1375 c.c.); vale sul punto la regola esistente in tema di convenzioni urbanistiche, secondo cui le stesse soggiacciono ai principi civilistici in materia di obbligazione e contratti ai sensi dell’ art. 11 della L. n. 241/1990, ivi comprese le norme sulla risoluzione per inadempimento di una delle parti, talché il giudice deve fare applicazione diretta anche della disciplina dell’inadempimento del contratto, allorché una parte contesti alla controparte l’inadempimento degli obblighi di fare.

Pertanto, qualora la variante urbanistica approvata preveda un parcheggio pubblico (anziché il parcheggio privato pattuito nell’accordo procedimentale), la stessa è viziata da eccesso di potere per contraddizione con atto presupposto.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 26/02/2020, n.257

Furto auto nel parcheggio privato

L’aggravante di cui all’art. 625 c.p., n. 7 non è correlata tanto alla natura pubblica o privata del luogo in cui si trova la cosa ma alla condizione di esposizione di essa alla pubblica fede, trovando così protezione sotto il profilo del rispetto per l’altrui bene da parte di ciascun consociato.

Ne consegue che tale circostanza può sussistere anche se la cosa si trovi in un luogo privato al quale, per mancanza di recinzioni o di continua e diretta sorveglianza, si possa liberamente accedere senza che rilevi l’adozione o meno da parte del proprietario di cautele, quali, nell’ipotesi di autoveicolo, la chiusura delle porte e dei vetri, il blocco delle serrature o dello sterzo et similia facilmente superabili, stante la correlazione tra affidamento e dovere dei cittadini di astenersi dall’approfittarne

Né può valere ad escluderla la mera presenza di un sistema di videoregistrazione il quale, ancorché consenta la conoscenza postuma delle immagini registrata dalla telecamera, non costituisce, di per sé, una difesa idonea a impedire la consumazione dell’illecito attraverso un immediato intervento ostativo, non garantendo l’interruzione immediata dell’azione criminosa (esclusa, nella specie, l’aggravante de quo, atteso che l’autovettura oggetto di furto si trovava presso il parcheggio privato annesso al Tribunale accessibile solo ai magistrati, agli avvocati e agli operatori giudiziari. Tale luogo era delimitato da una recinzione e cancello di accesso ed affidato al costante controllo di un custode. Inoltre, a tutela di detto luogo, era in funzione un sistema di telecamere destinato a vigilare sull’intero edificio continuativamente).

Cassazione penale sez. IV, 15/01/2019, n.5032

Furto in parcheggio privato non custodito

In tema di furto, la circostanza aggravante della esposizione alla pubblica fede è configurabile anche quando la cosa si trova in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile, ovvero in un cortile di casa di abitazione in diretta comunicazione con una pubblica via ovvero in parcheggio privato non custodito.

Tribunale Bari sez. I, 11/05/2016, n.2605

Condono edilizio per mancata realizzazione di parcheggio privato

E’ legittimo il diniego di condono edilizio connesso alla omessa realizzazione della prescritta realizzazione delle aree di parcheggio privato ma di uso pubblico, rimaste ineseguite dopo la realizzazione del fabbricato, giacché la mancata realizzazione di un parcheggio, per definizione, non è un’opera, ma l’omissione di una condotta e di un’attività doverosa, e non può essere condonato ciò che non è stato realizzato.

Consiglio di Stato sez. V, 05/05/2016, n.1794

Vincolo di destinazione a parcheggio privato

La p.a. ha titolo per pretendere, in relazione alle aree gravate da vincolo di destinazione a parcheggio privato, la trascrizione del vincolo di destinazione nelle forme di legge, anche in danno del privato resosi inadempiente.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. II, 04/09/2014, n.1399

Parcheggio privato a pagamento

È legittimo l’ordine di rimozione di strutture che limitano l’accesso ad un’area privata ad uso pubblico di parcheggio, strutture che — di fatto — trasformano il parcheggio in un parcheggio privato a pagamento.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 04/12/2012, n.2892

Progetto di parcheggio privato e previsioni dello strumento urbanistico

Il solo rilievo del contrasto tra il progetto di parcheggio privato e le previsioni dello strumento urbanistico e, meno che mai, la denunciata confliggenza tra quel progetto con l’intenzione espressa dall’Amministrazione di edificare un parcheggio pubblico, la cui realizzazione è però ancora di là da venire, non possono costituire, perciò, motivazione bastevole a reggere l’atto di diniego e a comprimere lo jus aedificandi, qualità connaturata al cespite immobiliare.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 03/06/2011, n.2962

Realizzazione di un parcheggio privato

Rientra nella giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto la domanda di annullamento della determinazione d’improcedibilità di una denuncia di inizio attività, presentata ai sensi degli arti. 4 e 21 l.reg. Liguria n. 29 del 2002, per la realizzazione di un parcheggio privato: in tale ambito il g.a. può, se necessario ai fini del decidere, risolvere incidenter tantum ai sensi dell’art. 8 l. n. 1034 del 1971, un problema relativo a diritti.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 12/02/2008, n.237

Vincolo permanente a parcheggio privato

Il programma costruttivo è un piano particolareggiato non esecutivo e i suoi contenuti sono sostanzialmente quelli indicati all’art. 9 l. reg. n. 71 del 1978 e soltanto a seguito della sua approvazione è possibile richiedere l’assegnazione delle aree sulle quali dovrà essere effettuato il vincolo permanente a parcheggio privato, previsto nella nota assessoriale impugnata; per cui prima di tale assegnazione non sussiste un titolo giuridico in base al quale i soggetti proponenti l’intervento di E.R.P. possano disporre delle aree e conseguentemente vincolarle alla finalità di cui si è detto.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. III, 28/06/2005, n.1078

Autorizzazione dell’esercizio di un parcheggio privato

Per stabilire la sussistenza del reato di abuso d’ufficio, sotto il profilo della violazione di regolamento, occorre avere riguardo all’attributo formale che viene impresso all’atto amministrativo dal legislatore; non è quindi sufficiente che l’atto medesimo abbia, nella sostanza, valore normativo, ma è necessario che esso sia stato emanato all’esito di un procedimento tipico imposto dal legislatore per il compimento di talune scelte da parte delle amministrazioni.

(Nella specie, è stata esclusa la natura regolamentare della delibera con la quale la giunta comunale aveva autorizzato l’esercizio di un parcheggio privato, in quanto il d.P.R. n. 616 del 1977, attributivo delle funzioni in materia ai comuni, non aveva imposto un “iter” regolamentare per l’emanazione di tale atto).

Cassazione penale sez. VI, 03/10/2000, n.11933

Contratto di parcheggio privato

In relazione ad un’area destinata, ex art. 7 del d.lg. n. 285 del 1992, a parcheggio non custodito, non è inconcepibile, di per sè, l’instaurarsi di un contratto di parcheggio privato (perfezionabile perciò anche ai sensi dell’art. 1327 c.c.) con il soggetto cui sia stata affidata dal comune le gestione del parcheggio medesimo ai sensi dell’art. 12 l. 23 dicembre 1992 n. 498.

Cassazione civile sez. I, 24/07/1999, n.8027

Furto auto: quali sono le circostanze aggravanti?

In tema di furto, la circostanza aggravante dell’esposizione alla pubblica fede è configurabile anche quando la cosa si trova in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile, ovvero in un cortile di casa di abitazione in diretta comunicazione con una pubblica via ovvero in parcheggio privato non custodito.

Cassazione penale sez. II, 17/01/1991

Divieto di transito permanente su una strada e parcheggio privato

È illegittimo il provvedimento con cui il comune impone il divieto di transito permanente e generalizzato su di una strada, per limitare il volume del traffico a tutela della viabilità e della salute ambientale, nella parte in cui non esonera da tale divieto chi risiede, o ha la sede della propria attività professionale nella zona, e dispone di un parcheggio privato all’interno del tratto interdetto, senza indicare le ragioni per le quali gli interessi pubblici perseguiti debbano anche in tali casi prevalere sugli interessi privati così sacrificati.

T.A.R., (Toscana), 09/05/1988, n.593



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